22/11/2025
Congratulazioni agli autori del documentario.
San Giuseppe, la sua chiesa con gli splendidi affreschi di G. Borremans, gli altari, le tavolate, le cuddure, ...in breve la religiosità, devozione e tradizione popolare che si animano intorno al santo costituiscono un bene demo/etno/antropologico di grande valore, anche se fino ad oggi sottovalutato.
Ritengo che il compito della cittadinanza leonfortese , le singole persone, le varie associazioni,...sia di dare il giusto valore a tale patrimonio e dare la giusta spinta alle istituzioni pubbliche preposte, partendo da un'azione dal basso che armonizzi le forze spirituali e culturali più vivaci e coscienti.
La prima azione da intraprendere è il riconoscimento della "Festa di San Giuseppe a Leonforte" come bene tutelato ed iscritto al Registro Eredità Immateriali Sicilia e, successivamente, iscriverlo nella lista UNESCO.
La "Festa di San Giuseppe a Leonforte" costituisce un unicum nel panorama nazionale ed internazionale da un punto di vista performativo: la processione, l'allestimento degli Altari, la preparazione delle Cuddure, l'arte del pane, la sapienza dei simboli, "u traficu", "a furriata" degli Altari,...
Unicum anche da un punto di vista della devozione di San Giuseppe visto come "Nutritor Christi", Patriarca, protettore dei morenti; altrove si celebra la fuga in Egitto, la Sacra famiglia, lo sposalizio della vergine, la convocazione al tempio per l'affidamento della vergine Maria,...qui a Leonforte invece si focalizza la morte, o meglio, il "Transito", e il conseguente "Cunsolo d'a Bedda Matri" rappresentato negli "Altari" dalla "Mangiata de' santi".
Proprio ieri, seguivo un webinar dell'Università di Tor Vergata, Roma 3, tenuto dal prof. G. Giordano, riguardante le festività del Natale in Sicilia e (sembra strano ma è un dato di fatto antropologico) veniva celebrato San Giuseppe sotto le varie forme e circostanze accennate su: fuga in Egitto, Sacra famiglia, sogno di San Giuseppe (tra l'altro, tutte rappresentante magistralmente da G. Borremans).
Soltanto a Leonforte viene rappresentato il "Transito": sia affrescato in chiesa, sia negli Altari come icona popolare del San Giuseppe con in braccio il bambinello (sottolineo San Giuseppe con il bambinello e non la Sacra famiglia, icona collocata durante le novene di Natale), sia come messa in scena drammatica durante la "Mangiata de' santi" il 19 marzo, sia in quei capolavori di arte simbolica e popolare che sono le cuddure e, non ultimo per importanza, in quel repertorio di poesia popolare, "raziuneddi" e "ditti", e "lamenti" della settimana santa, ultimi eredi della prassi trenotica risalente alla Grecia, ai misteri di Cerere e della figlia Proserpina.
Infine, ritengo che la consapevolezza culturale della cittadinanza leonfortese costituisca una parte attiva in tale azione culturale: ognuno, qualunque sia il suo grado culturale, dovrebbe esercitare il diritto/dovere alla cittadinanza attiva, credente o meno, qualunque credo politico abbia, ed in virtù di ciò impegnarsi nella tutela di questo nostro patrimonio DEA.
Ancora grazie e congratulazioni agli autori del documentario.
Ad Majora Semper.