05/06/2026
In ricordo di Michele Lanzinger
Nel 2014 il MUSE di Trento vinse il Luigi Micheletti Award succedendo nell’albo d’oro al Riverside Museum di Glasgow, dove si tenne la cerimonia di premiazione. A ricevere il trofeo un emozionato e felice Michele Lanzinger, la persona che aveva guidato la metamorfosi di una storica istituzione locale nel più riuscito grande progetto museale italiano del XXI secolo.
La scena internazionale fu il giusto riconoscimento a un’impresa che ha saputo concentrare risorse e competenze in un ambito della cultura, quella scientifica, che nel nostro Paese non è quasi mai una priorità. A oltre dieci anni di distanza possiamo guardare al MUSE come a un grande successo certificato dai numeri ma anche dai significati di una strategia che è stata, prima di tutto, culturale e scientifica. La fedeltà di fondo a tale impostazione anche dopo la fine del mandato del suo principale animatore conferma il carattere lungimirante e condiviso di questa idea.
La fiducia nel museo quale luogo del sapere e della sua condivisione in presa diretta con le sfide del presente ha poi portato Lanzinger al vertice di ICOM Italia, ma anche in tantissimi musei del nostro Paese. Lo ha portato anche da noi, a Cedegolo e san Bartolomeo, con la generosità di chi è rimasto tenacemente vicino all’ideal-tipo dell’uomo di scienza: umile, entusiasta, generoso, aperto, positivo.
Rispetto ad altri profili possibili, più segnati da competenze manageriali o mediatiche, Lanzinger va oggi ricordato per la capacità di perseguire strategie culturali attivando collaborazioni da gruppo di ricerca, quindi nei limiti del possibile simmetriche, anche affettuose ma tenute al di qua dell’adulazione da un atteggiamento decisamente anti-retorico.
Il mondo dei musei ha avuto in Michele Lanzinger un riferimento mite, alla base di una grande opera pubblica di
valore internazionale e di una serie di relazioni già attive nell'assicurare una continuità meritata quanto necessaria.