24/07/2026
Tre anni fa, proprio in questi giorni, si inaugurava a Camini la galleria d'arte Duçi Contemporanea, un esperimento fuori da ogni prevedibilità e ambiziosissimo. Usare l'arte contemporanea da un remotissimo villaggio di rigenerazione sociale e politica, per ricostruire il significato delle parole logorate da un'epoca che, necessitando disperatamente di àncore, tende a svuotare i discorsi e farne propaganda. Per questa ulteriore nostra avventura, Nelson donò alla galleria una piccola selezione di opere, la cui finezza e veemenza spinge il pensiero oltre il già detto. Nelson tornò in Calabria per aiutarmi nei lavori più duri, perchè il suo genio stava prima di tutto in un corpo potente e agile, danzante e solido, vissuto con gratitudine e orgoglio.
Per quell'occasione venne a Camini anche Elvira Semmoh, da anni ad Amsterdam impegnata a supportare la parte primigenia, collettiva e materna del pensiero artistico di Nelson Carrilho, rappresentata nell'opera di Vondelpark Mama Baranka.
Fu un giorno glorioso con la gente del posto, molti dei miei amici tuttora tra i più cari, artisti regionali e altrettanti da diverse parti di Italia, tutti venuti per il Kaminion Fest, un festival di arte residenziale voluto da Daniela Maggiulli, anima impetuosa e vulcanica, ovunque capace di volere e volare.
Oggi sono 20 giorni senza Nelson, i locali della galleria, restaurati e resi abitabili vengono restituiti alla comunità di Camini e io mi accingo a lasciare la Calabria, con il cuore ancora un po' sopraffatto, ma la memoria di tutto ciò che di grandioso è stato perfettamente protetta da ben sei anni di fotografie di Oreste Montebello.
Di certo, molto vissuto.
Chiara