Ha sede in via Marchese di Sangiuliano in un palazzo neoclassico progettato all'inizio del XX secolo dall'architetto acese Mariano Panebianco. Storia:
Fondata nel 1671, è stata curata fino al 1866 dall'accademia degli Zelanti. Oggi è di proprietà del Comune ma per una convenzione risalente al 1960 è gestita da una Commissione di sorveglianza a maggioranza del'Accademia. Ha un direttore dipendente
comunale subordinato alla suddetta commissione. Da oltre un anno il Comune non nomina i suoi membri all'interno della Commissione (due su cinque). Nel 1850 l'acese Paolo Leonardi Pennisi dispose per testamento la donazione di una cospicua collezione di opere d'arte all'accademia degli Zelanti[1], che costituì il primo nucleo della pinacoteca zelantea. A questa donazione se ne aggiunsero altre nel corso degli anni, fra cui una cospicua dell'artista locale Rosario Spina negli anni trenta. Una prima catalogazione dei dipinti fu eseguita dal canonico Vincenzo Raciti Romeo e la collezione venne aperta al pubblico dal 1915. Nel 1963 fu effettuata una nuova catalogazione delle opere ed alcuni restauri, a cura degli studiosi Stefano Bottari e Raffaele De Logu e del pittore acese Francesco Patané. Patrimonio
Il Passaggio della flotta di don Martino De Redin, gran maestro dell'ordine gerosolimitano, al largo della città (Giacinto Platania, 1657)
Nella parte destinata a museo è ospitata una settecentesca carrozza del Senato acese, il Busto di Cesare (reperto archeologico romano di epoca repubblicana, di alto livello scultorio, cui si attribuiscono le fattezze di Giulio Cesare e rinvenuto nel 1675 nella frazione marinara di Capomulini), una collezione di armi ed una bandiera tricolore d'epoca risorgimentale, una spada argentea detta di Santa Venera, una collezione di reperti greco-romani proveniente dall'area degli scavi di Santa Venera al Pozzo, alcune raccolte di minerali, monete e fossili. La biblioteca
La biblioteca custodisce oltre sessantamila volumi, senza contare le miscellanee, i periodici, le stampe e altre raccolte speciali, datati a partire dal 1461, fra cui alcuni incunaboli del XV secolo ed un Libro dei privilegi della città di Aci (Antiquus Liber Privilegiorum Civitatis Acis, detto anche Liber Rubeus), redatto nel XVI secolo e recante l'autografo Yo el Rey di Carlo V. La pinacoteca
La pinacoteca raccoglie quadri del XVII-XIX secolo, stampe di Guido Reni, acqueforti di Van Dyck, opere del Domenichino, del Guercino, della scuola di Pietro Novelli, di Matteo Ragonisi, Antonino Bonaccorsi, Vito D'Anna, Alessandro D'Anna, Giovanni Tuccari, Alessandro Vasta, Pietro Paolo Vasta, Giacinto Platania, Albrecht Dürer, Luca Giordano, Giuseppe Sciuti, Rosario Spina, Michele La Spina, Rosario Anastasi, Giuseppe Patania, Antonio Filocamo, Mattia Preti, Pieter Paul Rubens (per attribuzione).