19/01/2026
La scena si apre come un teatro sacro: una grande tenda, che un angelo scosta con fatica, rivela un edificio monumentale sullo sfondo, sotto un cielo nuvoloso. In primo piano domina un alto podio di marmo con il trono: la Madonna trattiene il Bambino, n**o e in piedi, i cui piedi poggiano sul manto azzurro della madre e su un sontuoso cuscino rosso.
Alla sinistra, San Giuseppe regge la v***a fiorita, memoria del segno miracoloso con cui fu scelto come sposo di Maria, e con la mano indica i due santi raffigurati sul proscenio, raccomandandoli alla benedizione del Figlio. Più in basso, a sottolineare la gerarchia spirituale, compaiono due santi “moderni”, entrambi canonizzati nel Seicento: San Giovanni di Dio, apostolo dei poveri e degli ammalati, con il bastone della questua e la cesta del cibo destinato ai bisognosi; dalla cesta spunta una melagrana, “granada” in spagnolo, allusione alla città di Granada, dove il santo morì nel 1550 e dove riposa. Accanto, Santa Teresa d’Avila è ritratta quasi distesa, con il libro delle Costituzioni dell’Ordine carmelitano e la freccia che rimanda alla celebre esperienza mistica dell’estasi.
La tela proviene dalla chiesa di San Carlo a Camerino, per lungo tempo chiusa e poco frequentata, ma un tempo tra i più raffinati edifici barocchi della città. All’inizio del Settecento i suoi altari vennero arricchiti con dipinti provenienti da Roma, oggi confluiti in collezione. Un’iscrizione nell’angolo in basso a sinistra conserva dati preziosi: l’anno di esecuzione, 1711, il nome del committente camerinese Angelo Pascucci e quello dell’autore, Giuseppe Bartolomeo Chiari.
Allievo prediletto di Carlo Maratta e pittore di grande successo nella Roma del primo Settecento, Chiari sviluppò uno stile eclettico, capace di unire l’equilibrio classicista alla memoria dei grandi maestri del Seicento, da Guido Reni a Guercino fino ad Andrea Sacchi.
🖼️ Giuseppe Bartolomeo Chiari
Madonna col Bambino e Santi, 1711
Olio su tela
Provenienza: Camerino, chiesa di San Carlo