Arte Civita 28

Arte Civita 28 Associazione artistica, culturale e ricreativa.

26/03/2026

Non è a Roma. Non è a Verona. Non è a Capua.

Il secondo anfiteatro romano più grande d'Italia è sotto i tuoi piedi, se ti trovi a Piazza Stesicoro, nel centro di Catania.

E quasi nessuno lo sa.

Si chiama anfiteatro romano di Catania, e le sue dimensioni fanno impressione: 125 metri per 105, con un'arena ellittica di 70 per 50 metri e una circonferenza esterna di 309 metri. Poteva ospitare 15.000 spettatori seduti — quasi 30.000 con le impalcature lignee aggiunte negli ordini superiori.

Per fare un confronto: l'Arena di Verona misura 152 per 123 metri. L'anfiteatro di Capua, uno dei più imponenti del mondo romano, arriva a 170 per 135. Catania li batte tutti, tranne il Colosseo.

Aspetta.

Costruito probabilmente nel II secolo d.C., sotto Adriano o Antonino Pio, e ampliato nel III secolo fino a triplicarne le dimensioni, l'anfiteatro era in pietra lavica dell'Etna rivestita di marmi. Trentadue ordini di posti a sedere, gallerie periferiche, volte, muri radiali. Una macchina da spettacolo da 14.000 metri quadrati.

Poi arrivò il 1669.

L'eruzione dell'Etna devastò buona parte della città. Poi, nel 1693, un terremoto rase al suolo la Sicilia orientale. La ricostruzione barocca che seguì non si preoccupò di quello che c'era sotto: detriti, lava solidificata, macerie. L'anfiteatro fu usato come cava di materiali da costruzione, svuotato pezzo per pezzo, e infine sepolto sotto i nuovi palazzi.

Spoiler: nessuno andò a cercarlo per secoli.

Fu riscoperto per caso nel 1835, durante lavori in piazza. Da allora, il recupero è stato lentissimo: oggi è visibile circa il 10% della struttura totale, accessibile da Piazza Stesicoro e da Vico Anfiteatro. Il restante 90% è ancora lì, sotto la città moderna, intatto nei suoi strati di pietra lavica e storia compressa.

Dal 2007 è in corso un programma ufficiale di recupero e messa in sicurezza, gestito dal Parco Archeologico della Regione Siciliana.

Novanta per cento di un gigante romano è ancora sotto quella piazza.

E la gente ci cammina sopra ogni giorno senza saperlo.

In breve:
Sotto Piazza Stesicoro a Catania c'è un anfiteatro romano di 125x105 metri: il secondo più grande d'Italia dopo il Colosseo
Poteva contenere fino a 30.000 persone ed è stato sepolto da eruzioni dell'Etna, terremoti e la ricostruzione barocca del 1693
Riscoperto per caso nel 1835, oggi solo il 10% è visibile: il restante 90% è ancora sotto la città moderna

15/03/2026
12/03/2026
09/03/2026
09/03/2026

Commento del critico d'arte TEO MARTUCCI

La mia opera "CONTEMPORANEO" sull'emanazione femminileAcrilico su tela cm 65x90 anno 2025
09/03/2026

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Ieri 8 marzo si è svolto a Portopalo di Capo Passero, per celebrare la giornata internazionale sulla donna, un evento ar...
09/03/2026

Ieri 8 marzo si è svolto a Portopalo di Capo Passero, per celebrare la giornata internazionale sulla donna, un evento artistico culturale, presso la galleria d'arte L'ISOLA con esposizione di opere pittoriche, interventi musicali e letterari
Complimenti agli organizzatori, ai collaboratori e al critico d'arte per l'eccellente lavoro.
Grazie a tutti

08/03/2026

Era sul mare. Non si è mosso di un centimetro. Il mare, sì.

Nel 1239, Federico II di Svevia ordinò la costruzione del Castello Ursino a Catania. L'architetto era Riccardo da Lentini. Il progetto: una fortezza difensiva su un promontorio affacciato direttamente sul Mediterraneo, parte di un sistema costiero che includeva il castello Maniace di Siracusa.

Per quattro secoli, il castello rimase lì dove l'avevano messo: sul bordo del mare, con l'acqua sotto le mura.

Poi arrivò l'Etna.

L'11 marzo 1669, il vulcano aprì una frattura eruttiva sul fianco meridionale. Quello che seguì fu uno dei flussi lavici più devastanti della storia europea moderna. La colata scese verso Catania con una lentezza implacabile, sommerse interi quartieri, sfondò le mura della città e raggiunse il mare.

Il Castello Ursino non fu travolto. Resistette. Ma la lava gli arrivò fin quasi alle finestre, seppellendo la base e il terreno circostante sotto uno strato compatto di roccia vulcanica.

E non finì lì.

Dove la lava incontrò il mare, non si fermò: si consolidò sull'acqua, creando un delta lavico. La costa di Catania avanzò verso il largo. Il mare arretrò. Secondo le rilevazioni storiche riportate nelle fonti dell'epoca, il litorale si spostò di circa 800 metri.

Il castello — che fino al giorno prima guardava il Mediterraneo — si ritrovò nell'entroterra.

Non fu spostato. Non fu demolito. Non fu ricostruito altrove. È rimasto esattamente dove Riccardo da Lentini lo aveva progettato nell'anno di grazia 1239.

Quello che cambiò fu tutto il resto.

Sopra la lava solidificata, i catanesi costruirono una città nuova. Strade, palazzi, chiese. Catania barocca — quella che conosciamo oggi — è edificata letteralmente sopra la colata del 1669. Il castello è ancora lì, inglobato nel tessuto urbano, a centinaia di metri dal mare che un tempo aveva sotto le mura.

Oggi è un museo civico. Ospita le raccolte Biscari e Benedettini.

Una fortezza costiera diventata museo di centro città, senza spostarsi di un metro. Non è storia del castello. È storia di un vulcano che ha ridisegnato una costa.

In breve:
Il Castello Ursino fu costruito nel 1239 sul mare da Federico II di Svevia.
L'eruzione dell'Etna del 1669 creò un delta lavico che spinse la costa in avanti, allontanando il castello dal mare.
Il castello non si è mai mosso: è Catania ad essergli cresciuta intorno, costruita sopra la lava solidificata.

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13/12/2025

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Il mio incontro con Roberta, presentatrice dell'asta di beneficenza "L'arte di aiutare' al museo del carretto siciliano di Aci Sant'Antonio

Vi aspettiamo oggi 15 novembre alle ore 18.00 a Belpasso in via Vittorio Emanuele III 365 per gustare gli ottimi vini se...
08/11/2025

Vi aspettiamo oggi 15 novembre alle ore 18.00 a Belpasso in via Vittorio Emanuele III 365 per gustare gli ottimi vini sella zona ma soprattutto per ammirare l'arte che si produce attraverso il vino passando dalle mani di abili artisti!

08/10/2025

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele 28
Catania
95131

Orario di apertura

Martedì 09:45 - 00:30
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 19:30

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