Venetian History

Venetian History Il percorso di libertà del Popolo Veneto: diritto internazionale, decolonizzazione.

14/04/2026
25/03/2026

25 marzo 421 – Il giorno in cui nacque Venezia...

C’è una data che Venezia custodisce come un segreto sussurrato tra acqua e pietra: il 25 marzo 421.
Non è una data qualsiasi. È il giorno in cui, secondo la tradizione, la città nacque.

Era l’alba dell’Annunciazione, quando il mondo cristiano celebra l’inizio di una promessa. E proprio in quel giorno, si racconta, tra le isole ancora selvagge della laguna, uomini in fuga dalla terraferma posarono una prima pietra. Non un palazzo, non una fortezza, ma una chiesa, la prima, quella di San Giacomo di Rialto. Fu un gesto semplice, ma carico di destino. Il destino di una civlità.
Non c’erano campanili che svettavano, né palazzi di marmo. Solo acqua, fango, canneti e silenzio. Eppure, in quel silenzio, Venezia cominciava a respirare.

La verità storica, lo sappiamo, è meno precisa e più umana.
Venezia non nacque in un giorno ma poco alla volta, tra paura, speranza e molto coraggio, quando uomini e donne abbandonarono città come Altino e Aquileia per rifugiarsi tra le acque, lontano dalle invasioni e dalla guerra.
Costruirono case su pali, sfidarono la marea, impararono a vivere sospesi tra cielo e mare.

La domanda, allora è una. Perché proprio il 25 marzo?

Perché Venezia, più di ogni altra città, ha sempre saputo raccontarsi. Ha scelto per sé una nascita perfetta, quasi divina, legata a un giorno di annuncio e di luce. Non voleva solo esistere: voleva significare qualcosa. Dare un senso alla sua storia e, forse inconsapevolmente, alla sua futura grandezza.
E così, attraverso i secoli, Venezia è diventata una città che non ha un vero fondatore, ma un’origine quasi sacra e che ha trasformato il fango in bellezza e l’acqua in destino, inseguendo il suo sogno, unico nella storia.

Ogni anno, il 25 marzo, Venezia festeggia il suo compleanno.
Non importa se sia una data storicamente esatta ma che sia vera nel cuore di chi vive e ama Venezia.
Perché Venezia non è mai stata solo una città o uno stato.
È stata e sempre sarà un’idea, una visione, un sogno che non avrà mai fine Un sogno che esce dai confini geografici e unisce donne e uomini di tutto il mondo.

Quindi ancora oggi e, lo credo fermamente, per altri millenni, possiamo dire, credendo in questo sogno chiamato Venezia, buon compleanno, magnifica città e viva San Marco, per sempre.

- Antonio Vaianella

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30/12/2025

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PER I VENETI, IL 31 DICEMBRE È UN GIORNO COME UN ALTRO.

CAO DE’ANO il Capodanno Veneto

Forse non lo sapete ma nell’epoca della Serenissima, il Capodanno cadeva il 1° di Marzo, non a gennaio come previsto dal calendario giuliano e poi gregoriano.
Questa tradizione sembra discendere da un antico calendario che i Romani usavano prima di Giulio Cesare, che faceva cominciare l’anno a marzo.
La festa del “Bati Marso” si svolgeva appunto negli ultimi giorni dell’anno, e prevedeva di andare in giro per strade e piazze battendo su pentole, coperchi, e altri strumenti rumorosi, facendo confusione per far scappare l’inverno e propiziarsi la primavera nella quale si dava avvio ai lavori agricoli.
Coincideva con la fine del periodo più freddo e con l’arrivo della primavera che portava a un nuovo inizio, secondo un’usanza arcaica molto diffusa e riscontrabile anche in altri calendari, come nel caso di quello cinese.

Ne rimane traccia nei nomi dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, rispettivamente settimo, ottavo, nono e decimo mese a partire da marzo.

Nel 153 a.c. i Romani fissarono l’inizio dell’anno civile al primo gennaio, in concomitanza dell’entrata in carica dei consoli, che davano il nome all’anno.
Ben presto il calendario rituale precedente cadde in disuso, tranne che nel Veneto, dove, grazie alla Serenissima, divenne il calendario ufficiale fino alla caduta del XVIII secolo.

Originariamente era stato fissato al 25 marzo, giorno della fondazione di Venezia (421) e, secondo una leggenda greca, giorno della creazione del mondo, solo successivamente fu anticipato al primo marzo per comodità di calcolo.

L’introduzione del calendario gregoriano anche nel Veneto, a partire dal 1582, pur non stravolgendo l’ufficiale computo del tempo nella Serenissima, rese necessario l’utilizzo del termine ‘more veneto’ (secondo l’usanza veneta) per non confondere i due sistemi.

Ad esempio, iniziando l’anno il primo marzo, il gennaio 1582 ‘more veneto’, corrispondeva al gennaio 1583 del calendario gregoriano.

Secondo la tradizione nei giorni che precedono o seguono il primo marzo, la gente usciva nelle strade con pentole, coperchi e altri strumenti musicali fatti in casa battendoli e facendo una gran confusione. Questo era il modo per scacciare il freddo dell’inverno e propiziare l’arrivo della bella stagione: da qui il nome di Bati Marso.

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