C'era una volta il Convento di San Francesco, tra le chiese cagliaritane scomparse la più bella. Al suo posto fino a qualche mese fa c'era un parcheggio abbandonato, un fabbricato bombardato, un rudere di guerra. Nell'inverno del 2012, complice il fato e la solerzia di un vecchio custode, dietro un portone incrostato si svelò un vero tesoro, un susseguirsi di soffitti a crociera, resti di navate,
giardini e antiche mura medioevali. Erano le rovine del chiostro, il più grande e importante tra gli edifici di culto cagliaritani, costruito dai frati francescani nella prima metà del 1300. C'era una volta un luogo bellissimo, oggi c'è ancora, impossibile abbandonare all'incuria un luogo di tale bellezza, solo a guardarlo viene voglia di prendersene cura, recuperarne l'antico splendore e restituirlo alla sua città. Un'operazione delicata e costosa che grazie alla passione di un imprenditore è in corso e sarà completata nel giro di poco tempo. L'idea è quella di farne un museo dell'arte contemporanea nel cuore di Cagliari, tra le centralissime Via Mameli e Via Sassari. Un luogo in grado di accendere la passione dei più giovani, orfani, nella loro città, di una visione moderna dell'arte e catalizzando al contempo la curiosità dei tanti turisti che ogni giorno transitano a frotte nel vicinissimo Largo Carlo Felice. La Fondazione Scano-Lecca gestirà il futuro del museo, con un team composto da un consiglio di amministrazione, un comitato di indirizzo e un gruppo di saggi capaci di mettere a segno scelte culturali forti con il contributo delle istituzioni. La quotidianità del museo e la sua organizzazione sarà affidata ad una cooperativa di giovani che crede nell'importanza dell'arte e le cui risorse andranno utilizzate nel settore della comunicazione e dei servizi. Anche il suggestivo cortile interno, adeguatamente arredato potrebbe trasformarsi in residenza estiva per artisti, sede di cineteca, laboratori, manifestazioni e incontri. Ci sarà tanto da fare nel nuovo museo dell'arte contemporanea di Cagliari che nascerà sugli oltre 1500 mq dei resti del convento, il cui antico portone di ingresso è conservato nella basilica di Bonaria mentre i frammenti del retablo sono custoditi nella pinacoteca nazionale di Cagliari insieme ad altre importantissime opere provenienti dal convento. Inoltre, come testimoniano i resti di alcuni splendidi affreschi, quelle mura furono anche culla del nascente storico partito sardo d'azione. Presto, tutti questi tesori insieme alle collezioni private dedicate a Biasi, Ballero, Delitala e Nivola potrebbero trovare la loro sede ideale nel futuro museo del '900. Un museo la cui missione è la trasmissione della cultura, la volontà di creare occupazione, la capacità di sollecitare turismi diversi come succede a Bilbao e Valencia, offrendo ai sardi e ai visitatori nuovi motivi di viaggio. Un servizio in più per la città, un tesoro nascosto pronto ad essere svelato grazie alla passione di uomini che ancora credono nell'impegno e nella bellezza. Sono le loro parole del resto a segnare la strada da percorrere, mettersi a disposizione della collettività e seminare il germe della conoscenza sarebbe il dono più bello.