Il Museo Archeologico di Altamura nasce in risposta ad istanze provenienti da esponenti della società civile ed intellettuale riuniti nell’Archivio Biblioteca Museo Civico (A.B.M.C.), i quali hanno cominciato a premere su enti ed istituzioni in seguito a numerose scoperte fortuite avvenute nel centro storico della città durante l’intensa attività edilizia della fine degli anni Cinquanta. Impulso
decisivo per la costituzione del Museo è stato il ritrovamento, in località La Croce, di un insediamento dell’età del Bronzo antico a cui si sovrappone una porzione dell’abitato peucezio che affiora in più punti del centro urbano, cinto delle sue possenti mura sopravvissute all’espansione del centro moderno. In virtù di ciò, fin dal 1960, si sono condotte, nella medesima località, lungo l’arteria stradale cittadina che conduce a Santeramo, diverse campagne di scavo che hanno portato alla luce le antiche strutture. Inizialmente il Museo civico archeologico è stato gestito direttamente dal Comune di Altamura come luogo di raccolta dei materiali provenienti da aree archeologiche urbane. Nel 1987 è stato affidato alla Soprintendenza Archeologica della Puglia e, con un'apposita Convenzione, fu sancita la nascita del Museo Nazionale Archeologico di Altamura. Nel 1993, con la scoperta dell’Uomo di Altamura, la struttura viene ufficialmente inaugurata configurandosi come Museo del territorio dell’Alta Murgia con particolare riferimento alla Preistoria (Pulo di Altamura).