XArt

XArt Xart rappresenta una dichiarazione d'amore per l'arte in tutte le sue forme.

Il nome unisce il significato di "per l'Arte" – un impegno a supportarla e promuoverla – con l'idea di un'arte nascosta nell'ombra ma pronta a emergere e a illuminare il mondo.

12/05/2026
Ne giorno ne notte.Acrilico - Giovanni Manunta Pastorello
11/05/2026

Ne giorno ne notte.

Acrilico - Giovanni Manunta Pastorello

05/05/2026
DAMIANO ROSSI è nato a Lanusei nel 1984 e cresciuto tra i paesaggi aspri dell’Ogliastra. Damiano sviluppa fin da giovane...
23/04/2026

DAMIANO ROSSI è nato a Lanusei nel 1984 e cresciuto tra i paesaggi aspri dell’Ogliastra. Damiano sviluppa fin da giovane un legame profondo con la materia e il segno. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte e il percorso in pittura all’Accademia di Belle Arti di Sassari, si forma attraversando esperienze collettive e collaborazioni significative, fino al lavoro quotidiano all’interno della Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai, a stretto contatto con l’eredità di Maria Lai.
Nel suo lavoro il segno respira.
Si fa rilievo, traccia, ferita e memoria.
Le superfici si animano di linee che non si sovrappongono ma convivono, come forze in dialogo: lentezza e urgenza, uomo e natura, distruzione e rinascita. Nei lavori dedicati alla sua isola, la materia si fa racconto e si confonde con la luce, trasformando la perdita in visione.
È una pittura che non rappresenta, ma ascolta.
Che accoglie il paesaggio fino a diventarlo.
E così ogni elemento — alberi, rocce, fuoco, cielo —
si rivela parte di un unico respiro in continuo mutamento.
Nel segno, qualcosa si scioglie:
non più separato, non più fermo, ma vivo.
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18/04/2026

Xart rappresenta una dichiarazione d'amore per l'arte in tutte le sue forme. Il nome unisce il significato di "per l'Arte" – un impegno a supportarla e promuoverla – con l'idea di un'arte nascosta nell'ombra ma pronta a emergere e a illuminare il mondo.

06/04/2026

𝗔 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗔𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮 | 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗧𝗲𝘀𝘁𝗼𝗻𝗶

Ci sono incontri che si costruiscono piano, quasi in silenzio, e poi restano impressi.
Il secondo appuntamento di 𝘈 𝘊𝘢𝘴𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭’𝘈𝘳𝘵𝘪𝘴𝘵𝘢 ha avuto proprio questa atmosfera: una casa che accoglie, un artista che si mette in gioco, persone che partecipano davvero.

Condividiamo con voi un estratto del video della serata (la versione integrale arriverà presto su un canale dedicato). Non è soltanto il racconto di ciò che è accaduto, ma un piccolo riflesso di quello che stiamo costruendo: un modo più vicino, umano e diretto di vivere l’arte.

Un grazie speciale a 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗲 𝗥𝗶𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼 (soci fondatori di 𝙓𝙖𝙧𝙩 – 𝙄𝙣𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙡’𝙖𝙧𝙩𝙚 insieme a 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗮, 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝗦𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 e 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲) per aver aperto la loro casa e reso possibile questo nuovo incontro.

Grazie all’artista 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗧𝗲𝘀𝘁𝗼𝗻𝗶 e a 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗧𝘂𝗿𝗰𝗼, esperto e critico di graphic novel, che ci ha accompagnato nella lettura e nell’interpretazione del suo lavoro.

E grazie agli ospiti, presenti con curiosità ed entusiasmo — tra cui anche giovanissimi appassionati d’arte — che con la loro attenzione, le domande e la voglia di capire stanno dando ancora più energia e senso a questo progetto.

Il format resta lo stesso: 25 invitati, una casa privata e un artista, ogni volta diversi, ogni volta una nuova storia.

Un ringraziamento a 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗼𝗿𝗰𝘂, per la sensibilità e la competenza con cui affianca il progetto, e alla 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮, per il supporto concreto all’iniziativa.

I video sono realizzati da 𝗜𝗴𝗼𝗿 𝗥𝗮𝗯𝗶𝘀𝘀𝗼𝗻𝗶 𝗣𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗩𝗶𝗱𝗲𝗼: oltre a essere un amico, un professionista che riesce a cogliere davvero l’essenza di queste serate.

Se vi incuriosisce questo percorso o volete partecipare ai prossimi incontri, scriveteci 🏠🎨

Damiano Rossi nasce il 12/01/1984 a Lanusei, risiede a Ulassai in Ogliastra, Sardegna. Frequenta l’Istituto Statale d’Ar...
24/03/2026

Damiano Rossi nasce il 12/01/1984 a Lanusei, risiede a Ulassai in Ogliastra, Sardegna. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte Leonardo da Vinci di Lanusei diplomandosi nel 2003. La passione per l’arte maturata nel corso degli studi superiori lo portano a iscriversi all’Accademia delle Belle Arti Mario Sironi di Sassari, nel corso di pittura. Allievo di diversi professori, i più significativi per lui sono stati gli artisti Roberto Casiraghi, Marco Cingolani, e soprattutto nel campo della grafica gli artisti Mario Tommasello e Elisa Ottaviani. Laureato a pieni voti ,nel 2007, nell’ambito dell’Accademia è finalista presso il Premio Nazionale delle Arti nella Categoria di Grafica presso Catania nel 2008, ora è guida museale presso il Museo di Arte Contemporanea Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai. Nel museo conosce tanti artisti, collabora alla cura degli allestimenti e di alcune pubblicazioni. Sin da subito collabora con l’artista Maria Lai, non solo nell’allestimento delle mostre nel museo, ma anche per la realizzazione delle sue opere sul territorio, come nell’opera “Cucire e ricucire sul diritto e sul rovescio” presso dell’Università di Giurisprudenza di Cagliari. Dal 2006 al 2008 prende parte insieme ad altri giovani artisti sardi, al “Gruppo Anestetica”, col quale ha possibilità di partecipare a diverse mostre.
Dice di se :
I miei lavori hanno la superficie pittorica carica di rilievi che si prestano a ospitare e diventare un fitto paesaggio di segni e di linee che non si sovrappongono ma che si affiancano con un alternanza di tratti armoniosi, e al contempo dissonanti, nascono dai paesaggi aspri della montagna dell’Ogliastra che vivo ogni giorno, ogni linea ricorda il rapporto conflittuale che intercorre tra la velocità e la lentezza, tra l’uomo e la natura, tra il bene e il male. La disposizione spaziale di ogni linea, rivela che aldilà delle apparenze, gli alberi, le rocce, lo scorrere dell’acqua, il fuoco, ogni cosa dello spazio, (compreso io) è in se un’unica essenza che si modifica nel tempo in maniera imprevedibile. Nel lavoro “La notte di Cuglieri” ho voluto raccontare il disastro di un terribile incendio che in una sola notte ha distrutto migliaia di alberi e migliaia di anni di un unico albero, con centinaia di linee di cenere e di fuoco che si fondono e confondono con le stelle. Nel lavoro “La mia isola” i menhir millenari vegliano sulle alture, le linee si fanno pendii di un paesaggio essenziale e scabro tanto antico quanto le linee che lo compongono.
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𝗦𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮!Prosegue a 𝗖𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶 la rassegna “𝗔 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗔𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮 | 𝘐𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪 𝘥’𝘢𝘳𝘵𝘦, 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢, 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀” di 𝗫𝗮𝗿𝘁 – 𝘐𝘯𝘤𝘰𝘯...
12/03/2026

𝗦𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮!

Prosegue a 𝗖𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶 la rassegna “𝗔 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗔𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮 | 𝘐𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪 𝘥’𝘢𝘳𝘵𝘦, 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢, 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀” di 𝗫𝗮𝗿𝘁 – 𝘐𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘭’𝘢𝘳𝘵𝘦.

Un progetto che porta l’arte contemporanea sarda dentro le case, trasformandole per una sera in luoghi di incontro, racconto e condivisione.

Il secondo appuntamento avrà come protagonista l’artista 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗧𝗲𝘀𝘁𝗼𝗻𝗶.
Per una sera, l’abitazione privata di 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗲 𝗥𝗶𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼 si trasformerà in uno spazio espositivo intimo e informale.

Pochi ospiti, una casa che si apre e un artista che racconta il proprio lavoro dal vivo, in modo diretto e senza filtri.

Un modo insolito di vivere l’arte: da vicino, con il tempo di ascoltare, fare domande e continuare a parlare anche dopo, nella convivialità.

Questo è il format: 𝟮𝟱 𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗶, 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮, diversi a ogni appuntamento.

Anche questa volta racconteremo la serata con fotografie e filmati e continueremo a condividere la filosofia del progetto, con l’idea di coinvolgere sempre più persone: come pubblico, come padroni di casa o come artisti.

📩 𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘁𝗼

Nelle opere di Nicola Testoni, affiorano, come un relitto al ritiro delle maree, i valori della sopravvivenza (e) del fi...
27/02/2026

Nelle opere di Nicola Testoni, affiorano, come un relitto al ritiro delle maree, i valori della sopravvivenza (e) del figurativo, che il naufragio di questa poetica, nel secolo scorso, ha segnato in modo indelebile. La sua poetica degli oggetti (in particolare quella della natura morta e dei ritratti) è tutta intrisa di una tensione ontologica, in cui gli oggetti stessi, come in un itinerario memoriale, compongono un vero e proprio bestiario magico. Una severa e ponderata aderenza alla realtà e alla luce, che bagna le cose come in un quadro di Piero della Francesca, cribrato però dalle atmosfere più dense di Casorati, segna le immagini con una tecnica quasi scultorea, ottenuta attraverso l’uso sapiente delle spatole, sulla superficie del supporto. Lo studio cromatico vi s’innesta, come in un riflesso fotografico, poiché con la luce e con il colore esso è ristabilito, nello spazio della pittura, come in un sogno. L’umile lavoro di studio delle forme sospende le persone e gli oggetti in un’atmosfera onirica, tagliente e piatta come le spatole, con un’insistenza formulare che ricompone un ordine rarefatto. La dottrina della pittura in senso tecnico e artistico trova nei suoi dipinti picchi di una concentrazione metafisica graffiante; da una parte il rigore formale delle composizioni, dall’altra la semplicità pura delle invenzioni, concorrono entrambe a generare immagini profondamente umane, svuotate di ovvietà e riempite di una sacralità quasi irreligiosa. Lo sguardo di Testoni è concentrato e rispettoso, ma con la sua capacità analitica illumina per noi le cose da un punto di vista sospeso e quasi cosciente della sopravvivenza degli oggetti rappresentati. La cuccuma blu, lo scrigno di legno, le trecce d’aglio, la tazza, la pennellessa, il sottomarino, le mele (dall’evidente portato simbolico) i cetacei, i dinosauri, i pachidermi, i cavalli a dondolo e i giochi fluttuano nello spazio, come gli animali delle stampelle dei capitelli di un chiostro gotico e riportano nel loro tornare a galla, da un tempo e uno spazio remoti, una presenza mitologica e divinante, che risveglia il mistero della vita degli oggetti e li rianima in un universo appartato, in uno spazio sacrale e conchiuso. Il momento più profondamente allegorico della sua opera è consegnato ai ritratti, con o senza maschere di scimmia, in essi Nicola Testoni si abbandona a un’espressione figurale dei suoi valori morali, che gli oggetti, di per sé stessi tabù, sono meno permeabili a rappresentare. Oltre alla pudicizia quasi compulsiva con la quale i personaggi sono riportati sulla tela, si nota la presenza iconografica di attributi: megafoni, telefoni, pennelli, che sono tutti strumenti di comunicazione e che sembrano indicare un senso di indisseppellibilità della parola e dell’immagine, contro la quale il pittore combatte in senso anche materiale nella mestica dei colori (spesso dai toni terrosi) e nella loro stesura. Le maschere di scimmia servono, come le maschere di uno stregone, a disseppellire l’anima ancestrale delle persone e a smascherare (in senso paradossale e antifrastico) la nostra natura anticonvenzionale, disordinata (nell’ordine estremo della tela), a svelare l’energia vitale che genera i solidi dei corpi e li proietta nello spazio. Un pensiero magico e analogico codifica in questi dipinti un messaggio facilmente leggibile, immanente, e pieno della nostalgia. Prendere atto della finitezza delle nostre vite non serve a superare il limite estremo delle stesse, se non che, affermarlo con chiarezza, è l’atto magico della sopravvivenza, la stessa che riporta in vita gli oggetti del passato, i dinosauri estinti e che riesce addirittura, poeticamente, a far fluttuare i simulacri delle balene della Schleich nell’aria irreale di una stanza.
Mauro Di Vito.

l’olandese Hendrick Avercamp énato ad Amsterdam nel 1585 ma vissuto sempre nel piccolo centro di Kampen (dove muore nel ...
22/02/2026

l’olandese Hendrick Avercamp é
nato ad Amsterdam nel 1585 ma vissuto sempre nel piccolo centro di Kampen (dove muore nel 1634), Avercamp era sordomuto fin dalla nascita; ma questo non influì sulla sua pittura, che è piena di vita e di movimento. Tutti i suoi dipinti raffigurano scene invernali, in special modo distese di ghiaccio piene di pattinatori. Sono quindi le cosiddette “scene di genere”, cioè rappresentazioni di momenti di vita quotidiana, un tipo di pittura molto diffuso nel nord Europa.

Avercamp 1610
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Indirizzo

Cagliari
09100

Telefono

+393471121409

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