31/05/2026
L'Anticorruzione decapita i vertici dell'agenzia boschiva regionale: Fratelli d'Italia processa le nomine della giunta Todde.
Il pronunciamento che annulla l'incarico dell'amministratore di Forestas innesca l'offensiva dell'opposizione di centrodestra. Il consigliere Fausto Piga accusa l'esecutivo sardo di dilettantismo istituzionale alle porte della stagione degli incendi e chiama in causa il leader nazionale Giuseppe Conte.
Il pronunciamento dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, l'ente statale preposto alla vigilanza sulla trasparenza negli incarichi pubblici, azzera i vertici di Forestas, l'agenzia regionale incaricata della gestione del patrimonio silviculturale. La decadenza dell'amministratore unico, motivata da un vizio di incompatibilità formale con l'incarico assegnato, innesca l'immediata reazione dell'opposizione. A guidare l'assalto contro il palazzo della Regione è il vice capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale sardo, Fausto Piga. L'esponente del centrodestra trasforma la bocciatura tecnica in una requisitoria politica contro l'operato della presidente della Giunta, Alessandra Todde, accusata di non possedere la capacità di selezionare la classe dirigente adeguata a governare la complessa macchina amministrativa isolana.
Le parole messe a verbale dall'esponente dell'opposizione tracciano il perimetro di una crisi che rischia di paralizzare settori vitali per la sicurezza del territorio. Il consigliere affonda il colpo sulle conseguenze dirette del vuoto di potere: «Todde ancora una volta dimostra di non rispettare le leggi e di non sapersi scegliere collaboratori e manager per governare il sistema Regione Sardegna». La disamina di Piga inquadra l'emergenza logistica alle porte dell'estate, definendo l'incapacità dell'esecutivo come un fattore innescante di disordine burocratico e paralisi istituzionale: «Basti pensare che ora c'è la campagna antincendio da portare avanti e questo altro pasticcio non ci voleva, sembra la trama di un film horror».
L'offensiva valica i confini regionali per colpire la dirigenza nazionale del Movimento 5 Stelle, radunata per l'assemblea sarda del partito. Piga chiama in causa direttamente l'ex presidente del Consiglio dei Ministri per chiedergli conto della gestione locale: «Chissà quale sarà il commento di Giuseppe Conte all'assemblea regionale dei 5s, ma soprattutto quali saranno le spiegazioni dei dirigenti pentastellati sardi per l'ennesimo fallimento e perdita di tempo della Presidente Todde che non riesce a scegliere manco i collaboratori e manager figuriamoci a risolvere i problemi della Sardegna, che in due anni di legislatura sono tutti peggiorati».
A supporto dell'accusa, il rappresentante di Fratelli d'Italia stila l'elenco delle recenti sconfitte patite dall'esecutivo sardo nelle aule di giustizia. Piga imputa alla presidenza di aver agito fuorilegge con troppa leggerezza, trasformando episodi isolati in abitudini di governo. Il riferimento corre alla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha respinto le norme regionali sulle nomine della sanità, e alle decisioni del Tribunale Amministrativo Regionale, l'organo di giustizia preposto a valutare la regolarità degli atti pubblici, che ha disposto il reintegro dei vecchi direttori generali delle aziende sanitarie rimossi in precedenza dalla Giunta. La chiosa dell'intervento sigilla l'attacco frontale sulle presunte doppie morali dello schieramento avversario: «Cinque stelle come sempre useranno due pesi e due misure, quando sbaglia il centrodestra è corrotto, mafioso tutti devono dimettersi, anche per un semplice avviso di garanzia che non significa essere colpevoli, quando sbagliano loro sono sempre tutti in buona fede sminuendo qualsiasi contestazione a loro carico».