Sardegna Indipendentista

Sardegna Indipendentista associazione antimafia orizzonti di libertà .

02/09/2026

L’arroganza tra gli scaffali: quando il sistema suona ma la decenza è fuori servizio.

​Il campanello d’allarme che lacera l’aria non è soltanto il sintomo di un’apparecchiatura difettosa; è il rumore sordo di una civiltà commerciale che ha smarrito il rispetto elementare per la persona.
​Ci troviamo in via dei Visconti, al civico 50 a Cagliari, all’interno di un punto vendita della catena MD. Un cliente entra, sceglie due articoli, paga regolarmente alla cassa e si avvia verso l’uscita. In quel preciso istante, le barriere antitaccheggio iniziano a suonare forsennatamente.

​Invece della prudenza e della verifica civile, scatta immediatamente il processo sommario di piazza. La cassiera, dismessa la divisa per indossare i panni di uno sceriffo improvvisato, pretende che il cittadino svuoti lo zaino sul banco. La risposta è ferma e dignitosa: "Non svuoto nulla alla cassa; si avvicini e guardi nello zaino se c’è merce rubata".

Ma la cassiera si guarda bene dal controllare davvero; si limita a uno sguardo distratto, liquidando con sufficienza un uomo trattato pubblicamente da ladro sotto gli sguardi inquisitori dei presenti.

​Il giorno dopo, spinto dalla necessità di comprendere il motivo di quell’anomalia e di ristabilire la verità, il cliente torna nello stesso esercizio commerciale. Nessuna merce sottratta, ovviamente; solo la certezza di un guasto tecnico.

Ma il peggio deve ancora arrivare.
​Alla richiesta di spiegazioni, compare un sedicente responsabile che, anziché scusarsi per il disagio e la gogna mediatica subita dal cliente, rincara la dose con un tono inaccettabile, dandogli persino del tu: "Se ha suonato, vuol dire che aveva o ha merce rubata". Un’accusa grave, gratuita e irridente, pronunciata con la spocchia di chi si sente padrone della terraferma e calpesta ogni regola di buona educazione.

​La tensione sale alle stelle; il cliente, esasperato da tanta arroganza e da una gestione dilettantesca e offensiva, dimostra nei fatti che il sistema continua a suonare a vuoto anche il giorno successivo, per via di sensori palesemente fuori uso. E di fronte all’evidenza tecnica, il personaggio in questione tenta persino di sfidare la pazienza del cittadino, cercando lo scontro verbale.

​Le verifiche successive condotte sul campo rivelano una situazione ancora più grave e sistemica: lo stesso identico problema di apparecchiature difettose e malfunzionanti si registra anche in altri punti vendita della zona, come nel supermercato Tutti Giorni di viale Poetto.

​La misura è colma. Non si tratta soltanto di un disservizio tecnico, ma di una pericolosa deriva nella gestione della clientela, trattata con sufficienza e sospetto. Invitiamo tutti i consumatori a non chinare la testa di fronte a simili umiliazioni. Se venite trattati da malfattori senza alcuna prova, non subite in silenzio: pretendete rispetto, denunciate gli abusi e fate fare la figura che meritano a chi calpesta la dignità delle persone pur di coprire le proprie inefficienze.

🖋Claudia Saba report

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