29/08/2025
Battaglia Terme, Borgo dei Borghi (speriamo!) ma, soprattutto, "Paese dei Barcari". Il felice appellativo nasce per il legame intrinseco con la navigazione fluviale dovuto al Canale Battaglia, straordinaria opera di canale pensile medievale, realizzato per favorire la navigazione fra le allora città murate di Padova e Monselice, e consentire un trasporto più agevole dei prodotti dei Colli Euganei verso Venezia e l'intera pianura padano veneta friulana. Battaglia Terme nasce circa Ottocento anni fa grazie alla realizzazione del canale. Senza il canale Battaglia non ci sarebbero Catajo e Villa Selvatico.
Se parliamo di navigazione, parliamo di barcari e dobbiamo ricordare Riccardo Cappellozza, straordinaria persona che ha trasformato un mestiere, quello di barcaro, quale lui era stato, in Cultura, con la C maiuscola, dando orgoglio a coloro che negli anni Sessanta avevano dovuto abbandonare le barche da trasporto per lo sviluppo del trasporto su strada.
Riccardo ha creato e gestito il Museo della Navigazione Fluviale con la sua collezione di migliaia di reperti e di beni raccolti coinvolgendo colleghi e famiglie di barcari, paesani o di tutto il mondo. Non solo. Ha alimentato un movimento culturale che ha portato a riscoprire le vie di navigazione, a cominciare proprio dal canale Battaglia, oggi percorso da barche tradizionali e da barche moderne, per un turismo fluviale, lento, sostenibile, ecologico, leva economica del territorio.
Se a Battaglia c'è stata la mostra fotografica (1979), la stampa del libro Canali e Burci (1980), e poi la nascita della Remada a Seconda, del Circolo Remiero El Bisato, del Presepio fluviale, la costituzione del fondo librario specialistico dedicato alla navigazione ora depositato in biblioteca, la realizzazione del museo diffuso, la riattivazione della conca di navigazione, lo sviluppo di rapporti con i principali musei internazionali del settore, articoli, saggi, mostre, quadri, conferenze, servizi giornalistici, perfino un romanzo e un docufilm (Se l'acqua ride) e, come ultimo atto della sua straordinaria e generosissima vita per il bene comune, il monumento al canale Battaglia con il collocamento di bitte, catene, ancore e argano, lungo tutto il tratto "grande" del canale Battaglia nel centro storico del paese, a partire dal ponte dei Cavalanti, tutto questo lo dobbiamo a Riccardo Cappellozza che ha saputo concentrare le energie di persone e istituzioni, raccogliere soldi, coinvolgere giovani e anziani, con entusiasmo e impegno, per valorizzare il mondo della navigazione fluviale di Battaglia e di tutta l'Italia.
Tutto questo impegno è stato riconosciuto: Cavaliere del Lavoro, Padovano Eccellente, Premio internazionale Renzo Franzin, Barcaro dell'anno, e tanti altri riconoscimenti. Quanti battagliensi possono fregiarsi di un tale concentrato di premi e attestazioni? Non si doveva intitolare il Museo a Riccardo?
Se canali e fiumi hanno favorito lo sviluppo delle Civiltà, Riccardo ha stimolato le generazioni post boom economico a vedere il proprio mondo anche dall'acqua, che sembrava rapidamente dimenticata.
Eppure, oggi, c'è chi tenta il revisionismo storico. Tenta di mistificare la realtà. Mente istituzionalmente, davanti alle evidenze. Inganna l'elettore. Insulta e tenta burocraticamente di appropriarsi del patrimonio del Museo dei Barcari, il museo della navigazione fluviale, della sua storia, dei suoi contenuti. Scaccia i barcari dalla gestione del loro museo. Questioni ideologiche, invidia sociale, partitocrazia.
Attenzione: il fenomeno non nasce oggi. E' strisciante, da anni. Riccardo, consapevolmente, se ne è sempre lamentato. Parlare di navigazione fluviale vuol dire parlare di politica (in senso nobile) andando a svelare di come gli amministratori pubblici di turno hanno e stanno trattando il territorio. Se c'è navigazione c'è sicurezza idraulica. Sembra banale ma i fatti dimostrano che, finora, si preferisce spendere per solette di cemento, murazzi e mega rotonde automobilistiche asfaltando gli argini, anziché manutenere quotidianamente gli alvei: pulire dai rifiuti, riconformare gli argini, risezionare e dragare fiumi, scoli, canali per ridare i loro volumi originari. Il museo della navigazione fluviale è scomodo.
Il Museo della navigazione fluviale A Battaglia Terme (NON di Battaglia Terme, diceva Riccardo Cappellozza) va restituito ai barcari, allontanando la manaccia del burocrate di turno, ingordo e incompetente, presuntuoso e arrogante, che ha perso 1 milione di euro per aver letto male il testo della proposta di partenariato pubblico privato.
All'epoca fu fatto l'errore di formalizzare il Museo come comunale, come se fosse una entità locale, un ecomuseo, quando invece la dimensione era di per sé mondiale.
Il Museo deve diventare una Fondazione (che può raccogliere autonomamente soldi), senza l'assillo delle elezioni amministrative e delle ingerenze della partitica del Sindaco di turno.
Un museo mondiale come quello dei Barcari a Battaglia Terme richiede una proiezione, una visione, una programmazione ultra generazionale, a 20-25 anni. La Fondazione lo consente. Il Comune no.
Da Battaglia, navigando, si può raggiunge la Svizzera come anche New York. O viceversa. 20 milioni di potenziali turisti della costa veneto-adriatica potrebbero raggiungere i Colli Euganei con comode mini crociere risalendo il Bacchiglione, sbarcando a Battaglia, porta fluviale euganea.
La navigazione fluviale è una cultura complementare alla visione del mondo da terra. Ma va alimentata continuamente.
Riccardo Cappellozza: GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE per quanto hai fatto e hai lasciato alla comunità di Battaglia Terme e al mondo.
Ci impegniamo a mantenere il tuo patrimonio e a valorizzarlo, quale bene comune, non del Comune.
Allegati: estratti dal libro Canali e Burci. Consulente dell'opera: Riccardo Cappellozza, "barcaro con la quinta elementare", frequentatore del corso delle 150 ore.