Il Nuraghe Losa è uno dei monumenti più importanti dell'Età del Bronzo Medio In Sardegna. Si trova a due passi dalla Strada Statale 131, tra il km 123 e il km 124, eppure una volta arrivati a destinazione non si può che assaporare la quiete dell'altipiano Abbasantese. Si può scegliere di visitare il sito archeologico in autonomia o prenotando una visita guidata, ma ci si può fermare anche solo per
una pausa pranzo o una breve sosta alla caffetteria sorseggiando un tè, un caffè o una bevanda con una rilassante vista della campagna, del Nuraghe Losa e, se si ha un pizzico di fortuna, con lo scampanellio delle pecore come colonna sonora. Una sosta al Parco Archeologico del Nuraghe Losa fa bene al corpo, allo spirito e alla mente. Le tariffe per l’ingresso al Parco archeologico del Nuraghe Losa sono le seguenti:
Intero - a partire dai 14 anni - 6,00 euro
Ridotto - dai 6 ai 13 anni - 3,00 euro
Ridotto - gruppi a partire da 20 persone - 4,50 euro
Gratuito - da 0 a 5 anni
Per saperne di più sul sito archeologico:
Il complesso archeologico del Nuraghe Losa è stato oggetto di diverse campagne di scavo già dalla fine dell’Ottocento e per tutto il corso del Novecento. Non è stato portato alla luce del tutto, ma sono state evidenziate soprattutto le strutture megalitiche di età nuragica. Restano ancora da indagare sia l’originario agglomerato di abitazioni nuragiche sia quelli sovrappostisi in età successive. Il nucleo delle strutture preistoriche è costituito da un nuraghe a tholos di tipo complesso a pianta trilobata, svettato in corrispondenza del piano superiore. Il nuraghe si articola in una torre principale troncoconica intorno alla quale sono disposte tre torri minori unite da cortine murarie a contorno concavo-convesso. Diversamente da altri nuraghi dalla struttura complessa, il nuraghe Losa non presenta il cortile, cioè lo spazio interno scoperto di raccordo fra le camere. Il nuraghe si apre all’esterno con due ingressi sopraelevati sul piano di campagna: quello principale a sud-est immette nella camera della torre centrale attraverso un corridoio che si raccorda anche con le camere delle due torri laterali; l’altro secondario a nord immette nella camera della torre posteriore la quale a sua volta si collega autonomamente tramite una scala alla parte sommitale del nuraghe. Essa conserva intatta la tholos (falsa cupola) ed è dotata di tre nicchie alle pareti. Una scala, contenuta nello spessore dei muri della torre centrale, sale a spirale collegando questa camera con quella superiore e con la sommità della stessa torre. All’esterno, il nuraghe è unito su un fianco a un tratto di antemurale munito di torri. Davanti all’ingresso principale del nuraghe sorge un grande edificio circolare provvisto di due ingressi e di due nicchioni. L’area dell’insediamento, estesa per ben tre ettari e mezzo, è interamente racchiusa da una poderosa muraglia provvista di alcune porte e torrette. I reperti fino ad ora recuperati permettono di assegnare le fasi più antiche di vita del complesso alla fine del Bronzo Medio e al Bronzo Recente (XIV – XIII sec. Al Bronzo Finale (XII – X sec. e alla prima età del Ferro (IX –VIII sec. a.C.) risale una quantità di reperti ceramici e bronzei tale da indicare un’intensa frequentazione. Il sito è stato occupato anche in epoca storica: dal periodo tardo-punico (IV – III sec. all’età romana repubblicana (II – I sec. C.), all’età romana imperiale (I – III sec. C.), al periodo tardo-romano (IV –V sec. C.), fino all’età bizantina (VI – VIII sec. FONTI BIBLIOGRAFICHE:
LILLIU, Giovanni, La civiltà dei Sardi, Edizioni Il Maestrale, Nuoro, 2003. SANTONI, Vincenzo, Il nuraghe Losa di Abbasanta, collana Sardegna Archeologica, Carlo Delfino editore, Sassari, 2004.