22/11/2025
La Pittura è Rappresentazione della rappresentazione.
Ciò che tutti abbiamo in comune, per quanto dissimile, è:
1) la possibilità di accedere alla realtà usando i nostri sensi
2) l’esperienza interiore, cioè il modo in cui elaboriamo quanto vissuto.
L’esperienza interiore si basa sulle rappresentazioni che creiamo all’interno della nostra mente proprio tramite immagini, suoni, sensazioni, odori, gusti.
Possiamo poi richiamare queste rappresentazioni, o addirittura crearne di totalmente nuove, anche in assenza di uno stimolo esterno (diretto o indiretto che sia).
La pittura è un modo per richiamare le nostre idee, rappresentandole come le vogliamo.
Infine il linguaggio. Il Linguaggio è un modo (uno di più possibili) in cui etichettiamo queste rappresentazioni interne della realtà esterna. Il modo in cui codifichiamo quanto viviamo edattribuiamo caratteristiche a eventi, persone, oggetti e così via. Insomma, una mappa delle mappe.
La lingua astrae. Prende l’esperienza, la divide in categorie, la etichetta. È struttura, sintassi, convenzione condivisa.
La pittura allora diventa il territorio sensoriale da cui possono nascere e partire nuove mappe. La pittura restituisce. Riporta le rappresentazioni interne uno step indietro, nel loro formato originario: corporeo, ma che allo stesso tempo originario non è - perchè può essere “reso”, “restituito” emotivamente diverso da quello da cui è scaturita.
La pittura non chiede traduzione, non ha bisogno di grammatica. È oltre la linguistica. È pre-linguistica. Anticipa la linguistica.
Il linguaggio disegna mappe per orientarsi. La pittura mostra il paesaggio stesso — o meglio, come quel paesaggio esiste nella nostra mente. La pittura è la rappresentazione diretta delle rappresentazioni: esperienza resa visibile, senza traduzione. – Marco Scognamiglio.
- Alcuni Cerchi - Vassily Kandisky