Aprire una nuova galleria d’arte, oggi, in tempi di evidente crisi culturale, soprattutto nel nostro paese, può costituire l’equivalente di una sfida, in realtà, vuole essere qualcosa di simile a un auspicio, un gesto di speranza in una futura ripresa della creatività, e della funzione estetica, vanto della poesia quanto della pittura. La nostra galleria non vuole essere rappresentativa di una cor
rente, o di una tendenza, non mira a divenire il tempio dell’astratto o del figurativo, punta sulla qualità, su quello che resterà sempre, per dirla in termini semplici, la “ buona pittura”. Le avanguardie del secolo appena passato erano l’espressione di gruppo, dagli espressionisti ai surrealisti, dall’informale alla pop-art. Noi crediamo invece al ritorno dell’artista solitario, dell’artigiano mistico e visionario, che produce in solitudine nel suo atelier, interpretando le emozioni di noi tutti. Giorgio Celli