Archivio Storico Diocesano Brescia

Archivio Storico Diocesano Brescia “L’archivio assomiglia a un bosco senza radure; restandovi a lungo, gli occhi si abituano alla p

Riscoprendo Faville (pt 1):Consultando il giornale di prigionia “Faville”, emerge la molteplicità di contenuti che lo ca...
22/05/2026

Riscoprendo Faville (pt 1):
Consultando il giornale di prigionia “Faville”, emerge la molteplicità di contenuti che lo caratterizza: vignette, paragrafi storici e lettere alle persone più care, a cui i reclusi si rivolgevano per sfuggire alle sofferenze provocate dalla guerra.
Una pagina esposta alla mostra presenta un paragrafo dedicato agli scambi epistolari.
“Che tutto finisse per poterci riunire” scrive un padre alla moglie e alla figlia di Palermo.
E ancora, una moglie scrive al marito, “il Barba”: "Porta pazienza, barbetta:
verrà quel felicissimo giorno. Io mi ricordo nelle mie orazioni di te”; una lettera al caro fratello GIordano: “Il mio pensiero accompagnato dalla preghiera ti segue sempre.”

Un’altra pagina invece contiene parole in versi indirizzate alle proprie madri.
Una camicia nera, con linguaggio popolare, scrive così: “Te strugge er core pecchè sei senza mie notizzie, mamma bella. Son sette mesi che sò prigioniero. Durante sto periodo ho pensato sempre a te, vecchietta cara” , il sergente Porciello si rivolge alla madre speranzoso: “Potrà durare un poco ancor la guerra, è vero, - ma è diretta alla sua fine, che spezzerà la siepe che ci serra e che ci punse il cuor colle sue spine.”
“La pace è solo per gli uomini di buona volontà” conclude invece un’altra pagina, scritta per tutte quelle persone che non hanno potuto trascorrere il Natale accanto alla propria famiglia perché imprigionati in India.

Grazie a queste lettere, è possibile notare come il reggimento fosse composto da persone di ogni genere: dalle camicie nere, ai sergenti o da “da figliuoli attaccati alla mamma e da altri troppo indipendenti, da preoccupati della famiglia” come disse padre Pifferetti stesso.

"Compagni di storie”Con questo laboratorio, gli studenti della scuola primaria sono stati accolti nel meraviglioso mondo...
19/05/2026

"Compagni di storie”
Con questo laboratorio, gli studenti della scuola primaria sono stati accolti nel meraviglioso mondo degli archivi, fatto di storie, di carte, di scritture a mano e tanto altro.
Che attività abbiamo proposto? In primo luogo, come piccoli archivisti in erba, i bambini hanno visitato l'archivio e i suoi depositi, calandosi passo dopo passo nei panni dell'archivista e dello storico.
Successivamente sono stati educati al patrimonio culturale, scoprendo come si “fa”’ la storia tramite un approccio critico, come si ritrovano indirettamente le radici della propria identità, investigando le carte del passato ed hanno poi conosciuto il compito dell’Archivio: protettore di materiali antichi, che “raccontano” storie più o meno lontane nel tempo e del territorio in cui vivono e non solo.
Analizzando i duplicati anagrafici del periodo lombardo-veneto (1815-1865) e i documenti del Vescovo Giacinto Tredici (1933-1964), gli studenti hanno dato libero sfogo alla creatività, creando storie d'epoca. Infine, hanno scritto delle lettere e realizzato dei disegni destinati ai futuri alunni per gettare le basi di un piccolo archivio scolastico.

Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldat...
19/05/2026

Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldati.
Promotore è Padre Pifferetti (1908-1980), dell’Oratorio della Pace, cappellano militare nei campi di prigionia in India, Egitto ed Albania.
Dalla lettura di “Faville” si colgono gli stati d’animo dei soldati che, in quei momenti di guerra e prigionia, si rivolgono con affetto alle fidanzate, alle mogli o alle madri.
Il Giornale parla del contesto in cui è nato, tra fascismo e antifascismo, tra aspirazioni di guerra e speranze di pace: la sfida è raccontarlo a tutti senza cancellare e obliare. Tutto ciò è raccontato in una ricca Mostra visitabile presso l’Archivio Diocesano fino a venerdì 19 giugno.

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giorn...
19/05/2026

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO
Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldati.
Promotore è Padre Pifferetti (1908-1980), dell’Oratorio della Pace, cappellano militare nei campi di prigionia in India, Egitto ed Albania.
Dalla lettura di “Faville” si colgono gli stati d’animo dei soldati che, in quei momenti di guerra e prigionia, si rivolgono con affetto alle fidanzate, alle mogli o alle madri.
Il Giornale parla del contesto in cui è nato, tra fascismo e antifascismo, tra aspirazioni di guerra e speranze di pace: la sfida è raccontarlo a tutti senza cancellare e obliare. Tutto ciò è raccontato in una ricca Mostra visitabile presso l’Archivio Storico Diocesano fino a venerdì 19 giugno.

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giorn...
14/05/2026

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO
Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldati.
Promotore è Padre Pifferetti (1908-1980), dell’Oratorio della Pace, cappellano militare nei campi di prigionia in India, Egitto ed Albania.
Dalla lettura di “Faville” si colgono gli stati d’animo dei soldati che, in quei momenti di guerra e prigionia, si rivolgono con affetto alle fidanzate, alle mogli o alle madri.
Il Giornale parla del contesto in cui è nato, tra fascismo e antifascismo, tra aspirazioni di guerra e speranze di pace: la sfida è raccontarlo a tutti senza cancellare e obliare.
Tutto ciò è raccontato in una ricca Mostra visitabile presso l’Archivio Storico Diocesano fino a venerdì 19 giugno.

Abbiamo il piacere di segnalarvi il progetto “Parole che dividono, Memorie che uniscono. Laboratori di dialogo tra docum...
08/05/2026

Abbiamo il piacere di segnalarvi il progetto “Parole che dividono, Memorie che uniscono. Laboratori di dialogo tra documenti, libri e arte” promosso dall’Archivio Storico, dal Museo e dalla Biblioteca diocesani di Brescia.
Il progetto è costituito da una Giornata di studi, che si terrà venerdì 15 maggio (ore 9-13) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Via Trieste 17 - Brescia), e da tre mostre.
La giornata di studi rappresenta il primo appuntamento di una nuova edizione del Progetto Diocesano Integrato, sostenuto dalla Diocesi di Brescia e finanziato dalla CEI.
L’incontro intende affrontare tematiche di grande attualità, come la cancel culture e l’hate speech, a partire dall’analisi critica di documenti storici, opere d’arte e memorie collettive conservate presso l’Archivio, il Museo e la Biblioteca diocesani.
Nel pomeriggio alle ore 15,30 verrà inaugurata la Mostra, presso l’Archivio Storico Diocesano, “Padre Pifferetti e il Giornale di Prigionia: scritture di resistenza tra i fastidi della storia”.
La mostra rimarrà aperta fino al 19 giugno tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 (mercoledì ore 9-12,30 e 14-17).

TRIPPE, BUDELLI E ALTRE LECCORNIE (1800)Ogni epoca ha le proprie abitudini alimentari, dettate sicuramente dall’offerta ...
06/05/2026

TRIPPE, BUDELLI E ALTRE LECCORNIE (1800)
Ogni epoca ha le proprie abitudini alimentari, dettate sicuramente dall’offerta del territorio stesso in cui l’uomo vive e dalle necessità per cui, soprattutto durante le carestie, si dovevano valorizzare, giocoforza, determinati cibi, non potendo averne altri a disposizione. E spesso, soprattutto per la carne, si utilizzavano tutte le parti dell’animale per non disperdere nulla. E’ il caso delle cosiddette interiora o frattaglie che erano alimento quotidiano, soprattutto nella loro versione più nota anche a noi e cioè la trippa. In questa circolare della Commissione provvisoria di polizia si invita la popolazione a lavare ’trippe e budelli’ solamente nelle due fontane pubbliche nelle Beccarie vecchie e a venderle sempre in prossimità delle due fontane e non per le strade. In effetti non doveva essere un bello spettacolo lo spargimento di interiora e sangue per le strade (senza pensare all’igiene poi!). Ma quello che in alcuni tempi fa ribrezzo, in altri viene riguadagnato ai palati più fini dalla maestria ai fornelli di prestigiosi chef.
(Avvisi a stampa, cartella 9)

RISALIRE ALLE PROPRIE ORIGINIFino ad una decina di anni fa, in Archivio, i frequentatori di registri anagrafici (battesi...
05/05/2026

RISALIRE ALLE PROPRIE ORIGINI
Fino ad una decina di anni fa, in Archivio, i frequentatori di registri anagrafici (battesimi/nascite, matrimoni e morti) erano alcune categorie classiche: genealogisti di professione, discendenti di emigrati che intendevano ottenere il riconoscimento della cittadinanza e storici locali per qualche ricerca particolare. Nel volgere di qualche anno la platea si è allargata sensibilmente: sempre più persone richiedono di consultarli per ricostruire il proprio albero genealogico. Nel convegno sulla Genealogia che si è tenuto la settimana scorsa in Biblioteca Queriniana e al quale abbiamo partecipato come Archivio, si è ragionato non solo sulle fonti cui attingere, ma anche sulle motivazioni per cui sempre più spesso si cercano le proprie origini. Forse perché, per un verso le persone si sentono sempre meno comunità, p***e in un virtuale che non soddisfa il bisogno di legami autentici, per altro verso, le possibilità di accedere alle fonti attraverso il web si sono amplificate in maniera esponenziale dando l’occasione a tutti, esperti e non, di accedere a documenti che prima erano riservati solo a coloro che avessero pratica di documenti.
FB_2026_risalire alle proprie origini

TRIPPE, BUDELLI E ALTRE LECCORNIE (1800)Ogni epoca ha le proprie abitudini alimentari, dettate sicuramente dall’offerta ...
29/04/2026

TRIPPE, BUDELLI E ALTRE LECCORNIE (1800)
Ogni epoca ha le proprie abitudini alimentari, dettate sicuramente dall’offerta del territorio stesso in cui l’uomo vive e dalle necessità per cui, soprattutto durante le carestie, si dovevano valorizzare, giocoforza, determinati cibi, non potendo averne altri a disposizione. E spesso, soprattutto per la carne, si utilizzavano tutte le parti dell’animale per non disperdere nulla. E’ il caso delle cosiddette interiora o frattaglie che erano alimento quotidiano, soprattutto nella loro versione più nota anche a noi e cioè la trippa. In questa circolare della Commissione provvisoria di polizia si invita la popolazione a lavare ’trippe e budelli’ solamente nelle due fontane pubbliche nelle Beccarie vecchie e a venderle sempre in prossimità delle due fontane e non per le strade. In effetti non doveva essere un bello spettacolo lo spargimento di interiora e sangue per le strade (senza pensare all’igiene poi!). Ma quello che in alcuni tempi fa ribrezzo, in altri viene riguadagnato ai palati più fini dalla maestria ai fornelli di prestigiosi chef.
(Avvisi a stampa, cartella 9)

Indirizzo

Via Gabriele Rosa 30
Brescia
25121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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