Museo regionale Scienze naturali Efisio Noussan di Saint-Pierre

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Museo regionale Scienze naturali Efisio Noussan di Saint-Pierre Museo di Scienze naturali della Regione autonoma Valle d'Aosta

Il 2 giugno si celebra la nascita della Repubblica italiana. Una data che appartiene a tutti: alla storia, alle istituzi...
02/06/2026

Il 2 giugno si celebra la nascita della Repubblica italiana. Una data che appartiene a tutti: alla storia, alle istituzioni, ai cittadini.

C'è un capitolo di quella storia che riguarda da vicino chi ama la natura e il territorio in cui vive.

Nel 2022, la Costituzione italiana è stata modificata per includere esplicitamente la tutela della natura tra i suoi principi fondamentali.

L'articolo 9 (quello che, dal 1948, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione) oggi recita anche: "La Repubblica tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni." E, per la prima volta in una Costituzione europea, compare anche la tutela degli animali. Non è una dichiarazione di principio astratta. È un impegno scritto nella legge fondamentale dello Stato: proteggere la natura, la biodiversità e gli ecosistemi è un dovere costituzionale, al pari della tutela della libertà e della dignità umana.

Al Museo regionale di Scienze naturali di Saint-Pierre lavoriamo ogni giorno su questi temi: studiamo la biodiversità valdostana, conserviamo le collezioni naturalistiche, educhiamo grandi e piccini alla conoscenza e al rispetto della natura alpina. Non perché sia bello farlo (anche se lo è!) ma perché crediamo che conoscere il territorio sia il primo passo per proteggerlo.

La Costituzione, dal 2022, è d'accordo con noi.

Buona Festa della Repubblica.

📸 Raul Mermans Garcia su Unsplash

Dal 1° giugno, le visite guidate al Castello di Saint-Pierre si svolgeranno con questi orari:🕙 ore 11.00🕒 ore 15.30Il Mu...
28/05/2026

Dal 1° giugno, le visite guidate al Castello di Saint-Pierre si svolgeranno con questi orari:

🕙 ore 11.00
🕒 ore 15.30

Il Museo di Scienze naturali è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 19.00.

📸Foto Museo scienze naturali Efiso Noussan

Dal Museo al territorio: le rocce raccontano una storia di milioni di anni.La bellezza delle montagne valdostane non è c...
26/05/2026

Dal Museo al territorio: le rocce raccontano una storia di milioni di anni.

La bellezza delle montagne valdostane non è casuale. Dipende dalla materia di cui sono fatte e ogni vetta ha la sua roccia, la sua storia, il suo tempo geologico.

La Sala 4 del Museo di Saint-Pierre è un viaggio dentro le Alpi: dal granito del Monte Bianco, formato circa 300 milioni di anni fa dalla solidificazione di un magma intrusivo, allo gneiss del Gran Paradiso, una roccia metamorfica che racconta la storia delle collisioni tra placche continentali. Dalle linee svettanti del Cervino, un klippe di rocce africane trasportate sulle Alpi durante l'orogenesi alpina, alle forme dolomitiche delle Cime Bianche: ogni montagna valdostana è un documento geologico aperto.

Guardare una montagna non è mai la stessa cosa dopo aver visitato questa sala.
Dopo la visita al Museo ti consigliamo di andare a Breuil-Cervinia: il luogo più straordinario per leggere la geologia valdostana a occhio n**o, ai piedi della parete sud del Cervino. A fine maggio, la neve si sta ritirando dai pascoli bassi e la piramide del Cervino - 4.478 metri di rocce che raccontano la collisione tra Europa e Africa - si staglia con una nitidezza che toglie il fiato.

Non serve essere geologi per capire che quella montagna è diversa da tutte le altre. Basta alzare gli occhi. E ricordarsi di ciò che hai visto nella Sala 4.

La biodiversità alpina non è statica: cambia, si adatta, si trasforma. Capirne le dinamiche significa leggere con maggio...
21/05/2026

La biodiversità alpina non è statica: cambia, si adatta, si trasforma. Capirne le dinamiche significa leggere con maggiore precisione anche i cambiamenti del nostro tempo.

In occasione della Giornata internazionale della biodiversità, il Museo regionale di scienze naturali di Saint-Pierre propone un incontro dedicato alla ricerca scientifica e al monitoraggio degli ecosistemi di montagna.

Martedì 26 maggio 2026, alle ore 17.30, nella sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta, il ricercatore Emanuele Rocchia presenta i risultati del progetto di ricerca sulla biodiversità del Parco nazionale del Gran Paradiso al quale ha partecipato.

La conferenza, dal titolo Lungo i gradienti del cambiamento: vent’anni di monitoraggio della biodiversità alpina, ripercorre vent’anni di osservazioni su insetti e uccelli, restituendo l’immagine di una montagna in continua evoluzione.
Un lavoro di lungo periodo, che permette di comprendere come il cambiamento climatico, la trasformazione degli habitat e le dinamiche ecologiche incidano concretamente sulla biodiversità alpina, offrendo strumenti fondamentali per la sua tutela.

L’ingresso è libero.

📸Emanuele Rocchia

Parco Nazionale Gran Paradiso

Due appuntamenti per celebrare la biodiversità.Un maggio ricco di eventi al Museo di Saint-Pierre, tutti dedicati alla n...
19/05/2026

Due appuntamenti per celebrare la biodiversità.

Un maggio ricco di eventi al Museo di Saint-Pierre, tutti dedicati alla natura selvatica delle Alpi e alla sua tutela.

In questi giorni, tra una sala e l'altra del Castello di Saint-Pierre, stiamo allestendo la mostra "I Custodi delle Vette": una selezione di 20 fotografie straordinarie che, dal 23 maggio, accompagneranno i visitatori lungo tutto il percorso espositivo fino al 30 settembre.

Le immagini sono firmate da Luca Giordano e fanno parte di "100 anni per 100 foto", il progetto realizzato, nel 2023, dal Dipartimento di Scienze veterinarie dell'Università di Torino per celebrare il centenario del Parco nazionale del Gran Paradiso.

Venti fotografie distribuite lungo il percorso espositivo: non una mostra a parte ma un dialogo continuo tra le immagini della fauna alpina e le collezioni naturalistiche del castello. Stambecchi, camosci, paesaggi di vetta, custodi silenziosi di un patrimonio naturale che appartiene a tutti noi.

Venerdì 22 maggio, presentiamo la mostra in occasione della Giornata internazionale per la diversità biologica, istituita dalle Nazioni Unite per aumentare la consapevolezza sulle sfide che le attività umane pongono alla biodiversità e per ricordare il ruolo della natura come bene globale per le generazioni future.
🎟️ Ingresso gratuito tutto il giorno

Martedì 26 maggio, alle ore 17.30, la Sala conferenze della Biblioteca regionale di Aosta ospiterà il ricercatore Emanuel Rocchia. I dettagli nel prossimo post

Ti aspettiamo per celebrare con noi la biodiversità.

Dipartimento di Scienze Veterinarie - Università degli Studi di Torino

Il 18 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei Musei. E noi vogliamo festeggiarla insieme a te...
14/05/2026

Il 18 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei Musei. E noi vogliamo festeggiarla insieme a te.

Il Museo regionale di Scienze naturali di Saint-Pierre ha organizzato due giorni speciali, con ingressi e visite guidate completamente gratuiti.

📅 Domenica 17 maggio
🎟️ Ingresso gratuito per l'intera giornata
🕒 ore 11.00 — Visita guidata speciale gratuita
🕒 ore 15.30 — Visita guidata speciale gratuita

📅 Lunedì 18 maggio — Giornata Internazionale dei Musei
🎟️ Ingresso gratuito per l'intera giornata
🕒 ore 15.30 — Visita guidata gratuita
🕒 ore 16.30 — Visita guidata gratuita

Un'occasione per scoprire - o riscoprire - uno fra i luoghi più straordinari della Valle d'Aosta: un castello medievale che custodisce la natura alpina, dalla geologia ai ghiacciai, dalle foreste alle praterie d'alta quota, dai minerali agli animali tassidermizzati.

Dal Museo al territorio: un viaggio che parte dai vigneti e arriva idealmente al Polo Nord.Nella Sala 2 del Museo di Sci...
12/05/2026

Dal Museo al territorio: un viaggio che parte dai vigneti e arriva idealmente al Polo Nord.

Nella Sala 2 del Museo di Scienze naturali Saint-Pierre si racconta qualcosa di straordinario: la Valle d'Aosta, nonostante la sua limitata estensione, ospita una biodiversità animale e vegetale paragonabile a quella che si incontra viaggiando dal Mar Mediterraneo fino ai ghiacci dell'Artico.

Non è un'iperbole. È una realtà scientifica.

Dai vigneti terrazzati e dagli ulivi della Bassa Valle (uno fra gli ambienti più meridionali delle Alpi) fino agli ambienti glaciali del Monte Bianco, la cima più alta d'Europa, la Valle d'Aosta attraversa in pochi chilometri gli stessi cambiamenti di clima, vegetazione e fauna che altrove richiederebbero migliaia di chilometri di viaggio verso nord.

Dopo la visita al Museo, ti consigliamo di andare a Donnas, per toccare con mano questo straordinario salto biologico. Qui, a meno di 300 metri di quota, crescono ulivi e viti su terrazzamenti di roccia esposti a sud. A maggio, i vigneti sono nel pieno del risveglio primaverile, il microclima è mite e il paesaggio è sorprendentemente lontano dall'immaginario alpino. Eppure, alzando lo sguardo verso nord, i tremila metri delle Alpi sono già lì, a ricordare che in Valle d'Aosta nulla è mai lontano dal suo opposto.

La prossima volta che visiti la Sala 2, ricordati di Donnas. E la prossima volta che sei a Donnas, ricordati della Sala 2!

Era il 1970. Il Consiglio d'Europa aveva appena proclamato l'Anno europeo della Conservazione della Natura. In Valle d'A...
07/05/2026

Era il 1970. Il Consiglio d'Europa aveva appena proclamato l'Anno europeo della Conservazione della Natura. In Valle d'Aosta, qualcuno decise che era il momento giusto per fare qualcosa di concreto.

Carlo Lyabel, ispettore forestale della Regione autonoma Valle d'Aosta, lanciò un appello per ricostituire la Société de la Flore valdôtaine: l'associazione fondata, nel 1858, da Carrel e Bérard e che aveva attraversato decenni di difficoltà, guerre e abbandoni. Lyabel cercava un partner. Lo trovò.

Efisio Noussan, imprenditore appassionato di flora alpina, era l'alleato ideale. Non era un accademico. Era un uomo del territorio, con le radici affondate nelle montagne valdostane e una tenacia che non si lasciava scoraggiare da nulla.

Nel 1971, la rinascita della Société de la Flore valdôtaine fu ufficializzata, con Efisio Noussan presidente. Mantenne la carica fino alla sua morte, nel 2001. Con un gruppo motivato e instancabile, ha rimesso in moto tutto: la rinascita del Bulletin scientifico, la ricostituzione del Museo, la ricostruzione della Chanousia (il giardino alpino al Piccolo San Bernardo devastato dalla guerra) e il completamento del catalogo floristico di Vaccari, rimasto incompiuto da decenni.

Nel 1985, il Museo regionale di Scienze naturali è stato istituito e aperto al pubblico.

Nel 2015, il Museo ha preso ufficialmente il suo nome perché, senza di lui, forse oggi non esisterebbe.

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Era il 1873. Il castello di Saint-Pierre 🏰, uno fra i più antichi della Valle d'Aosta, era ridotto in condizioni disastr...
05/05/2026

Era il 1873. Il castello di Saint-Pierre 🏰, uno fra i più antichi della Valle d'Aosta, era ridotto in condizioni disastrose. Varie parti erano completamente in rovina e tutto il patrimonio artistico che aveva entusiasmato i visitatori nei secoli precedenti si era ormai disperso. Sembrava destinato a scomparire.

Poi arriva lui.

Federico Bollati, soprintendente degli Archivi di Stato di Torino. Acquista il castello nel 1873 e, dopo aver ottenuto il titolo di barone di Saint-Pierre, intraprende i lavori di restauro sotto la direzione dell'ingegnere canavesano Camillo Boggio. Non si tratta di un semplice consolidamento. Bollati ha un'idea precisa in testa: vuole un castello che sembri uscito da una fiaba.

Boggio si lascia ispirare dai castelli della valle del Reno, aggiunge quattro torrette agli angoli della torre centrale, adottando uno stile neogotico eclettico che trasforma la struttura in un'icona. Quelle torrette - discusse quanto ammirate - diventano il suo segno distintivo.

Bollati non era valdostano e non era un naturalista. Era un uomo di archivi e di cultura, innamorato di un territorio non suo, che scelse di investire il suo tempo e le sue risorse per restituire dignità a un castello abbandonato.
Si deve a lui, anche se non si possono sempre condividere le sue scelte architettoniche, se il castello di Saint-Pierre è oggi in buone condizioni e se il Museo regionale di Scienze naturali ha una sede così straordinaria.

Senza Bollati, non ci sarebbe la favola. E senza la favola, forse non ci sarebbe nemmeno il Museo.

Domani è la Festa dei Lavoratori. Oggi vogliamo ringraziarli tutti. Un museo non è solo ciò che espone. È soprattutto le...
30/04/2026

Domani è la Festa dei Lavoratori. Oggi vogliamo ringraziarli tutti.
Un museo non è solo ciò che espone. È soprattutto le persone che ogni giorno lo tengono vivo.

Al Museo regionale di Scienze naturali di Saint-Pierre lavorano persone con competenze molto diverse, spesso invisibili agli occhi del visitatore. Eppure senza ciascuna di loro, niente di quello che vedi sarebbe possibile.

C'è chi ti accoglie alla biglietteria, risponde alle tue domande, ti sorride all'ingresso del castello anche nelle giornate di pioggia di bassa stagione.
C'è chi tiene in ordine gli spazi, si assicura che ogni sala sia curata, pulita, pronta ad accogliere famiglie, scolaresche, turisti curiosi.
C'è chi studia, nei laboratori della sede scientifica: ricercatori che analizzano il DNA delle specie alpine, conservano le collezioni, sviluppano progetti sulla biodiversità valdostana, scrivono pubblicazioni che finiscono su riviste scientifiche internazionali.
C'è chi si occupa dell'amministrazione: chi gestisce i numeri, le pratiche, le convenzioni, i progetti europei che rendono possibile la ricerca.

E poi ci sono quelli che non vedi mai ma il cui lavoro è ovunque: il tassidermista che prepara gli esemplari, il manutentore che tiene in funzione gli impianti di un castello medievale trasformato in museo, i tecnici che garantiscono che le tecnologie interattive funzionino ogni giorno.

Nessun museo esiste senza di loro.

Buona Festa dei Lavoratori a tutto il team del Museo e a chiunque, con le proprie mani e la propria competenza, contribuisce ogni giorno a tenere viva la cultura e la scienza in Valle d'Aosta

Indirizzo

Località Tache
Aosta
11010

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 18:00

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