Museo Etnografico di Bardonecchia

Museo Etnografico di Bardonecchia Questi erano stati in gran parte donati, anni prima, dal Signor Giuseppe Bompard Gendre, il quale, con l'appoggio del parroco Mons.

Nel 1979 un gruppo di volenterosi cittadini, con l'approvazione dell'Amministrazione Comunale, si occupò, con molto entusiasmo, di ridare nuova vita alla preziosissima raccolta di oggetti antichi appartenenti alla Comunità di Bardonecchia. Francesco Bellando, aveva contribuito alla nascita di quello che oggi è il Museo Etnografico di Bardonecchia. Il Sindaco mise a disposizione l'edificio posto su

lla piazza della chiesa, in Via Des Geneys 6 e ne venne subito attrezzata anche una sala al piano primo. Durante le poche ore di apertura rese possibili dalle prestazioni di turno dei volontari e solo nel mese di agosto, l'affluenza fu di circa 2500 visitatori. La raccolta di tutti gli oggetti fa meditare sul duro lavoro cui erano sottoposti gli antichi abitanti del vecchio borgo montano, che dovevano costruirsi a mano gli utensili, ricavandoli dal legno del pino cembro e dal melèze, il larice delle nostre montagne. Sono infatti rari i reperti non in legno, provenienti da acquisti fuori dalla valle. Sono i segni di una cultura e di un'identità che i nostri tempi, certo più favoriti ma meno sereni, rischiano di perdere per sempre. Ogni pezzo della raccolta avrebbe una sua storia da raccontare: lasciamo all'intuizione del visitatore la libertà di immaginarla, lasciandosi trasportare dai ricordi che questi oggetti sanno suscitare in chi riesce a penetrarne l'essenza. Nelle sale del museo sono raccolte le testimonianze della vita casalinga e religiosa delle nostre antenate. Raro e importante è il tombolo, con il quale si confezionavano pizzi: l'arte di eseguirli pare sia stata introdotta tra il 1620 e il 1630 da una nobildonna di Oulx, Isabella de Ferrus, che inviò a Rochemolles persone capaci di insegnare la lavorazione alle donne del luogo. Tale lavorazione sopravvisse fino agli inizi del Novecento. Al piano terreno è visibile un raro e pregevole pizzo posto a ornamento della piattaia, mobile presente in tutte le cucine, sovente semplice e rozzo, talvolta scolpito riccamente. Nei suoi scomparti trovano posto piatti e scodelle prevalentemente in stagno e terracotta e alcune posate. Accanto alla piattaia sono esposti due cofani in legno intagliato, preziosa testimonianza del 1700, che erano usati quali contenitori per granaglie e farina. La loro decorazione è ispirata a motivi stilizzati del gotico: colonnine, archetti, rosoni e un motivo solare ripetuto con insistenza. Una forma di cofano più ricca era il mobile che la sposa recava nella nuova casa con il corredo nuziale. Anche le culle per bambini erano lavorate con particolare cura, diventando così piccoli oggetti d'arte; non escluse quelle destinate a essere trasportate sui muli, ai quali venivano fissate con apposite cinghie, quando urgente era il lavoro dei campi. Erano inoltre fornite di un legno ricurvo su cui era posto un velo, a protezione del neonato. Alle pareti della sala al primo piano si trovano alcuni pannelli esplicativi che riguardano la posizione degli abitati permanenti e temporanei e quella delle innumerevoli Cappelle, nonché una serie di fotografie corredate da interessanti spiegazioni sull'uso del legno nelle costruzioni. Un'altra serie di foto è posta sulle pareti della scala. Al piano superiore vi sono numerosi attrezzi agricoli, aratri in legno, zappe, grosse seghe atte a ricavare assi e travi squadrati, arnie, secchi, mastelli, finimenti completi per cavalli, asini e muli...
Una particolare sezione del Museo Etnografico di Bardonecchia è dedicata all'antico costume delle donne di Bardonecchia. Il costume usato per i giorni di lavoro era in tessuto ruvido e la cuffia semplice, di colore scuro, generalmente violaceo. Per i lavori nei campi le donne portavano una cappellina in paglia a tesa larga ornata con nastri colorati che pendevano lungo la schiena. Il costume dei giorni festivi era costituito da una veste in panno nero, un grembiule e uno scialle in seta con frange. Il colore di questo variava a seconda dei diversi tempi liturgici: bianco per il Natale, la Pasqua, le Feste dedicate alla Madonna e il Corpus Domini; violaceo per l'Avvento e la Quaresima; rosso per la Pentecoste e per la Festa Patronale di Sant'Ippolito Martire; verde a fiori cangianti nelle domeniche ordinarie. La cuffia era di pizzo bianco e si distingueva ulteriormente in un tipo più semplice e in uno più ricco per le solennità. Al collo una croce d'oro sostenuta da un nastro di velluto nero con un cuore d'oro.

Indirizzo

Via Des Geneys 6
Bardonecchia
10052

Telefono

0122902612

Sito Web

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