Museo Casa Rurale di Carcente

Museo Casa Rurale di Carcente Antica casa rurale ristrutturata e trasformata in Museo, presso il borgo di Carcente, frazione di San Siro, sul lago di Como.

Antica casa rurale ristrutturata e mantenuta come lasciata dai suoi ultimi proprietari. Un lascito alla memoria delle generazioni passate e future, nella s

Ecco il calendario della stagione 🤗
30/05/2026

Ecco il calendario della stagione 🤗

“Non esiste neutralità : scegliere di parlare significa assumersi una responsabilità'" Edward SaidLa Casa Rurale di Carc...
07/05/2026

“Non esiste neutralità : scegliere di parlare significa assumersi una responsabilità'" Edward Said

La Casa Rurale di Carcente è lieta di invitarVi

Domenica 24 maggio alle 15 ad un pomeriggio dedicato al “Femminile...Pace”

La riapertura della stagione della Casa Rurale
coincide con la richiesta urgente e sentita, in questa contemporaneità lacerata,
di dare voce e risonanza al Femminile che è presente in ogni essere umano
che reclama cura, sensibilità, ascolto, Pace

Ci terremmo che ci foste alla Casa Rurale

in ascolto di …..
Storie e progetti di cooperazione e di solidarietà al femminile, attraverso il lavoro artigianale, simbolo di dignità e crescita, a cura dell’Associazione Il Cerino, che da anni promuove e sostiene progetti di inclusione sociale e di lotta alla marginalità e progetti di solidarietà internazionale in contesti di guerra e conflitto.

in ascolto di….
Natalia Rogantini, musicista, compositrice, ricercatrice nel campo della vocalità, dell'improvvisazione, della composizione e della musica sperimentale.

Un concerto, una voce Sola per la Pace, una voce bianca che si appella alla parte pura, femminile dimorante in ciascuno di Noi.

All’interno della Casa Rurale si troveranno i prodotti e i manufatti della realtà raccontate e sostenute dal Cerino e merenda conviviale con prodotti del commercio equo-solidale.
Si ringrazia Ernesto Blotto per la foto della locandina, Calla Bianca, scelta per “ Al Femminile Pace”

Prender paese Nella terra del pascolo giunsiquand'era gia' notte,fiutando le cicatrici nei pratie il vento, prima che si...
24/12/2025

Prender paese

Nella terra del pascolo giunsi
quand'era gia' notte,
fiutando le cicatrici nei prati
e il vento, prima che si levasse.
L'amore piu' non pascolava,
le campane erano spente
e i cespugli affranti.

Un c***o piantato nel terreno,
ostinato dalla guidaiola,
confitto nel buio.

Dalla terra lo presi,
al cielo lo levai
con piena forza.

Per colmare
questo paese con suoni
soffiai nel c***o,
volendo nel vento incombente
e tra steli increspati
vivere di ogni origine!

Tratta da Invocazione all’orsa maggiore, di Ingeborg Bachmann


Con l’augurio che la Pace “prenda paese”

auguri da tutti Noi

Credit Photo: Ernesto Blotto

Grazie di cuore a tutti quelli che ieri sono venuti alla castagnata ❤️  Un particolare ringraziamento però va ai Ciuciak...
20/10/2025

Grazie di cuore a tutti quelli che ieri sono venuti alla castagnata ❤️ Un particolare ringraziamento però va ai Ciuciakamanononé che hanno suonato per il Museo a titolo gratuito anche quest'anno, sempre sul pezzo!🎶
La stagione 2025 termina qui. Ci diamo appuntamento all'anno prossimo con nuovi eventi e novità, come la simpatica cassetta postale 📮apparsa al Museo da qualche tempo, pronta ad accogliere i vostri messaggi d'amore e non solo ✉️ 🤗
Dopo una non facile selezione, abbiamo scelto i più simpatici e li pubblichiamo in questo post sperando di farvi piacere 😁

Carissimi,siamo lieti di InvitarViDOMENICA 19 OTTOBRE, dalle 14CASTAGNATA   Vin Brulé e sorprese...      La Casa Rurale ...
30/09/2025

Carissimi,
siamo lieti di InvitarVi

DOMENICA 19 OTTOBRE, dalle 14

CASTAGNATA Vin Brulé e sorprese...

La Casa Rurale ospiterà per l'occasione
la mostra Tin Cans and Paint: dipinti di Enzo Salandin e lattine di Jhonson Ballak

Suoneranno gli unici ed imperdibili: CiUcIaKaMaRoNoNe

Domenica 24 Agosto al Museo Casa Rurale di Carcente vivremo insieme un viaggio nella memoria, tra sogni, partenze e rito...
16/08/2025

Domenica 24 Agosto al Museo Casa Rurale di Carcente vivremo insieme un viaggio nella memoria, tra sogni, partenze e ritorni.


Ore 17:30
Presentazione del libro "Ottocento americano, Storie di anime ribelli" con l'autrice Luisa Cetti

Ore 18:30
Presentazione del libro "'Il confine dei sogni" Storie di spalloni lariani tra realtà e fantasia con l'autore Giampiero Riva

SABATO 23 e DOMENICA 24
dalle 11.00 alle 18, all'interno della Casa Rurale
Percorso filatelico "Francobolli e storia postale" a cura di Luca Totis che sarà presente e racconterà la sua passione per la filatelia

Mostra fotografica "L'emigrazione lariana del 900" a cura di Ernesto Blotto

Un pomeriggio per emozionarci, ricordare e sentire più vicino il coraggio di chi ha lasciato la propria terra con la speranza nel cuore. 💌🗽

Sabato scorso, al Museo di Carcente, la voce di Lapo Lani ha fatto vibrare le parole di Pier Paolo Pasolini come un vent...
12/08/2025

Sabato scorso, al Museo di Carcente, la voce di Lapo Lani ha fatto vibrare le parole di Pier Paolo Pasolini come un vento antico che attraversa i secoli.
In quel luogo, il silenzio ascoltava, e ogni verso era un seme di luce nel buio del presente.
Grazie, Lapo, per averci ricordato che la poesia non è mai solo memoria, ma respiro vivo del mondo.

Disegnare la natura, il laboratorio con grandi e piccini di Stafano Turconi. 🐦🐤🌱🌸🦆🐇🌿🌳🐢🌺🌻🎨
26/07/2025

Disegnare la natura, il laboratorio con grandi e piccini di Stafano Turconi. 🐦🐤🌱🌸🦆🐇🌿🌳🐢🌺🌻🎨

Sarà gioia incontrarViSabato 9 agosto,  ore 17:00“L'usignolo della Chiesa Cattolica”Poesie e testi di Pier Paolo Pasolin...
23/07/2025

Sarà gioia incontrarVi

Sabato 9 agosto, ore 17:00
“L'usignolo della Chiesa Cattolica”
Poesie e testi di Pier Paolo Pasolini, letti da Lapo Lani
(In caso di maltempo la lettura verrà rinviata a sabato 16 agosto, ore 17:00)
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«Evidentemente il mio sguardo verso le cose del mondo, verso gli oggetti, è uno sguardo non naturale, non laico. Vedo sempre le cose come miracolose. Ho una visione – in maniera sempre informe, non confessionale – religiosa del mondo» [1].

Il termine miracolo deriva dal latino "miracǔlum" ("cosa meravigliosa"), che a sua volta deriva da "mirari", ovvero meravigliarsi, ammirare qualcosa che è contrario alle leggi della natura e prodotto per potenza soprannaturale, quindi divina.
Eliminare la categoria del miracoloso, come ha imposto la cultura del capitalismo avanzato – la cultura del consumismo e del benessere – significa rinunciare al pensiero del dubbio e delle alternative; significa rimuovere la dimensione metafisica e instaurare quindi un pensiero monodimensionale, anticritico, antidialettico, antistorico.
Nel trentennio compreso tra il 1945 e il 1975 si è compiuto, in Italia, un genocidio culturale definitivo, un cataclisma antropologico puramente degradante. Si è venuto a costituire un mondo banale, scialbo e inespressivo, senza singolarità e diversità di culture, integralmente omologato, volgare e acculturato. Un mondo che, rinunciando a una visione molteplice, complessa, religiosa e umanistica, appare come un mondo di morte. La nuova borghesia si muove meglio in assenza della cultura della tradizione, proponendo ideologie vuote e sostituendo la cultura umanistica con una cultura di massa, tecnologica e merceologica. Prima che la civiltà dei consumi compisse il suo ultimo e definitivo atto, una parte della popolazione italiana esprimeva una cultura "autentica" e "concreta". Adesso l'omologazione culturale, avverte Pasolini, investe tutti: popolo e borghesia, operai e sottoproletari, confessionali e laici. Nasce la nuova cultura interclassista, grigia, amorfa, che non permette alternative.

Pasolini resiste e si fa compagno degli umili e degli autentici. Il suo umanesimo è la cultura del mondo antico, religioso, preindustriale. Il mondo classico contadino possedeva un'arcaicità pluralistica. La dimensione del sacro [2] era presente e assai complessa. Tutte le civiltà contadine, in Italia, non erano soltanto cattoliche: c'era un'essenziale continuità tra il cattolicesimo, il cristianesimo, il paganesimo e le religioni primitive. Pasolini canta il ritorno a una religiosità originaria.
Inoltre la cultura antica dei contadini e dei sottoproletari non era strettamente legata a una nazione: essa si inseriva in un contesto transnazionale, in fraterna continuità con il Terzo mondo.

Lo sguardo letterario di Pasolini conserva nel proprio intimo l'angoscia di un uomo che ha visto la guerra, i fascisti, i nazisti, la MVSN, le SS, e che ha subìto un trauma mai superato. E adesso vede i giovani che stanno perdendo gli antichi valori popolari per assumere i nuovi modelli imposti dal capitalismo, e li vede incamminarsi inesorabilmente verso una forma di disumanità, una forma di mostruosa afasia, una brutale assenza di capacità critica, una fanatica passività; li vede sprofondare nella voragine di una volgare preistoria.

Umili e autentici: la condizione contadina e sottoproletaria sapeva esprimere, nelle persone che la vivevano, una felicità "reale". Oggi questa felicità, con lo sviluppo tecnologico e il benessere, è andata perduta.
Così Pasolini descrive i nuovi borghesi, ormai gli unici abitanti della nostra nazione: conformisti, vili, mediocri, servili, stereotipati, avidi, ipocriti, egoisti, corrotti, aggressivi, ricattatori, goliardici, prepotenti, possessivi, presuntuosi, esibizionisti, feroci, violenti, meschini, volgari, obbedienti, bigotti, pieni di sensi di colpa, dotati di razionalità e buon senso, sottomessi ai privilegiati, inclini al pensiero terroristico, timorosi di subire la pietà altrui e di non riuscire a essere sufficientemente e meschinamente orgogliosi.
«La loro pietà è nell'essere spietati, / la loro forza nella leggerezza, / la loro speranza nel non avere speranza» [3].

L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo e esibizionismo, ignoranza, incultura, moralismo, pettegolezzo, coazione, conformismo. Tutti sono coinvolti e tutti sono maledettamente compromessi.
In questo contesto apocalittico la luce della liberazione non può che arrivare da fuori, dai popoli affamati, dagli ultimi servi, dai più umili, dai più infimi, dagli innocenti: dal Terzo mondo.
È da loro che arriva l'esempio; loro, oltre le porte del mondo, indicano la strada. Sono loro che possiedono il segno della speranza e della profezia.

«Alì dagli Occhi Azzurri / uno dei tanti figli di figli, / scenderà da Algeri, su navi / a vela e a remi. Saranno / con lui migliaia di uomini / coi corpicini e gli occhi / di poveri cani di padri / sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini, / e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. [...].
Essi sempre umili / essi sempre deboli / essi sempre timidi / essi sempre infimi / essi sempre colpevoli / essi sempre sudditi / essi sempre piccoli, / essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare, / essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi / in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo, / essi che si costruirono / leggi fuori dalla legge, / essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo / essi che credettero / in un Dio servo di Dio, / essi che cantarono / ai massacri dei re, / essi che ballarono / alle guerre borghesi, / essi che pregarono / alle lotte operaie... // ... deponendo l'onestà / delle religioni contadine, / dimenticando l'onore / della malavita, / traendo il candore / dei popoli barbari, / dietro ai loro Alì / dagli occhi azzurri – usciranno da sotto la terra per rapinare – / saliranno dal fondo del mare per uccidere, – scenderanno dall'alto del cielo / per espropriare – e per insegnare ai compagni operai la gioia della vita – / per insegnare ai borghesi / la gioia della libertà – / per insegnare ai cristiani / la gioia della morte / – distruggeranno Roma / e sulle sue rovine / deporranno il germe / della Storia Antica» [4].

Lapo Lani
Milano, aprile 2025

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Note:

[1] Intervista a Pier Paolo Pasolini, registrata per la trasmissione televisiva di Enzo Biagi: "Terza B, facciamo l'appello". La puntata, programmata per il 27 luglio del 1971, fu censurata a causa di una denuncia, subìta dal poeta, per "istigazione alla disobbedienza" e "propaganda antinazionale".

[2] Il termine "sacro" deriva dal latino "sacrum" (sac-rum), composto dalla radice indo-europea "sac", "sak", "sag", che significa "attaccare", "unire", "aderire", "avvincere", da cui ne deriva il senso: "cosa avvinta alla divinità".

[3] Versi tratti dalla poesia "Sesso, consolazione della miseria!". "La religione del mio tempo", Garzanti, 1961.

[4] Versi tratti dalla poesia "Profezia". "Poesia in forma di rosa", Garzanti, 1964.

Vi aspettiamo domani con Stefano Turconi e Luca Villa!!
18/07/2025

Vi aspettiamo domani con Stefano Turconi e Luca Villa!!

Sabato 19 Luglio ore 16:00
Vi aspettiamo!!

Indirizzo

Carcente
San Siro
22010

Telefono

+393409329266

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