Officine Brandimarte

Officine Brandimarte Officine è uno spazio espositivo e didattico d'arte contemporanea. Aperto su appuntamento

REVERSPETTIVAWorkshop di e con Fabrizio Centioni  Due giornate di WorkshopL’obiettivo è quello di esplorare tecniche fot...
21/11/2025

REVERSPETTIVA
Workshop di e con Fabrizio Centioni
Due giornate di Workshop
L’obiettivo è quello di esplorare tecniche fotografiche antiche come la macchina stenopeica e la folding, stabilendo una coerenza meccanica tra mezzo e luogo, gesto tecnico e memoria materiale.

Prima giornata: Sabato 13 Dicembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00 per il workshop di Camera Folding
Seconda giornata: Domenica 14 Dicembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00 per il workshop di Fotografia Stenopeica

Officine Brandimarte Art Space
Ascoli Piceno, Via Bengasi 8

Per info e prenotazioni:
Tel: +39 349 123 9596 (Ado)
E-mail: [email protected]
Direct Instagram: sul profilo Instagram di Officine Brandimarte

L'opera di Emma Lombardo esposta nella mostra "Di ferro e di sera", sarà prodotta durante un workshop di arte tessile, i...
04/10/2025

L'opera di Emma Lombardo esposta nella mostra "Di ferro e di sera", sarà prodotta durante un workshop di arte tessile, in cui verranno realizzati degli intrecci su elementi industriali trovati nel magazzino dell'ex impresa edile Brandimarte, dove sono ubicati tutt'ora i locali espositivi di Officine Brandimarte.
Info e prenotazioni in direct o [email protected]

Sabato 25 ottobre Officine Brandimarte inaugurerà la mostra “Di ferro e di sera” con Fabrizio Centioni, Serena Ciccone, ...
02/10/2025

Sabato 25 ottobre Officine Brandimarte inaugurerà la mostra “Di ferro e di sera” con Fabrizio Centioni, Serena Ciccone, Sebastiano Dammone Sessa, Emma Lombardo e Gian Maria Marcaccini; a cura di Ado Brandimarte.

Ponendo attenzione a quei dispositivi e a quegli spazi di matrice e retaggio industriale, “Di ferro e di sera” indaga le molteplici possibilità e modalità con cui l’arte può intrecciarsi a essi per trovare nuove forme di produzione materiale e poetica.

Opening
Sabato 25 ottobre 2025
Ore 18:30

Officine Brandimarte Art Space
Via Bengasi 8 - Ascoli Piceno

Artisti:


mma.lo

A cura di

Il termine “Rue” si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti...
03/07/2025

Il termine “Rue” si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti, intrecciando spazio pubblico e privato, realtà e incanto. Qui la luce abbraccia il travertino e il selciato fluviale, rivelando volumi, cromatismi, tracce di passato e mistero. Più che semplici stradine, sono segni indelebili nella memoria urbana, dove tradizioni popolari e antichi simbolismi esoterici si intrecciano nel respiro della città.

Il termine “rituale” si riferisce a un insieme di atti e gesti, veicolo energetico e simbolico che incarna il processo di connessione con forze superiori, che, attraverso la ripetizione e la consapevolezza, crea un dialogo tra il terreno e il divino. La città di Ascoli Piceno custodisce un ricco patrimonio di tradizioni e cerimonie, dove l’eco di antichi riti pagani e religiosi ancora risuona tra i vicoli e le piazze. L’opera di Maria Elena Ricciuto , intitolata “Rituale”, collega il rito all’abitare quotidiano e alle abitudini che scandiscono il nostro tempo, facendo emergere la sacralità nascosta nei gesti più semplici e apparentemente insignificanti. Il “cubotto rosso” di Maria Elena, emblema di isolamento, compone un microcosmo che porta con sé un’altra dimensione del vivere, un mondo che si crea dentro se stesso, lontano dalle influenze esterne, come un piccolo santuario dedicato all’introspezione e alla ricerca del senso profondo dell’esistenza.

Maria Elena Ricciuto, “Rituale”, 2024, plexiglas, fotografia e post-it, 25x18x15 cm

Foto di

Il termine “Rue” si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti...
23/06/2025

Il termine “Rue” si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti, intrecciando spazio pubblico e privato, realtà e incanto. Qui la luce abbraccia il travertino e il selciato fluviale, rivelando volumi, cromatismi, tracce di passato e mistero. Più che semplici stradine, sono segni indelebili nella memoria urbana, dove tradizioni popolari e antichi simbolismi esoterici si intrecciano nel respiro della città.

Alexandra Brinzac con “How my ADHD feels” esplora la condizione dell’ansia generata dal disturbo da ADHD, aprendo un’intensa riflessione sulle fenditure oscure del subconscio, che, come la Sibilla, è custode di un sapere oscuro, di quella trama interiore che ci sfugge continuamente, ma che, al contempo, ci condiziona e ci governa. Le sinuose e contorte spirali delle chiocciole abbracciano il cuscino che non è più l’oasi di rifugio del corpo mentre si ristora al sonno, ma uno spazio che si trasforma in un turbinio di emozioni e di pensieri. che rende la mente schiava di se stessa. Questo vortice incessante ricorda il rito di divinazione della Sibilla, quando declama i suoi oracoli e ogni suo pensiero si fa premonizione, ogni turbamento origina una nuova verità che si dischiude solo a chi ha il coraggio di immergersi nell’oscurità del proprio essere e di sondare le inquietudini dell’anima, tra il caos della mente e l’eco di antichi rituali, alla ricerca di una via di salvezza che, forse, risiede solo nell’abbraccio dell’incertezza.

Alexandra Brînzac, “How my ADHD” feels”, 2024, gesso alabastrino e gusci di lumache, dimensioni ambientali

Il termine Rue si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti, ...
28/05/2025

Il termine Rue si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti, intrecciando spazio pubblico e privato, realtà e incanto. Qui la luce abbraccia il travertino e il selciato fluviale, rivelando volumi, cromatismi, tracce di passato e mistero. Più che semplici stradine, sono segni indelebili nella memoria urbana, dove tradizioni popolari e antichi simbolismi esoterici si intrecciano nel respiro della città.
Alicya Ricciuto , con l’installazione “1200m”, ci mostra come un luogo possa essere identificato anche dalle emozioni e dalle dimensioni oniriche che scaturiscono dalla natura. Lei sceglie i cardi di montagna non a caso, questi popolano anche l’Appennino centrale, ingredienti di rimedi naturali associati a formule magiche di antica memoria, elaborati dalla maestria femminile, che venivano conservati nella grotta della Sibilla. Si credeva, infatti, che due o tre volte l’anno le streghe tenessero grandi riunioni sui monti, dove andavano a raccogliere ogni genere di erba utile per i loro incantesimi. È proprio nella boscaglia, fatta anche di cardi, che si nascondevano per non farsi scoprire, assumendo le forme di strani animali.
Alicya Ricciuto, 1200 m, 2024, cardi e rete, dimensioni variabili
Foto di

Il termine Rue si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti, ...
20/05/2025

Il termine Rue si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti, intrecciando spazio pubblico e privato, realtà e incanto. Qui la luce abbraccia il travertino e il selciato fluviale, rivelando volumi, cromatismi, tracce di passato e mistero. Più che semplici stradine, sono segni indelebili nella memoria urbana, dove tradizioni popolari e antichi simbolismi esoterici si intrecciano nel respiro della città.
L'installazione di Alex Urso, "Nella notte mai trovato ristoro", s’inserisce in un dialogo profondo con il mistero della notte, che diventa un luogo in cui le certezze sono smarrite, come accade nell’oscurità delle montagne delle Marche dove si anima il mito della Sibilla, che, legata alle profezie e agli arcani irrisolti, è capace di leggere il futuro, ma è destinata a vivere nell’isolamento e nell’incomprensione. In quest’ottica, la scritta di Urso rimanda all’ineffabilità della conoscenza sibillina, una traccia lasciata nel buio, un segno di una ricerca che rimane incompiuta. La notte, quindi, non è solo dimora dell’incertezza ma anche del confronto inevitabile di ogni individuo con la propria finitezza e le proprie paure, senza poter mai sperare di trovare un "ristoro" definitivo.
Alex Urso
Senza titolo (Nella notte non trovo ristoro), 2025
Scritta adesiva a parete, oggetti. 180x170 cm
Alex Urso
Senza titolo (dalla serie Vite che non sono le mie ), 2024
Collage. 30x30 cm

Rue"a cura di  e     Alicya Ricciuto urso
07/03/2025

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a cura di e




Alicya Ricciuto
urso

"Rue"a cura di  e     Alicya Ricciuto urso
07/03/2025

"Rue"
a cura di e




Alicya Ricciuto
urso

"Rue"a cura di  e     Alicya Ricciuto urso
07/03/2025

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a cura di e




Alicya Ricciuto
urso

Il sesto spazio accoglie i visitatori con le opere di Svea Tauber (Flensburg 1991)La mostra mette al centro il percorso ...
06/03/2025

Il sesto spazio accoglie i visitatori con le opere di Svea Tauber (Flensburg 1991)
La mostra mette al centro il percorso artistico di Teresa Marasca, raccontato anche attraverso il confronto con opere di artisti con cui lei ha instaurato un intenso ed inatteso legame.
Il dialogo tra le opere esplora gli intrecci creativi nati da incontri,
collaborazioni e viaggi condivisi, che hanno segnato momenti cruciali del suo cammino artistico.

Il sesto spazio accoglie i visitatori con le opere di Madalina Rossi.La mostra mette al centro il percorso artistico di ...
04/03/2025

Il sesto spazio accoglie i visitatori con le opere di Madalina Rossi.
La mostra mette al centro il percorso artistico di Teresa Marasca, raccontato anche attraverso il confronto con opere di artisti con cui lei ha instaurato un intenso ed inatteso legame.
Il dialogo tra le opere esplora gli intrecci creativi nati da incontri,
collaborazioni e viaggi condivisi, che hanno segnato momenti cruciali del suo cammino artistico.
Madalina Rossi, Ancora corpi, 2019, bende gessate, dimensioni variabili

Indirizzo

Officine Brandimarte, Via Bengasi 6/8
Ascoli Piceno
63100

Sito Web

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