LUDUM - Science Center Catania

LUDUM - Science Center Catania Benvenuto sulla Pagina FB di Ludum, Museo della Scienza. Scopri il nostro centro scientifico !
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Ludum Science Center, inaugurato a Marzo 2013, Si trova nei nuovi locali di Via Guido Gozzano 2 a Catania, facilmente raggiungibile dalla stazione metro "Borgo" . Al suo interno si trova un museo della scienza con oltre 100 esperienze interattive , un planetario da 25 posti , un insettario con specie esotiche di insetti e aracnidi , una sala spettacoli , due sale feste , una sala convegni, oltre 1100 mq di superficie.

05/06/2026

Queste batterie/sfere sottomarine potrebbero potenzialmente immagazzinare centinaia di migliaia di gigawattora

Il mistero della racchetta che impazzisceSe per qualche ventura vi capiterà di trovarvi su un campo da tennis. Potrà suc...
04/06/2026

Il mistero della racchetta che impazzisce

Se per qualche ventura vi capiterà di trovarvi su un campo da tennis. Potrà succedere che qualcuno preso da crisi isterica dopo un colpo maldestro lanci una racchetta in aria facendola ruotare.

Nulla di strano, penserete compatendo il malcapitato. Eppure, osservandola con attenzione, potrebbe accadere qualcosa di sorprendente: dopo alcuni giri perfettamente regolari, la racchetta sembra ribaltarsi da sola, come se una mano invisibile l'avesse capovolta.

Non si tratta di un trucco e nemmeno di una corrente d'aria. È uno dei fenomeni più curiosi della fisica, conosciuto come teorema della racchetta da tennis.

Ogni oggetto possiede tre assi attorno ai quali può ruotare.
Nel caso della racchetta, due di queste rotazioni sono stabili: una lungo il ma**co e una perpendicolare al piatto delle corde. La terza, invece, nasconde una sorpresa. Una rotazione attorno all'asse intermedio è instabile e, dopo qualche giro, l'oggetto compie improvvisamente una capriola di 180 gradi.

La scoperta deriva dagli studi del matematico Leonhard Euler nel XVIII secolo, ma divenne celebre nel 1985 quando il cosmonauta sovietico Vladimir Džanibekov osservò lo stesso comportamento in orbita, dove l'assenza quasi totale di attrito rendeva il fenomeno ancora più evidente.

Libri, smartphone, racchette da tennis e persino satelliti artificiali possono comportarsi nello stesso modo. Un semplice lancio in aria può trasformarsi in una lezione di meccanica celeste.

La cosa più affascinante è che il fenomeno ci ricorda una verità fondamentale della scienza: l'universo non è obbligato a seguire il nostro intuito.

Talvolta le leggi della natura nascondono comportamenti inattesi che sembrano magie, fino a quando qualcuno non trova il modo di comprenderli.

Dietro una semplice racchetta che gira in aria si nasconde la stessa fisica che governa il movimento delle sonde spaziali e dei satelliti. Ancora una volta, una curiosità quotidiana diventa una finestra aperta sui grandi meccanismi .

Fonti: Leonhard Euler, Theoria Motus Corporum Solidorum (1765); Vladimir Džanibekov (1985); J.L. Synge & B.A. Griffith, Principles of Mechanics; NASA Educational Resources on Rotational Dynamics.
Fonti: Leonhard Euler, Theoria Motus Corporum Solidorum (1765); Vladimir Džanibekov (1985); J.L. Synge & B.A. Griffith, Principles of Mechanics; NASA Educational Resources on Rotational Dynamics.

🌞 LUDUM SUMMER CAMP 2026 🌿Ogni bambino possiede una naturale inclinazione alla scoperta. Il mondo, ai suoi occhi, non è ...
04/06/2026

🌞 LUDUM SUMMER CAMP 2026 🌿

Ogni bambino possiede una naturale inclinazione alla scoperta. Il mondo, ai suoi occhi, non è mai qualcosa di già noto: è un territorio da esplorare, toccare, interrogare. L’estate, allora, può diventare molto più di una semplice pausa scolastica. Può trasformarsi in un tempo fertile, nel quale la curiosità incontra l’esperienza e il gioco diventa conoscenza.

Nasce da questa idea il nuovo LUDUM SUMMER CAMP 2026, uno spazio pensato per bambini e ragazzi che desiderano sperimentare, creare, collaborare e meravigliarsi dentro un ambiente ricco di stimoli, relazioni e possibilità.
Nel corso delle giornate i partecipanti potranno vivere attività che uniscono
immaginazione e metodo, libertà e scoperta:
🧪 Laboratori scientifici
🎭 Esperienze teatrali e artistiche
🎩 Giochi di magia e percezione
💡 Esperimenti interattivi
🎲 Attività educative e collaborative
L’obiettivo non è soltanto intrattenere, ma offrire ai ragazzi occasioni concrete per sviluppare autonomia, osservazione, creatività e spirito critico. Ogni esperienza diventa così una piccola avventura della mente, dove l’errore non è un fallimento ma parte naturale della scoperta.

👧🧒 Età consigliata: dai 6 anni in su
⚠️ Le iscrizioni sono già aperte e i posti disponibili sono limitati.
🎁 Per chi si iscriverà entro LUNEDÌ 25 MAGGIO:
✅ 10% di sconto
👨‍👩‍👧 Riduzione per fratelli e sorelle
📞 Informazioni e prenotazioni: 348 5205905

☀️ L’educazione non si interrompe durante l’estate. Cambia linguaggio, si mescola al gioco, alla scoperta e alla meraviglia del mondo. Vedi meno

Undici partecipazioni su quattordici edizioni. Un pezzo della nostra storia è cresciuto qui.Un enorme grazie a tutto lo ...
04/06/2026

Undici partecipazioni su quattordici edizioni. Un pezzo della nostra storia è cresciuto qui.

Un enorme grazie a tutto lo staff dell'Area Family di Etnacomics.
Quella appena conclusa è stata la nostra undicesima partecipazione in quattordici edizioni della manifestazione.

Un traguardo che ci riempie di orgoglio e che racconta un legame costruito negli anni, fatto di fiducia, collaborazione e tanta voglia di condividere la meraviglia della scienza.

Un grazie speciale va alle migliaia di persone che sono passate dal nostro stand.
Alcuni ci hanno conosciuto per la prima volta.
Molti si sono fermati per un saluto, per una foto o per raccontarci cosa stanno facendo oggi.
Altri hanno trascorso del tempo con noi tra giochi scientifici, esperimenti, sfide di logica e curiosità.

Tra i momenti più emozionanti ci sono stati gli incontri con ragazzi e ragazze che ci hanno raccontato come una visita al LUDUM, un laboratorio o uno spettacolo visto anni fa abbia contribuito alla scelta del loro percorso universitario o professionale.
Sentire queste storie ripaga di ogni sforzo.

I nostri spettacoli sono stati seguitissimi, così come i laboratori di chimica e di matematica giocosa, sempre pieni di bambini, famiglie e appassionati.

Più di ogni numero, però, resta la gioia di aver incontrato e dialogato con tantissime persone. Perché la divulgazione scientifica non è fatta soltanto di esperimenti e formule: è fatta soprattutto di relazioni, emozioni e incontri che lasciano il segno.

Grazie allo staff di Etnacomics per l'accoglienza e la professionalità. Grazie a chi è passato a trovarci. Grazie a chi ci segue da anni e a chi ci ha scoperti soltanto oggi.
Undici edizioni insieme su quattordici.

Un percorso straordinario che speriamo continui ancora a lungo. ❤️🔬🚀

Cu pratica co' zoppu, all'annu zuppìaCi sono proverbi che sembrano soltanto parole buone per tenere a posto i figli e i ...
04/06/2026

Cu pratica co' zoppu, all'annu zuppìa

Ci sono proverbi che sembrano soltanto parole buone per tenere a posto i figli e i nipoti, e poi ci sono quelli che nascondono una storia antica, una di quelle che camminano per generazioni da una bocca all'altra fino a diventare quasi vere.

Almeno così sosteneva nonno Billa.
La cuntò nella primavera del 1983, seduto davanti all'uscio di casa, all'ombra di una vite che cominciava a mettere le foglie nuove.

Non era di buon umore. Un suo vecchio amico, uno con cui aveva condiviso lavoro, fatiche e bicchieri di vino per quasi vent'anni, gli aveva fatto una cattiveria che non si aspettava. Più che arrabbiato, sembrava deluso.

Qualcuno gli domandò come fosse possibile che una persona conosciuta per tutta la vita potesse cambiare in quel modo.

Nonno Billa sospirò, si sistemò il cappello e disse:
— Figghioli, chista è na storia cchiù vecchia di mia. U sapiti picchì si dici: "Cu pratica co' zoppu, all'annu zuppìa"?

E senza aspettare risposta cominciò il suo cuntu.
Ai tempi in cui i boschi dell'Etna erano più grandi e i santi sembravano ancora abitare le montagne, viveva un eremita chiamato fra' Bastiano.

Era un uomo buono. Pregava molto, parlava poco e aiutava chiunque arrivasse fino alla sua grotta. Pellegrini, pastori, vedove e poveracci trovavano sempre un pezzo di pane, un consiglio o una parola di conforto.

Nello stesso tempo girava per la Sicilia un demonio assai particolare. Nessuno lo vedeva provocare tempeste o trascinare anime all'inferno.
Nessuno lo aveva mai sorpreso a fare miracoli al contrario o a comparire tra fiamme e zolfo.

Lo chiamavano u Diàvulu Zuppiddu.
Aveva una gamba storta, camminava appoggiandosi a un bastone di legno nero e possedeva una pazienza infinita.

Il suo mestiere non era fare il male.
Era fare compagnia.
Un giorno arrivò alla grotta di fra' Bastiano e chiese ospitalità per la notte.

L'eremita lo accolse senza sospetti. Il forestiero tornò il giorno seguente e poi quello dopo ancora. Passarono settimane, passarono mesi, e ormai i due trascorrevano insieme gran parte delle giornate.

Il vecchio non diceva mai cose apertamente cattive. Nessuna bestemmia, nessuna tentazione evidente.
Faceva osservazioni.
— u viristi quel pellegrino? Troppa devozione. Mi pare recitata.
— Quel mercante aiuta i poveri soltanto per farsi ammirari.
— Quell'altro parla di onestà ma sicuramente ammuccia qualchi cosa.

Parole piccole, quasi innocenti.
Fra' Bastiano all'inizio difendeva tutti.
Poi cominciò a dubitare. Dopo qualche tempo iniziò a giudicare. Infine trovò più facile criticare che comprendere.

Un mattino, trascorso quasi un anno dal loro incontro, si alzò dal giaciglio e si accorse che la sua andatura era cambiata.
Zoppicava.
La stessa identica zoppia del compagno.

In quel momento guardò il forestiero negli occhi e vi vide una luce rossastra, antica come il peccato.
Capì subito.
Davanti a lui c'era u Diàvulu Zuppiddu.
Il demonio sorrise.
— Ti stai scatannu per una jamma? Talia meglio.
Fra' Bastiano guardò dentro sé stesso e comprese che la vera zoppia non era nelle gambe.
Da mesi aveva smesso di vedere il bene nelle persone.
Da mesi si sentiva superiore agli altri.
Da mesi il sospetto gli sembrava più intelligente della misericordia.
Avrebbe potuto cambiare strada.
Avrebbe potuto tornare quello di prima.

Invece si stancò.
Troppo stanco per combattere.
Troppo stanco per perdonare.
Troppo stanco per preoccuparsi degli altri.

Lasciò la grotta e scese tra gli uomini. Da quel giorno pensò soprattutto a sé stesso. Buon vino, buon cibo, allegre compagnie e nessuna voglia di caricarsi i problemi del prossimo sulle spalle.

Gli anni passarono veloci.
Quando arrivò il giorno della morte, fra' Bastiano era ormai un vecchio. Disteso sul letto sentì ancora una volta un rumore che non udiva da decenni.
Tac.
Tac.
Tac.
Il bastone.
Aprì gli occhi e vide accanto a sé il vecchio compagno di un tempo.
Allora capì tutto.

Non aveva perduto la fama di santo.
Non aveva perduto il paradiso.
Aveva perduto sé stesso.
Con l'ultimo filo di voce sussurrò:
— Cu pratica co' zoppu...
— ...all'annu zuppìa — completò il diavolo.

A quel punto nonno Billa si fermò. Guardò la strada polverosa davanti a casa e rimase in silenzio per qualche secondo.
Poi aggiunse:
— A genti pensa ca li mali cumpagni ti 'nsegnanu a rubari o a mentiri. Macari.
Ma certi voti ti rubanu na cosa assai cchiù granni. Ti rubanu chiddu ca eri. E quannu t'accorgi ca stai zuppicannu, nun è statu un passu. N'hannu statu mille.

Nessuno parlò più. Forse perché tutti pensavano al vecchio amico che aveva deluso nonno Billa.

Forse perché ognuno, in fondo al cuore, ricordava qualcuno con cui aveva camminato troppo a lungo senza accorgersi di avere cominciato a zoppicare.

04/06/2026

Leggi su Sky TG24 l'articolo Gli eventi astronomici da ammirare nel cielo di giugno

Il tempo delle cose che muoiono prestoC’è, in una caserma di pompieri a Livermore, in California, una lampadina che bruc...
03/06/2026

Il tempo delle cose che muoiono presto

C’è, in una caserma di pompieri a Livermore, in California, una lampadina che brucia ininterrottamente dal 1901. La chiamano Centennial Light, ed è il paradosso vivente della modernità: una luce che smentisce il dogma per cui gli oggetti debbano avere vita breve. Era stata fabbricata con cura, con un filamento robusto, e da oltre un secolo continua a resistere alle notti e ai giorni, testarda come un oracolo.

Eppure, proprio dalle lampadine parte la storia opposta: nel 1924 il cartello Phoebus decise che nessuna lampadina dovesse durare più di mille ore. Troppa luce sarebbe stata cattiva per gli affari.
È lì che nasce il concetto di obsolescenza programmata: rendere fragile ciò che potrebbe essere eterno.

Non fu un caso isolato. Negli anni ’40 anche le calze di nylon, presentate come indistruttibili, furono presto “addolcite” fino a smagliarsi al primo passo. Non era la chimica a imporlo, era il mercato. E oggi lo stesso accade con i nostri computer domestici, che da fulmini diventano lumache, schiacciati da software sempre più pesanti, da aggiornamenti che “casualmente” non girano sui modelli di ieri.

Ma la questione non è solo tecnica. È sociale. Viviamo immersi in una convinzione che sembra naturale: il nuovo è sempre migliore.
Lo smartphone dell’anno scorso diventa una reliquia, l’auto di cinque anni un rottame. Il “nuovo” non è più un oggetto: è uno status, un segno di appartenenza, un lasciapassare sociale.

Eppure, il Principe di Salina, ne Il Gattopardo, lo aveva capito con un secolo d’anticipo: «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi».

È esattamente ciò che accade oggi: un fiume di novità che in realtà non cambia nulla nell’equilibrio profondo. I poveri restano poveri, mentre i ricchi diventano spaventosamente ricchi.
Mai, nella storia, qualcuno aveva accumulato tanta ricchezza quanta ne possiede l’élite odierna, in grado di comprare interi Stati come fossero calze o lampadine.

Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha provato a intervenire: ha introdotto il “diritto alla riparazione” e nuove regole che obbligano i produttori a garantire pezzi di ricambio e a non sabotare i prodotti con aggiornamenti.
Sono passi importanti, ma fermare l’obsolescenza per legge resta difficile: le aziende trovano sempre strade alternative, e i consumatori stessi, attratti dal fascino del nuovo, non sempre scelgono di riparare.

E tuttavia il gioco non è a senso unico.
Perché cambiare non significa solo consumare: significa anche scoprire nuove possibilità.
Il nuovo può essere progresso autentico: cure mediche, tecnologie che salvano vite, strumenti che rendono il sapere universale. Ogni passaggio — dalla lampadina al computer — contiene in sé una promessa di futuro.

Il problema non è il cambiamento, ma la sua caricatura.
Non è il nuovo, ma l’illusione del nuovo come unico orizzonte possibile. Così il mondo si riempie di cose destinate a morire presto, e insieme a esse anche noi impariamo a consumarci più in fretta.

La lampadina di Livermore, con la sua luce tenace, rimane lì a ricordarci che si può costruire anche per durare. Che non tutto deve smagliarsi, spegnersi o rallentare.
E che forse la vera novità non è comprare sempre qualcosa di nuovo, ma avere il coraggio di costruire cose — e società — che non si consumino in fretta.

Fonti: Guido Viale, Rifiuti. Un’inchiesta sullo smaltimento della società dei consumi, Feltrinelli, 1994.; Giles Slade, Made to Break: Technology and Obsolescence in America (2006).

Il 5 per mille al LUDUM: un gesto che educa il futuroL'educazione non è soltanto ciò che accade tra i banchi di scuola. ...
03/06/2026

Il 5 per mille al LUDUM: un gesto che educa il futuro

L'educazione non è soltanto ciò che accade tra i banchi di scuola. Ogni luogo che alimenta la curiosità, il desiderio di conoscere e la capacità di comprendere il mondo diventa uno spazio educativo. Per questa ragione, anche una semplice firma può trasformarsi in un atto di grande valore.

Con la dichiarazione dei redditi, ciascun cittadino può destinare il proprio 5 per mille a realtà che operano nel campo della cultura, della ricerca, della solidarietà e dell'educazione. Non si tratta di una spesa aggiuntiva, ma della scelta consapevole di indirizzare una parte delle proprie imposte verso progetti che generano crescita per la comunità.

Da oltre tredici anni il LUDUM rappresenta in Sicilia un ambiente dove bambini, ragazzi e adulti possono imparare attraverso l'esperienza diretta. La scienza non viene presentata come un insieme di nozioni da memorizzare, ma come un'avventura fatta di domande, osservazione, scoperta e partecipazione.

Ogni settimana il museo accoglie famiglie, scuole, associazioni e cittadini, offrendo laboratori, attività educative, incontri culturali, presentazioni di libri e momenti di condivisione.

Un lavoro costruito con impegno quotidiano e con la convinzione che la conoscenza sia uno strumento di libertà e di crescita personale.

Nel corso del 2025 il LUDUM ha organizzato corsi gratuiti per decine di ragazzi, sostenuto attività educative nelle scuole di Librino e Lineri, ospitato eventi culturali, messo a disposizione gratuitamente i propri spazi per associazioni del territorio e continuato a investire nella divulgazione scientifica e nelle discipline STEM.

Ogni esperienza educativa richiede cura, manutenzione, progettazione e risorse. Un museo vive grazie alle persone che lo animano e alla comunità che ne riconosce il valore.
Per questo il vostro sostegno è importante.

✍️ Firma per il 5 per mille e indica il codice fiscale della Cooperativa Punto & Accapo
04361000872
Per chi firma non cambia nulla. Per molti bambini, studenti e famiglie significa invece continuare ad avere un luogo dove la curiosità viene coltivata, la conoscenza condivisa e il futuro costruito giorno dopo giorno.

L'educazione è un seme. Ogni gesto che la sostiene contribuisce a farlo crescere.

Io sono AciMi chiamavano Aci.Un nome breve come il suono di uno zufolo tra i pascoli e lungo abbastanza da attraversare ...
03/06/2026

Io sono Aci

Mi chiamavano Aci.
Un nome breve come il suono di uno zufolo tra i pascoli e lungo abbastanza da attraversare i millenni.
La mia vita scorreva semplice sulle pendici orientali dell'Etna. Greggi al pascolo, erba profumata di sole, pietra nera e mare azzurro. Nessuna ricchezza, nessun regno, nessuna ambizione. Soltanto il vento, la montagna e la musica.

L'apparizione di Galatea cambiò ogni cosa.
Una creatura del mare, luminosa come la schiuma delle onde al tramonto. Acqua e luce. Io, invece, terra e polvere. Due nature incompatibili secondo gli dèi, eppure unite da quella forza antica che gli uomini chiamano amore e che i poeti, più sinceramente, dovrebbero chiamare condanna.

La Grotta dei Colombi custodiva i nostri incontri. Rocce bianche, mare profondo e il battito inquieto di due cuori che conoscevano già il proprio destino.

Sopra di noi incombeva Polifemo.
Molti lo ricordano soltanto come un mostro.

La verità è più triste.
Rozzo, enorme, violento, incapace di comprendere la delicatezza delle cose. Nello stesso tempo vittima della mia identica maledizione. L'amore per Galatea lo aveva trasformato in qualcosa che nessun ciclope avrebbe mai voluto diventare: un poeta. Incisioni sulle rocce, canti stonati, lettere d'amore rivolte a una donna che non avrebbe mai potuto ricambiare quel sentimento.

Una catena invisibile ci teneva prigionieri entrambi.

Eros aveva colpito il pastore e il gigante con la medesima freccia.
Nessuna pietà nelle mani degli dèi.
Nessuna giustizia.

L'arrivo di Thanatos giunse sotto forma di una montagna di pietra.

Un masso scagliato dalla furia di Polifemo oscurò il cielo e pose fine alla mia esistenza mortale. Sangue sulla lava. Urla sul mare. Lacrime di Galatea mescolate alle onde.

La compassione degli dèi, così la chiamano.
Una menzogna.
Un'ora soltanto accanto a Galatea avrebbe avuto più valore di mille eternità.
Al posto di quell'ultimo abbraccio arrivò una metamorfosi. Acqua al posto della carne. Corrente al posto del sangue.
Un fiume destinato a cercare il mare senza mai poter stringere la donna amata.

Maledizioni contro Zeus, contro il destino e soprattutto contro Eros, il più crudele tra gli immortali. Nessun tiranno, nessun mostro e nessuna guerra hanno provocato più dolore del dio che insegna ad amare ciò che non si può possedere.

Il mio fiume scorse per secoli verso il mare. Colate successive dell'Etna finirono per coprirne gran parte del percorso. Acque nascoste, memoria sepolta sotto strati di lava.

Nemmeno Polifemo trovò pace. L'accecamento del suo unico occhio per mano di Ulisse trasformò il terrore della Sicilia orientale in una creatura smarrita. Solitudine, oscurità e rimpianto accompagnarono gli ultimi anni del gigante che aveva creduto di poter conquistare l'amore con la forza.

Galatea rimase.
Sempre.
Vicino alle mie acque, vicino al mio nome, vicino al ricordo di ciò che eravamo stati.
Ancora oggi la mia storia sopravvive nei luoghi che portano il mio nome: Acireale, Aci Castello, Aci Trezza, Aci Catena, Aci Sant'Antonio e Aci Bonaccorsi.

Paesi e città sorti dove un tempo camminava un pastore.
Un uomo può morire sotto una pietra.
Un fiume può sparire sotto la lava.
Un nome può attraversare tremila anni.

L'amore, invece, continua a scorrere. Anche quando non esiste più alcuna acqua capace di raccontarlo.

03/06/2026

Il fenomeno climatico che innalza le temperature e intensifica le precipitazioni ha grandi possibilità di formarsi già questo mese e di durare fino a novembre. E potrebbe essere il più intenso del secolo

Indirizzo

Via Guido Gozzano 2
Catania
95128

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:30
Martedì 09:30 - 17:30
Mercoledì 09:30 - 17:30
Giovedì 09:30 - 17:30
Venerdì 09:30 - 17:30
Sabato 10:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 18:00

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