Casa Museo Giovanni Pascoli

Casa Museo Giovanni Pascoli Pagina ufficiale della casa museo del poeta Giovanni Pascoli a pochi passi da Barga. L'archivio conserva circa 76.000 carte e la biblioteca circa 12.000 volumi.

Magica dimora storica dove potrai anche passeggiare nel suggestivo giardino tanto amato dal Poeta. 🍇🌹 Nella Casa Museo potrete scoprire gli arredi e la disposizione degli spazi identici a quelli che aveva al momento della morte del Poeta. Dopo la morte del Poeta l'edificio è stato dichiarato monumento nazionale e di particolare interesse pubblico l'area che comprende la casa. Una visita da non man

care per chi si reca in quel di Barga. Tra i Canti di Castelvecchio composti in questa casa c'è anche la famosa lirica "La cavalla storna". Museo-Casa "G. Pascoli"
Castelvecchio Pascoli - Barga
Telefono 0583.766147
Orario di apertura: 1 ottobre - 31 marzo (martedì dalle ore 14-17.15 e dal mercoledì alla domenica 9.30-13 e 14.30-17.15); 1 aprile - 30 settembre (martedì 15.30-18.45 e dal mercoledì alla domenica 10.30-13 e 15-18.45)
Chiuso tutti i lunedì e martedì mattina.

01/06/2026
29/05/2026

Gli orari di apertura del Museo per questo fine settimana 🌿

Info (in orario di apertura del Museo): 0583766147

27/05/2026

Aggiornamento 🫢🪺🐦😍

22/05/2026

Per qualche giorno non potremo aprire la finestra dello studio 😂😍🥚❤️

11/05/2026

Che dire? Benvenuti nel giardino della Casa Museo Giovanni Pascoli 🐿️🌿🌸☀️🌹

Nicola Pesce Himself Ringraziandovi per la gentilezza e la vostra presenza, soprattutto per esservi uniti all’ultima vis...
25/04/2026

Nicola Pesce Himself Ringraziandovi per la gentilezza e la vostra presenza, soprattutto per esservi uniti all’ultima visita già in corso e con un bel gruppo numerico. Sperando di rivedervi e dedicarvi più tempo, magari anche tra le vie di Barga, un saluto. Grazie di ❤️

Mi è successa una cosa bellissima alla casa di Giovanni Pascoli e ve la voglio raccontare!

Nascosta tra le colline verdeggianti della Toscana, c'è la casa dove il poeta visse gli ultimi anni.

Erano le 17:30 e la casa museo chiudeva dopo un'ora. Tuttavia la porta è chiusa. Io e la donna che amo non incontriamo nessuno.

Superiamo un arco e vediamo un immenso giardino invaso dal sole, c'è persino una piccola vigna che digrada curvando in lontananza.

Il tempo passa. Nulla si muove. Disperiamo di entrare. Infine una porta si apre e ne esce il pubblico. Una ragazza dalla voce arrochita dal troppo parlare è stata la loro guida. Si chiama Federica. La prego di farci entrare, rifiuta. Ma d nessuna parte c'era scritto che bisognasse prenotare! La convinco.

È il turno di alcuni giovani universitari col loro professore. Le offrono una caramella. Lui è un bravo e appassionato signore sulla cinquantina in una camicia azzurra stiratissima.

Vedendo me con questa faccia da scemo e la donna che amo decide di considerarci suoi studenti e ci racconta le amate cose di Pascoli care e note al mio cuore come se fossero ricordi miei.

Parla al posto della guida, talvolta la contraddice, e così lei riposa la gola.

Vediamo lo studio del poeta, la sua biblioteca, il suo letto, il suo cappotto!

Uscendo dalla casa, mentre i ragazzi vanno via, i rappresentati della Fondazione Giovanni Pascoli si fanno strada tra loro controcorrente, venendo verso di me. Sono Paolo De Cesari e Sara Moscardini, mi hanno riconosciuto. Sono felici che io sia passato dalla casa del poeta. Scattiamo qualche foto insieme sotto al glicine.

I ragazzi che si allontanavano si girano come a dire: ma questo chi diavolo è?
Dopo un po' il professore passa, con un imbarazzo che fino a poco prima non aveva avuto, e mi stringe la mano.

Io intanto mi sento «uno scrittore» più che mai. Pensare a Pascoli è anche pensare ai propri padri. E quel giorno ho pensato: mio padre avrebbe odiato il fatto che spesso per strada vengo fermato e avrebbe odiato che io faccia i video. Papà era molto bravo a odiare un sacco di cose.

Ma se fosse stato là a vedere che la Fondazione è accorsa da me per fare le foto, sarebbe stato orgoglioso e mi avrebbe detto «Figlio mio» con gli occhi lucidi.

Infine ho visto la tomba del poeta. Ho sentito una f***a al cuore.

A un certo punto siamo rimasti solo io e la donna che amo, all'uscita. Il sole faceva capolino ancora per poco da una montagna lontana e illuminava il verde e i campi coltivati della lucchesia.

Io, dopo aver avuto vicino il corpo di quel caro Giovanni che lessi con tanto amore, che forse in parte mi spinse ad essere scrittore, quel tenero, piccolo, fragile e forte Giovanni, ho avuto una crisi di pianto.

Dieci secondi. Nessuno m'ha visto. Solo la donna che amo. Solo il sole di Lucca, solo Giovanni Pascoli, solo papà.

Indirizzo

Via Giovanni Pascoli
Castelvecchio Pascoli
55051

Orario di apertura

Giovedì 09:30 - 13:00
14:30 - 17:00
Venerdì 09:30 - 13:00
14:30 - 17:00
Sabato 09:30 - 13:00
14:30 - 17:00
Domenica 09:30 - 13:00
14:30 - 17:00

Telefono

0583766147

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