Con una superficie espositiva di oltre 10 ettari, il Rossini Art Site si configura come un percorso museale immerso nella natura e dedicato alle diverse declinazioni che la scultura astratta ha assunto in territorio nazionale e internazionale nel corso degli ultimi decenni. L’imprenditore e mecenate Alberto Rossini ha dato avvio alla sua collezione nei primi anni Cinquanta e con la sua famiglia da
oltre sessanta anni continua a sostenere l’arte e la produzione di opere grazie alla passione, come pure alla competenza tecnica derivata dalla sua esperienza di industriale. La Collezione Rossini si configura come un vero e proprio viaggio nella storia della scultura italiana dal secondo dopoguerra ad oggi. Il nucleo principale delle opere installate nel parco è costituito dai lavori dei maestri che hanno maggiormente segnato l’evoluzione dell’astrattismo italiano come Turcato, Cascella, Consagra, Melotti, Munari, Pomodoro e Varisco. Molte di queste opere sono state realizzate "site specific" su commissione di Alberto Rossini agli artisti con cui, negli anni, sono stati instaurati non solo rapporti di collaborazione ma anche di sincera e ricambiata amicizia. Nello stesso spirito e con una coerenza stilistica immediatamente rilevabile a dar lustro alla collezione trovano posto anche maestri internazionali del calibro di Arman, Cesar, Dietman, Nagasawa, Oppenheim, Spoerri, Tinguely. Rossini non ha fatto neppure mancare il sostegno ad autori più giovani e meno acclamati, le cui opere si possono osservare nel parco, a fare da contraltare a quelli dei grandi maestri della scultura del Novecento. Perseguendo la volontà di integrare arte, ambiente e architettura in unico concetto, la famiglia Rossini si è affidata allo studio SITE e dell’ architetto newyorkese James Wines per la progettazione del padiglione di accesso al parco. Wines è uno dei massimi esponenti della green architecture. Maestro del design ambientale e dell’architettura organica, ha ideato un luogo che dialoga direttamente con il territorio e che diventa parte integrante del contesto ambientale. Il tetto giardino, è pensato per essere conquistato dalla vegetazione autoctona; tutti i materiali sono di provenienza locale e le vetrate a tutta altezza sul parco fanno di questa architettura un vero e proprio cannocchiale sulle colline e sulle montagne circostanti. Il progetto si estende poi alla pianificazione di tutta l’area d’accesso al parco, dando vita a un luogo regolato da forte coerenza architettonica. Le linee sinuose, che si rifanno all’andamento collinare del parco, e il modulo della colonna a T sono i segni che contraddistinguono maggiormente l’idea dell’architetto americano. La colonna si ripete a intervalli irregolari lungo le recinzioni e a sostegno del padiglione, così da creare un forte senso ritmico e incorniciare le vedute sia dell’architettura interna che del paesaggio esterno. Un altro straordinario segno architettonico è rappresentato dalla “Casa della Pace” di Massimiliano Fuksas. Realizzato anche questo dal celebre architetto con la collaborazione di Rossini e del suo staff, venne esposta per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2000 rappresentando, in scala ridotta, l’edificio Peres Peace House, successivamente realizzato a Jaffa, in Israele. Il Rossini Art Site si trova a Briosco, un piccolo comune nel cuore verde della Brianza. Appena fuori dai confini delle aree più urbanizzate a nord di Milano, il Parco incastonato tra due colline si schiude verso le Alpi, con delle vedute incredibili e mutevoli nel corso della giornata e nello scorrere delle stagioni. La vegetazione del parco è strettamente autoctona – querce, noccioli e carpini - e, sia il panorama di campi agricoli, che gli animali allevati all’interno del parco stesso, riportano alla mente la natura più autentica e incontaminata del territorio brianzolo. Con sapiente rispetto della naturale conformazione, è stato introdotto anche l’elemento acqua, sia facendolo dialogare con alcuni interventi scultorei, sia in maniera più caratterizzante, creando uno specchio d’acqua sorgiva, dove già storicamente ve ne era presenza. Certamente si può raggiungere il RAS in automobile, ma esistono anche un’infinità di sentieri e percorsi ciclabili che arrivano al sito. Costeggiando il fiume nella Valle del Lambro o lungo le Bevere, è possibile giungere qui riscoprendo bellissime cascine e un volto della Brianza spesso dimenticato e dando vita ad itinarari che portano alla scoperta dei luoghi più ameni del territorio, come ad esempio la vicinissima Pieve di Agliate, Basilica romanica di rinomato valore storico-artistico. Il Rossini Art Site riflette in molti aspetti il desiderio del suo fondatore di creare uno spazio flessibile, accogliente e godibile soprattutto dalle famiglie. Il RAS è infatti un luogo in cui anche i più piccoli possono divertirsi con un’esperienza non convenzionale dell’arte contemporanea, senza rinunciare all’aspetto ludico di una giornata all’aperto. Anche l’allevamento di pony, cavalli e asini facente parte della tenuta, integra l’idea di Alberto Rossini di una continuità fra le sue varie passioni senza creare una barriera rigida o elitaria, bensì comunicando l’arte attraverso un linguaggio comune, legato al profondo piacere della vita, nel rispetto dei luoghi e delle tradizioni. I bambini possono giocare nei prati, mentre gli adulti possono noleggiare teli con cui scegliere un comodo luogo dove rilassarsi, leggendo un libro offerto in prestito dalla biblioteca del parco o acquistando appositi cestini, per gustare un pic-nic con la famiglia. Il Rossini Art Site propone infine un programma denso di mostre e performance nel campo delle arti visive, oltre che attività e corsi ludico ricreativi per grandi e piccini, che spaziano dalle visite guidate della collezione, ai concerti e alle letture teatrali. Inoltre, per i più piccoli è messo a punto un programma ad hoc, supportato dall’ampia offerta formativa ed esperienziale dei laboratori didattici (con certificazione Bruno Munari) proposti da Labo Gatto Meo, per garantire un’esperienza unica e di valore alle famiglie che visitano il parco. Supportato da una struttura ricettiva che consente il pernottamento e da un ristorante di livello, il parco risulta essere la meta ideale per concedersi un weekend rigenerante lontano dalla città.