Museo Casole
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Museo civico archeologico e della collegiata di Casole d'Elsa
Indirizzo
Piazza Della Libertà, 5
Casole D'Elsa
53031
Orario di apertura
| Lunedì | 10:00 - 13:00 |
| 15:00 - 18:00 | |
| Martedì | 10:00 - 13:00 |
| 15:00 - 18:00 | |
| Giovedì | 10:00 - 13:00 |
| 15:00 - 18:00 | |
| Venerdì | 10:00 - 13:00 |
| 15:00 - 18:00 | |
| Sabato | 10:00 - 13:00 |
| 15:00 - 18:00 | |
| Domenica | 10:00 - 13:00 |
| 15:00 - 18:00 |
Telefono
Sito Web
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Il Museo
Attraverso il museo si intraprende uno straordinario viaggio nella storia del territorio di Casole: dall’epoca etrusca fino alla metà del secolo appena trascorso, per scoprirne gli usi, i costumi, gli antichi lignaggi e i legami culturali con altre realtà. Rinvenimenti che risalgono alla fase tardo orientalizzante e arcaica, come crateri attici e una rarissima testa in marmo ispirata dalla statuaria greca, denotano, oltre ad un alto livello economico e culturale, anche aperture del territorio a scambi commerciali.
Nel periodo ellenistico invece, il comprensorio di Casole subì l’influenza politica e culturale di Volterra, come appare evidente nei numerosi corredi funebri coevi, che mostrano urne in tufo e ceramiche a vernice nera assimilabili alle produzioni volterrane.
Il legame con quella che fu la città più importante dell’Etruria settentrionale si protrasse anche nell’alto Medioevo, come documenta la dipendenza del castello di Casole dalla giurisdizione del vescovo di Volterra. Dalla metà del Trecento il centro passò definitivamente sotto il dominio della Repubblica di Siena, che senza soluzione di continuità ne condizionò la feconda cultura artistica.
A eccezione della straordinaria meteora di Marco Romano, scultore gotico italiano, i cantieri aperti in collegiata nel primo Trecento, costituiscono straordinari esempi dei proficui rapporti tra Siena e Casole . Qui lavorarono allievi di Duccio e scultori di livello come Gano di Fazio; anche in età tardogotica e rinascimentale le commissioni si rivolsero sempre ad artisti senesi, da Andrea di Niccolò a Giacomo Pacchiarotti, in un dare e avere che vide tra i maggiori pittori attivi a Siena tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, Alessandro Casolani, nato a Mensano, nel contado di Casole, tra il 1552 e il 1553.