bunkervik
Il Rifugio delle idee
bunkervik è il nuovo nome del rifugio antiaereo - edificato negli anni ’40 in via Odorici, per assicurare protezione ai cittadini bresciani dai bombardamenti alleati - sede di molteplici attività espositive e performative di arte contemporanea fin dal 2016, anno in cui il manufatto è stato ripristinato e riconsegnato alla città e all'amministrazione comunale. Innum
erevoli i momenti significativi che si potrebbero ricordare e raccontare, da una mostra fotografica di Walter Pescara nell’ambito delle iniziative di omaggio a Lawrence Ferlinghetti - laddove in uno dei due tunnel del rifugio fu srotolata, su una tela di 8 metri, una copia della famosa poesia “Bomb” di Gregory Corso - fino alle esposizioni di “Art of Vandalism” nella cui rassegna valenti writer italiani e stranieri svelavano le loro ricchissime ed inaspettate attività “in house”. Molteplici le collaborazioni con Fondazione Brescia Musei, Brescia Photo Festival, Meccaniche della Meraviglia, Wowomen Festival e strettissimi i rapporti con le due accademie cittadine, LABA e S. Oltre ad un legame inscindibile con il quartiere Carmine, con la sua gente, la sua storia. Nel febbraio del 2018 il rifugio, indicato popolarmente da molti cittadini come il “Bunker” è stato dedicato a Vittorio Arrigoni. Il nuovo nome e la vocazione cui tende sono scaturiti proprio dal connubio tra l’appellativo popolare, di derivazione storico-militare, e la dedica all’attivista, giornalista e pacifista brianzolo, impegnato per lunghi anni nella causa della pace in Palestina, brutalmente assassinato a Gaza nel 2011. Vittorio era conosciuto da tutti come Vik. Ecco dunque bunkervik, Il Rifugio delle Idee. Un manufatto “di guerra”, edificato all’interno di quella che era il luogo di indottrinamento al fascismo dei giovani bresciani, la “Casa del Balilla” cittadina (oggi una delle scuole primarie più effervescenti, attive ed impegnate della città), trasfigurato in un habitat dedicato all’arte, all’incontro, alla condivisione, alla sperimentazione, votato alla libertà creativa, alla generatività di bellezza e stupore. Un autentico luogo di pace. I due tunnel di bunkervik, il ring ellittico che disegnano nel sottosuolo del nucleo antico cittadino, gli intonaci screziati da cui traspaiono segni di una storia recente e drammatica, il respiro e la vitalità che si materializza d’incanto attraverso l’eco e il riverbero, così speciali una volta discesi nei condotti, ne fanno un luogo unico con il quale ogni artista entra inevitabilmente in risonanza, che stimola e seduce dando quasi sempre l’abbrivio ad un inaspettato fermento immaginativo. bunkervik, assieme a Carme e al Nuovo Eden, fa parte del Periplo dell’Arte Contemporanea dell’antico quartiere cittadino del Carmine, ambito e percorso che vorremmo rilanciare, tra le altre, nel novero delle proposte legate a Brescia e Bergamo Capitale della Cultura 2023. Un anello, caratterizzato già da molti anni dalla produzione e dalla diffusione di cultura e arte contemporanea, in un quartiere popolare ricchissimo di diversità, indirizzato da sempre all’incontro, all’apertura, allo scambio e al dialogo. Un rifugio delle idee. Un percorso di condivisa passione.