Astec - Associazione per la Storia del Territorio nell’Età Contemporanea

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Astec - Associazione per la Storia del Territorio nell’Età Contemporanea L’ Associazione ASTEC con sede in Torino, si compone di persone appassionate ed esperte nel campo della ricerca storica e speleologica

Aprile 2009
Allestimento mostra fotografica sui rifugi antiaerei di Torino presso la sala conferenze del Museo Diffuso della Resistenza di Torino.

21 aprile 2009
Partecipazione come relatrice alla Giornata di Studio “Tracce di guerra. Rifugi e protezione antiaerea” a cura del Coordinamento Servizi Museali della Città di Torino. Intervento sulla città di Torino e Milano.

12 ottobre 2009 Articol

o sul quotidiano La Stampa in cui si parla del nostro lavoro di ricerca sulla Città di Torino “Nel ventre di Torino con casco e corde. Così recuperiamo la nostra storia”. Aprile 2010
Allestimento mostra fotografica sui due rifugi presenti nell’ex area Mercati Generali di Torino “Gli anni della guerra nel nostro quartiere” presso il salone dell’Ecomuseo della IX Circoscrizione di Torino.

8 gennaio 2012
Articolo su La Stampa in cui si parla del nostro lavoro di ricerca sulla Città di Torino “Come Indiana Jones nella città della guerra Gli "esploratori" nei rifugi antiaerei sopravvissuti nel sottosuolo”.

27 maggio/ 23 giugno 2013
Partecipazione al festival dell’architettura di Torino con istallazione video fotografica nella mostra “Le rovine esposte. Urban Exploration” organizzata dal Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi di Torino in cui illustriamo la presenza di diverse strutture ipogee nel sottosuolo della Città risalenti al secondo conflitto mondiale. Alcune foto sono state pubblicate sul catalogo della mostra. Settembre 2013
Partecipazione alla mostra “Memorie sotterranee - I rifugi antiaerei a Bologna, tra ricerca, tutela e valorizzazione” presso l'Archivio Storico del Comune di Bologna, organizzata dall’Associazione Bologna Sotterranea – Amici delle vie d’acqua di Bologna con alcuni nostri scatti riguardanti i ricoveri antiaerei di Torino e Milano. Alcune foto sono state pubblicate sul catalogo della mostra.

19 aprile 2014
Servizio televisivo trasmesso dalla Rai sul TG1 Nazionale delle 20.00. Riprese e intervista presso tre ricoveri antiaerei di Torino: ex area Mercati Generali e Villa Rey, entrambi chiusi al pubblico, e Gazzetta del Popolo ora area museale del Museo Diffuso della Resistenza. Settembre 2014
Consulenti per il Settore Edilizio di Torino per recupero ricovero antiaereo n.7 della Fiat Materferro sotto piazza Marmolada.

23 gennaio 2015
Partecipazione come relatrice alla Giornata di Studio “I 3 borghi della 4 - Il rifugio antiaereo di Piazza Risorgimento” a cura dell'Ecomuseo della circoscrizione 4 di Torino e dell'Associazione Omnia Res. Intervento sul rifugio antiaereo e sulla protezione antiaerea messa in atto nella città di Torino.

28 gennaio 2015
Partecipazione come relatrice alla conferenza presso il Museo di Pietro Micca "Sotto Torino. Quel che resta della Guerra". Intervento sulla situazione dei rifugi antiaerei ipogei di Torino, non comunemente accessibili. Febbraio - Marzo 2015
Consulenti per la Reale Mutua di Torino per recupero ricovero antiaereo sotto la loro sede e allestimento di mostra fotografica all'interno dello stesso. Maggio 2015
Consulenza tecnica per la Cojta Grugliascheisa, l’associazione per la cultura e i costumi di Grugliasco e per la Città di Grugliasco per recupero ricovero antiaereo sotto villa Borglione, nel parco Le Serre. Da Marzo 2016
Con la Delibera Comunale n.2016 - 00879/008
ATTIVITA' ED INIZIATIVE FINALIZZATE A FAVORIRE LA CONOSCENZAE IL RECUPERO, A FINI STORICO DOCUMENTARISTICI, DEI RIFUGI ANTIAEREO DELLA CITTA'DI TORINO. Collaborazione ufficiale con il Comune di Torino per la schedatura, mappatura ed esplorazione dei ricoveri antiaerei della Città. Aprile 2016
Pubblicazione articolo di giornale firmato ASTEC sul n.6 Aprile della rivista Torino Storia con titolo "Rifugi antiaerei dove il tempo si è fermato" pp.28-32

Maggio 2016
Pubblicazione articolo su "Sette" de Il Corriere della Sera, pp.66-70, titolo "Laggiù dove convivono armi ed immagini sacre", articolo firmato dal giornalista Marco Merola illustrato dalle fotografie di Enrico De Santis. Giugno 2016
Pubblicazione articolo sul quotidiano "La Stampa", pag.57 nella sezione Cultura e Spettacoli, articolo del giornalista Alessandro Mondo dal titolo "Dalle viscere delle Molinette riemerge il rifugio che salvò centinaia di pazienti ".

1 Ottobre 2016
Servizio televisivo andato in onda su Rai 3 al TGR Piemonte realizzato dalla giornalista Elisabetta Terigi in cui vengono mostrate le immagini in esclusiva della nostra esplorazione avvenuta in mattinata nel ricovero antiaereo sito a Torino in Borgo Vittoria nel complesso delle Case ATC di via Sospello, con successiva pubblicazione di un articolo sulla Gazzetta ATC dello stesso mese.

6 Novembre 2016
Servizio televisivo in onda su Rai 2 TG2 Storie in cui il Gruppo di Ricerca ASTEC di Torino è protagonista insieme ai rifugi antiaerei costruiti nella città di Torino durante il Secondo Conflitto Mondiale con immagini esclusive in loco.

3 Dicembre 2016
Servizio televisivo in onda su Rai 3 Bell'Italia in cui il Gruppo di Ricerca ASTEC di Torino è protagonista insieme ai rifugi antiaerei costruiti nella città di Torino durante il Secondo Conflitto Mondiale con immagini esclusive in loco. Aprile 2018
Libro, “I rifugi antiaerei di Torino”, Paolo Persiani Editore, Bologna

2 Maggio 2018
Conferenza e presentazione libro presso sala convegni Biblioteca Civica Centrale

Maggio 2018
Articolo di giornale sul n.28 di Maggio della rivista Torino Storia con titolo "Rivivono i rifugi che salvarono i torinesi" pp.10-12

Giugno 2018
Consulenti per il Settore Verde Pubblico di Torino per recupero ricovero antiaereo pubblico antibomba sito sotto corso Racconigi.

25 Novembre 2018
Conferenza e presentazione libro presso la Sala delle Colonne del Municipio di Torino (Palazzo di Città)

Dicembre 2018
Esposizione pubblica e fissa in Corso Racconigi dei pannelli esplicativi riguardanti il rifugio antiaereo di Corso Racconigi/Via Lussimpiccolo, i cui testi, fotografie e disegni sono stati realizzati da ASTEC.

10 Aprile 2019
100° Storica conversazione – Conferenza “I rifugi antiaerei di Torino (1940-1945) in occasione della II Guerra Mondiale”, presso il salone inferiore del Museo di Pietro Micca e dell’Assedio del 1706.

25 Aprile 2019
Guida e divulgatrice storica in occasione dell’apertura straordinaria del complesso fortificato ipogeo del Pastiss, organizzato dal Museo Pietro Micca di Torino e dall’Associazione Amici del Museo Pietro Micca. Giugno 2020
Articolo di giornale sul n.50 di Giugno della rivista Torino Storia con titolo "Ancora notizie sul bunker di Villa Rey”

9 Aprile 2021
Articolo sul quotidiano sezione nazionale La Stampa con titolo ”Quel bonus facciate che cancella la storia” pp.24-25

Maggio 2021
Allestimento e grafica sezione museale rivolta ai rifugi antiaerei presso il Museo di Pietro Micca e dell’assedio del 1706 di Torino

Giugno 2021
Articolo di giornale sul n.60 di Giugno della rivista Torino Storia con titolo "R come Rifugio, spariscono gli ultimi segni della guerra” pp.32-37

Gennaio 2022
Partecipazione al convegno "Via da qui" organizzato dall'Associazione CLAUS sulla toponomastica di superficie e sotterranea

Oggi su La Stampa
15/04/2026

Oggi su La Stampa

Sabato 18 aprile 2026 presso la Sala Civica Cècu Ferrari - Marudo (Lodi)Conferenza di Andrea Thum (ASTEC) in merito ai r...
07/04/2026

Sabato 18 aprile 2026 presso la Sala Civica Cècu Ferrari - Marudo (Lodi)
Conferenza di Andrea Thum (ASTEC) in merito ai ricoveri antiaerei studiati e realizzati per la protezione della popolazione civile.

17/03/2026
27/01/2026

Many people point out to me that today is Holocaust Remembrance Day, and perhaps they do so because, knowing that I study World War II, they would expect me to contribute something on the subject.
I can already imagine that I will receive criticism, and the comment will be something like, “So, is it better to pretend nothing happened?” I do not deny the Holocaust or the Foibe massacres, to be clear, but that is not what I am addressing here.

I do not reject memory; I reject the ritual, because I feel that the ritual has lost touch with real experience and concrete responsibility. I know this is an uncomfortable position, but I also know it is a legitimate one.

I am 44 years old, and like almost all human beings alive today, I did not experience the war being referred to, nor any similar conflicts, but I have the means to visually witness what happened: atrocities committed against Jews, soldiers, and civilians.

I do not participate publicly in Holocaust Remembrance Day for two personal reasons.
The first is the political exploitation of millions of deaths, tortured for political, ambitious, and often insane purposes.
The second is that if this day is truly meant to be a “Day of Remembrance,” existing in Italy for 26 years and at the United Nations since 2005, how much longer do we need to remember not to wage war?

Unfortunately, studying this period makes it clear that once the generations who experienced those events disappear, memory—and especially the psychological experience—vanishes completely. And when that disappears, so does the perception of what World War II was.

No one who has lived through a war would consider it a solution to resolve differences or ambitions. Only a madman would propose it.

Today, in fact, we are surrounded by conflicts everywhere, started by people who have never experienced a World War, younger people who cannot have memory of the trauma it caused by living it, and therefore will never understand what they are doing, because it will always be others who go and suffer.

Unfortunately, it is not a book or a documentary that constitutes true memory, but only experience. They are not enough, and even those who protest against war do not really know what they are talking about, even if they have good intentions. Historical memory is not traumatic memory; it does not have the same power.

Human beings have waged wars periodically precisely because they do not have memory. We do not feel very different or safe as long as we are part of humanity.

It is harsh to admit, but Holocaust Remembrance Day hopes for a utopia. Perhaps we waited too long to remember that war is an atrocity—or rather, a complete nonsense. At least 60 years to have the courage to remember. This should already serve as a warning, because many of those who lived through it also wanted to forget it, and that was the first mistake… but who would dare to condemn, humanly speaking, those people for keeping their pain inside rather than making it public? Many survivors simply wanted to forget in order to survive.

Years ago, I began asking elderly people to share moments of war, and after just a few words, they would start crying. I would make them stop because the pain of making them suffer again and digging into their emotional safe was too great.

This alone is proof of what a war is, without any manifesto.

27/01/2026

In tanti mi fanno notare che oggi è il Giorno della Memoria e forse lo fanno perché studiando io la Seconda Guerra Mondiale si aspetterebbero un mio contributo in merito.
Immagino già che riceverò critiche, e la frase riportata sarà del tipo "quindi è meglio far finta di niente?" Non nego la shoah o foibe fra poco, sia ben chiaro, ma altro che qui espongo.
Io non rifiuto la memoria, rifiuto il rito in quando sento che il rito ha perso contatto con l’esperienza reale e con la responsabilità concreta. E so che questa è una posizione scomoda, ma so che è anche legittima.
Ho 44 anni e come quasi tutti gli esseri umani esistenti ora,
non ho vissuto la guerra a cui si fa riferimento e nemmeno altri conflitti simili, ma ho i mezzi per poter constatare visivamente cosa sia successo: atrocità accadute ad ebrei, soldati e civili.
Non partecipo al Giorno della Memoria pubblicamente per due motivi personali.
Il primo è la strumentalizzazione politica su milioni di morti torturati a loro volta per fini politici, ambiziosi e folli.
Il secondo, perché se tale questo giorno deve essere ovvero “della Memoria”, ed esiste da 26 anni in Italia e alle Nazioni Unite dal 2005, di quanto tempo ancora abbiamo bisogno per ricordare di non fare guerre?
Purtroppo studiando proprio questo periodo è chiaro che una volta scomparse le generazioni che sono state interessate da quegli eventi la memoria ma soprattutto l’esperienza psicologica sparisca del tutto. E quando sparisce quella, sparisce la percezione di quella che è stata la Seconda Guerra Mondiale.
Nessuno che ha vissuto una guerra, troverebbe in essa la soluzione per superare divergenze o ambizioni. La proporrebbe solo un pazzo.
Ad oggi infatti, siamo circondati da conflitti ovunque iniziati da gente che non ha vissuto una Guerra Mondiale, gente più giovane che non può avere memoria del trauma che essa ha portato vivendola e per questo non capirà mai cosa stia facendo, perché tanto sono gli altri ad andarci e a subirla.
Purtroppo non è un libro o un documentario a essere vera memoria ma solo l’esperienza. Non sono sufficienti e anche chi manifesta contro la guerra non sa di cosa parla e urla, anche se ha buone intenzioni. La memoria storica non è memoria traumatica, non ha la stessa potenza.
L’uomo da sempre fa guerre periodicamente proprio perché non ha memoria. Non ci sentiamo tanto diversi e al sicuro fin quando facciamo parte dell’umanità.
E’ brutto ammetterlo ma il Giorno della Memoria spera in un’utopia. Forse abbiamo fatto passare troppo tempo prima di ricordare che la guerra è un’atrocità o meglio una c@zza@t@.
Almeno 60 anni per avere il coraggio di ricordare. Questo dovrebbe essere già un monito, perchè in tanti che l'hanno vissuta l'hanno voluta anche dimenticare e questo è stato il primo errore...ma chi oserebbe condannare, umanamente parlando, queste persone di aver tenuto chiuso il proprio dolore dentro di sè invece di renderlo pubblico? Molti sopravvissuti volevano solo dimenticare per sopravvivere.
Anni fa ho iniziato a farmi raccontare attimi di guerra e gli anziani dopo poche parole iniziavano a piangere e io li facevo smettere perchè era grande il dolore nel doverli fare soffrire di nuovo e scavare nella loro cassaforte emotiva.
Questa è già prova di cos'è una guerra senza alcun manifesto.

https://www.youtube.com/watch?v=zVwloJw04MM
16/01/2026

https://www.youtube.com/watch?v=zVwloJw04MM

Analisi e descrizione delle contingenze e delle possibilità offerte per l'equipaggiamento delle unità ausiliarie allo sforzo bellico della società italiana -...

The new issue of RISM – Italian Journal of Military Health is now online!On page 20, our article:How the past can become...
08/01/2026

The new issue of RISM – Italian Journal of Military Health is now online!
On page 20, our article:
How the past can become the future: air defense
A journey through archives, technology, and cultural projects.

👉 Click here to read the article!https://www.astecbunkereaffini.it/wp-content/uploads/2026/01/RISM-116_117-compresso.pdf

È online il nuovo numero di RISM – Rivista Italiana di Sanità Militare!
A pag. 20 il nostro articolo:
Come il passato può diventare futuro: la protezione antiaerea
Un viaggio tra archivi, tecnologia e progetti culturali.

👉 Clicca qui per leggere l’articolo!
https://www.astecbunkereaffini.it/wp-content/uploads/2026/01/RISM-116_117-compresso.pdf

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