L’affermazione del nome di Cantù nel settore del mobile è avvenuto in tempi relativamente brevi: nell’arco di due sole generazioni, se si considera che ancora negli anni dell’Unità d’Italia il suo nome non era affatto legato a questo genere di attività. Tuttavia già nel novembre del 1872, nel descrivere gli elementi d’arredo presentati da alcune botteghe canturine all’esposizione di Villa Olmo, il
“Corriere del Lario” riferiva per la prima volta che Cantù si stava affermando nella fabbricazione di “mobili di lusso e di buon gusto.”
Esattamente dieci anni più tardi, nel dicembre del 1882, veniva istituita la scuola di disegno per il perfezionamento dei giovani artieri del legno, e nel 1893 sarebbe sorta la prima esposizione permanente. La mostra Il nome di Cantù rappresenta la fase preliminare del costituendo Archivio storico del lavoro nel Canturino il cui progetto nasce dalla constatazione che un immenso patrimonio legato alla storia del lavoro si sta disperdendo, e che con esso molti aspetti della vita economica e sociale di questo territorio rischiano di essere cancellati per sempre. Un centro di raccolta delle fonti più svariate della storia del lavoro di questo territorio. Il primo nucleo dell’Archivio è composto da un cospicuo repertorio di fonti scritte, immagini fotografiche, riproduzioni di opere pittoriche, stampe, disegni e progetti, ordinanze, manifesti pubblicitari, cataloghi e campionari raccolti dal periodico “Canturium” nei suoi undici anni di pubblicazione.