30/05/2026
𝐅𝐈𝐋𝐎 𝐄 𝐕𝐄𝐓𝐑𝐎
𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚, 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐞 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚
📆 dal 17 maggio al 12 luglio 2026
🕛 Orari: www.museodelvetro.org
𝐆𝐫𝐚𝐯𝐢𝐭𝐚̀
𝐹𝑒𝑑𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑅𝑖𝑛𝑑𝑜𝑛𝑒
Installazione
Tecnica mista su telo di lino con applicazione di fili di perline di vetro intrecciati a rete
2025
L’installazione è composta da due lunghi teli di lino, larghi 50 cm e lunghi circa 8 metri, sospesi nello spazio per parte della loro lunghezza mentre il resto del tessuto è a terra disposto in modo disordinato. I teli sono vecchi, consunti, macchiati dal tempo. Su di essi sono dipinte figure di donne che cadono nel vuoto.
Le donne rappresentate sono sospese in una caduta lenta, abbandonate, incapaci di opporsi al movimento che le trascina verso il basso. La loro è una caduta simbolica: quella di chi, sopraffatto da un modello imposto finisce per aderirvi perdendo parte della propria identità.
Sui teli sono applicate reti di perline di vetro trasparenti. Queste reti rappresentano una duplice dimensione: da un lato sono possibili salvataggi, richiami di solidarietà, tentativi di sostegno; dall’altro sono fragili, inconsistenti, come ragnatele che non possono trattenere il peso della caduta.
La donna, in questa rappresentazione, è consapevole della propria caduta e, pur sapendo, non riesce a sottrarsi. L’accettazione diventa una forma di sopravvivenza, ma anche di perdita: la perdita di sé nel conformarsi a ciò che il contesto le impone.
“Gravità” vuole essere un racconto visivo tra identità e adattamento.
𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐨
𝐺𝑖𝑢𝑙𝑖𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑛𝑜𝑛𝑖 𝑀𝑎𝑟𝑎𝑏𝑒𝑙𝑙𝑖, Artista e Storica dell’Arte
Gravità, “racconto visivo tra identità ed adattamento”, come scrive l’artista, è un’installazione costituita da diversi metri di tessuto sul quale sono dipinte donne che cadono nel vuoto; sul tessuto sono cucite reti costituite da filo di ferro e perline di vetro che sembrano offrire un salvataggio dallo schianto, come fragili ragnatele di speranza.
L’immagine della caduta delle figure femminili – una caduta che, per espressa dichiarazione della sua autrice, non ha possibilità di salvezza o redenzione – tuttavia non trasmette disperazione. Nel volo c’è più libertà di ciò che l’artista sembra volere rappresentare, c’è la bellezza e la grazia di corpi che si muovono come in una danza, corpi che si librano, che sanno fare acrobazie. E in fondo il momento della caduta non si vede. Il tempo è come sospeso, congelato. Forse, la caduta non ci sarà neppure. Rimane il mistero di uno schianto annunciato, di una drammaticità che non si converte in tragedia ma produce bellezza.
Rindone art
📸 foto di Museo dell'Arte Vetraria Altarese
Geraldelli Laura GuildA Silvia Levenson Federica Rindone
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