16/12/2025
La meravigliosa fragilità del reale:
la ricerca artistica di Arianna Gritti
Arianna Gritti è un’artista che si muove con disinvoltura tra opere pittoriche di animali,
ritratti umani e di animali, bassorilievi in marmo, illustrazioni e studi preparatori. La sua
sensibilità artistica, fortemente evocativa e attenta al dettaglio, rivela una tensione verso la
tradizione del ritratto rinascimentale mantenendo al contempo un intenso dialogo con le
sperimentazioni contemporanee.
La stratificazione stilistica deriva da un profondo studio dell’arte del passato, tanto
accademico quanto professionale, che portano Gritti ad avere un importante ventaglio di
possibilità espressive e tecniche attraverso cui poter esprimere la sua arte.
Nata a Bergamo nel 1978, Arianna Gritti fin da bambina sviluppa un forte impulso
creativo per comunicare e rappresentare il mondo. Dopo una prima iniziale formazione al
liceo artistico, prosegue gli studi presso l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo; è
tuttavia nella bottega di Egidio Sartori che, durante sette anni di apprendistato, consolida
le basi tecniche e teoriche del proprio linguaggio artistico. Questo momento formativo lo
ritroviamo strutturato nella cura del ritratto, nella rappresentazione della figura umana
con attenzione anatomica e nelle sculture in marmo, tutti elementi che richiamano
idealmente il classicismo e la tradizione rinascimentale. In particolare, la precisione
formale, l’equilibrio delle proporzioni e la simmetria compositiva sembrano avere radici
nella cultura classica. Mentre la scelta iconografica, in particolar modo nei gesti e nei
dettagli, denota l’influenza del realismo e del naturalismo, che, come correnti artistiche,
puntano a catturare la realtà così com’è, senza idealizzazioni e con verità visiva. A
differenza delle coordinate accademiche di questi filoni, Gritti dimostra nelle sue opere un
forte e spiccato senso poetico, che rendono indelebile la profondità espressiva dei soggetti
che rappresenta e dei mondi che vuole immortalare.
La spiccata curiosità di Arianna Gritti la porta, dopo la laurea, a sperimentare molteplici
tecniche artistiche, sviluppate da autodidatta e frutto delle esperienze professionali
maturate in ambiti diversi come l’aerografia, la serigrafia, il disegno tessile, il restauro e la
decorazione. Questa pluralità di linguaggi è diventata nel tempo una cifra distintiva del
suo lavoro: nei suoi dipinti e disegni convivono materiali e strumenti diversi — dai
pastelli all’olio alle matite seppia, dal carboncino alle velature più delicate dell’acquarello
— in una continua ricerca di equilibrio tra controllo tecnico e libertà espressiva. La varietà
delle tecniche non è mero esercizio formale, ma il riflesso di un’attitudine profonda: quella
di guardare il mondo con curiosità costante e di esplorarlo attraverso infinite possibilità
rappresentative. Gritti, infatti, definisce la possibilità di cambiare tecnica come un processo
di “ossigenazione”. Emblematici, in questo senso, sono i ritratti, nei quali l’artista riesce a
cogliere con sensibilità il carattere intimo dei soggetti, restituendone la presenza con un
tratto che unisce realismo e introspezione. Ogni ritratto diventa così un incontro tra tecnica
ed emozione, tra materia e sguardo.
È, tuttavia, nel mondo animale che Arianna Gritti trova il cuore pulsante della sua ricerca
artistica. Attraverso una sapiente abilità formale, che richiama i meccanismi del realismo
ottocentesco, l’artista riesce a far emergere una componente poetica intensa e raffinata. Per
questo si può parlare, nel suo caso, di Realismo Poetico: un concetto prelevato dal
linguaggio cinematografico ma perfettamente calzante per descrivere la sua poetica visiva.
In questa forma espressiva in cui crea opere ibride che sfumano i confini tra arte e cinema
Gritti unisce lo studio rigoroso del vero ad una restituzione lirica del soggetto,
trasportando nel mondo animale ciò che nel Realismo tradizionale appartiene a quello
umano. Il suo bestiario — elefanti, cavalli, felini — non è solo rappresentazione
naturalistica, ma specchio dei meccanismi atavici e ancestrali che regolano anche la natura
umana. Così, nella meravigliosa crudezza dei suoi animali, l’artista coglie l’eco profonda
della nostra stessa condizione, sospesa tra istinto e sentimento, forza e fragilità.
Emblematica è l’opera Contatti, un disegno a matite colorate di due elefanti — due adulti
che si sfiorano il muso — nel quale un gesto intimo e quotidiano diventa istante sacro. In
questi frammenti di natura, Gritti non si limita a registrare il dato reale, ma lo trasforma in
un’immagine che evoca, commuove e apre un dialogo tra istinto e memoria.
A tutto questo Arianna Gritti non rinuncia comunque a una componente fantasiosa e
immaginifica rispetto alla realtà: la capacità di “guardare il mondo attraverso gli occhi di
un bambino” – come afferma lei stessa – la spinge ad una continua sperimentazione. La
sua stratificazione poetica emerge anche nelle opere illustrate e nei fumetti, linguaggi che,
secondo l’artista, rappresentano il modo più autentico per esprimere la propria vocazione
creativa. L’impulso a creare nasce sì dallo sguardo meravigliato sul mondo — quello che
Gritti definisce “appropriarsi delle cose belle” — ma anche da universi interiori e
visionari, spesso legati all’infanzia, che danno vita a un immaginario popolato di figure
oniriche e simboliche. In questa sintesi tra realtà ed invenzione, tra studio del vero e libertà
narrativa, si manifesta la cifra più personale e intima della sua arte.
Che si tratti di mondi fantastici, di animali selvaggi o di ritratti personali, a dare sostanza
compositiva e lirica alle opere di Arianna Gritti è il sapiente uso della luce e dell’ombra,
strumenti attraverso i quali l’artista modella le forme e ne esalta la plasticità. L’impiego di
una tavolozza vivace e dinamica contribuisce a creare una forte intensità cromatica, capace
di trasmettere emozione e movimento, rendendo ogni soggetto vibrante di vita e di poesia.
In definitiva, l’opera di Arianna Gritti si configura come un percorso di costante ricerca,
dove la padronanza tecnica si intreccia alla riflessione sul senso stesso della
rappresentazione. La varietà dei soggetti e delle tecniche è uno strumento per indagare la
realtà nei suoi molteplici volti: umano, animale, immaginario. Il suo realismo poetico
diventa una chiave di lettura del mondo, in cui la luce e il colore restituiscono la densità
emotiva delle cose. Sotto la superficie di questa sensibilità pittorica si percepisce una
dimensione etica: un invito al rispetto del vivente, alla tutela della natura ed alla
consapevolezza del legame profondo tra uomo e ambiente. Così, nell’equilibrio tra tecnica
e poesia, Arianna Gritti non si limita a rappresentare il mondo, ma ne rivendica la
meravigliosa fragilità, trasformando l’atto creativo in gesto di responsabilità.
Domitilla Ioannucci