24/09/2026
Era il 1958 quando in un fondo a nord della basilica di Aquileia si individuarono i frammenti di una sottile lastra lavorata e iscritta, realizzata in un materiale ben più pregiato del calcare che in età antica si estraeva abbondante sulla via per Tergeste.
Uno dopo l’altro, sessantasei minuscoli frammenti furono raccolti e messi in salvo: un puzzle per il restauratore che provò a ricomporli, osservando forma, dimensioni, linee di frattura di ciascuno. Procedendo per tentativi.
Ricongiungendo inequivocabili segni realizzati sulla superficie: lettere greche e latine, insieme, sulla stessa iscrizione. A capirne il significato, riempire i vuoti, proporre integrazioni, ci pensarono poi gli epigrafisti.
Inizia così il racconto dell'iscrizione bilingue di Tiberio Claudio Magno, originario di Efeso, cittadino romano e decurione della città di Aquileia.
Tiberio Claudio Magno scrive in greco e scrive in latino, come moltissimi altri abitanti della città.
Sono oltre un’ottantina le iscrizioni in lingua greca rinvenute.
Scrivevano in greco persone che provenivano dalle province di Achaia, Asia e Cirenaica, dall’Egitto e dalla Siria: i naukleroi di Nicomedia: proprietari, noleggiatori e capitani di navi mercantili, come Tito Flavio Euporos, comandante della nave Afrodite, gli attori in tournee, come Eraclide, affezionato amico della mima Bassilla.
Scrivevano in greco maghi e sacerdoti, come Arnouphis, giunto in città al seguito dell’imperatore Marco Aurelio, o Attikos, sacerdote di Iside, ma anche i fedeli cristiani originari di Apamea di Siria, che con le loro somme contribuirono alla realizzazione dell’esteso mosaico che ricopre la basilica paleocristiana di Monastero.
L’elenco è lungo e lo spazio qui, proprio come sull’iscrizione di Tiberio Claudio Magno, sta per esaurirsi.
Se vi abbiamo incuriosito, vi aspettiamo domani alle 17.15 alla conferenza: “Le iscrizioni in lingua greca di Aquileia: un nuovo progetto europeo contribuisce a raccontare e proteggere il patrimonio multiculturale della splendida civitas” a cura delle epigrafiste Daniela Summa e Laura Boffo.
La partecipazione è gratuita con prenotazione a [email protected] / 0431 91016.