19/02/2026
Il Giovedì Grasso cominciava prima ancora che il sole fosse alto.
In cucina si muovevano mani esperte: quelle delle nonne, lente e sicure, e quelle delle mamme, veloci e attente.
Sul tavolo comparivano ciotole, uova rotte con un colpo secco, farina setacciata che cadeva come neve. L’aria si scaldava presto, non solo per il fuoco acceso, ma per il via vai continuo.
Dal camino o dai fornelli arrivava l’odore deciso del maiale. C’era chi metteva a rosolare le salsicce con il vino, chi faceva andare piano un tegame con costine e spezie, chi tagliava il guanciale a cubetti per arricchire la polenta. Il grasso sfrigolava, diventava sugo, diventava sapore. Era una cucina povera e generosa insieme, che trasformava pochi ingredienti in piatti capaci di scaldare lo stomaco e il cuore.
Intanto i bambini facevano la loro festa. Si rincorrevano per casa con nasi finti, cappelli troppo grandi, pezzi di stoffa rubati agli armadi. Qualcuno nascondeva i mestoli, qualcun altro si infilava sotto il tavolo per spaventare i più piccoli. Le mamme fingevano di arrabbiarsi, le nonne scuotevano la testa, ma nessuno li fermava davvero. In quei giorni era permesso essere un po’ fuori dalle regole.
Le donne non si staccavano quasi mai dai fornelli. C’era chi girava l’impasto dei dolci, chi controllava l’olio, chi assaggiava il sugo con il cucchiaio di legno. Ogni tanto si scambiavano uno sguardo, un consiglio, una risata. Il lavoro era tanto, ma non pesava: era il modo più naturale per dire “oggi è festa”.
Quando finalmente si metteva in tavola, niente era elegante, ma tutto era vero. Piatti pieni, pane spezzato a mano, bambini seduti dove capitava. E in mezzo a quel disordine c’era una felicità semplice, fatta di profumi, di voci sovrapposte e di tempo condiviso.
Il Giovedì Grasso non aveva bisogno di grandi feste per essere speciale.
Bastava una casa, un fuoco acceso, la voglia di divertirsi anche con poco, del cibo speciale, una famiglia raccolta intorno ad un tavolo.....
-ChristmasFriends3-©️