25/03/2026
25 marzo 421 – Il giorno in cui nacque Venezia...
C’è una data che Venezia custodisce come un segreto sussurrato tra acqua e pietra: il 25 marzo 421.
Non è una data qualsiasi. È il giorno in cui, secondo la tradizione, la città nacque.
Era l’alba dell’Annunciazione, quando il mondo cristiano celebra l’inizio di una promessa. E proprio in quel giorno, si racconta, tra le isole ancora selvagge della laguna, uomini in fuga dalla terraferma posarono una prima pietra. Non un palazzo, non una fortezza, ma una chiesa, la prima, quella di San Giacomo di Rialto. Fu un gesto semplice, ma carico di destino. Il destino di una civlità.
Non c’erano campanili che svettavano, né palazzi di marmo. Solo acqua, fango, canneti e silenzio. Eppure, in quel silenzio, Venezia cominciava a respirare.
La verità storica, lo sappiamo, è meno precisa e più umana.
Venezia non nacque in un giorno ma poco alla volta, tra paura, speranza e molto coraggio, quando uomini e donne abbandonarono città come Altino e Aquileia per rifugiarsi tra le acque, lontano dalle invasioni e dalla guerra.
Costruirono case su pali, sfidarono la marea, impararono a vivere sospesi tra cielo e mare.
La domanda, allora è una. Perché proprio il 25 marzo?
Perché Venezia, più di ogni altra città, ha sempre saputo raccontarsi. Ha scelto per sé una nascita perfetta, quasi divina, legata a un giorno di annuncio e di luce. Non voleva solo esistere: voleva significare qualcosa. Dare un senso alla sua storia e, forse inconsapevolmente, alla sua futura grandezza.
E così, attraverso i secoli, Venezia è diventata una città che non ha un vero fondatore, ma un’origine quasi sacra e che ha trasformato il fango in bellezza e l’acqua in destino, inseguendo il suo sogno, unico nella storia.
Ogni anno, il 25 marzo, Venezia festeggia il suo compleanno.
Non importa se sia una data storicamente esatta ma che sia vera nel cuore di chi vive e ama Venezia.
Perché Venezia non è mai stata solo una città o uno stato.
È stata e sempre sarà un’idea, una visione, un sogno che non avrà mai fine Un sogno che esce dai confini geografici e unisce donne e uomini di tutto il mondo.
Quindi ancora oggi e, lo credo fermamente, per altri millenni, possiamo dire, credendo in questo sogno chiamato Venezia, buon compleanno, magnifica città e viva San Marco, per sempre.
- Antonio Vaianella