Il 28 marzo 1898 Paolo Orsi, allora Direttore del Regio Museo Archeologico di Siracusa, comunica al Magnifico Rettore della Regia Università di Catania, di aver donato al nascente Gabinetto universitario di Archeologia, dieci reperti provenienti dagli scavi di Megara Hyblae. Inizia così la storia del Museo di Archeologia dell’Università di Catania. Nel 1915 Orsi è in rapporti con Guido Libertini,
promettente e brillante studioso che frequenta come allievo la Scuola Archeologica Italiana di Atene. Dagli anni ’20 Libertini inizia ad acquistare reperti che andranno poi a formare la collezione odierna del museo. Realizzato grazie al Progetto Catania – Lecce (2003), il museo custodisce antichità risalenti al periodo preistorico e protostorico fino all’età Tardo Antica e Medioevale. Fu il particolare interesse di Libertini per i manufatti antichi centuripini a far sì che oggi possiamo ammirare all’interno dell’ultima sala del museo 78 falsi, prodotti con tale maestria dai falsari di Centuripe (provincia di Enna) da ingannare anche gli esperti. Il museo si trova al piano terra dell’Ottocentesco Palazzo Ingrassia, prima Istituto di Anatomia, oggi sede della sezione Archeologia e Scienze dell'antichità del Dipartimento di Scienze Umanistiche
Il Museo custodisce al suo interno reperti risalenti al periodo preistorico fino all'epoca tardo antica. Nelle cinque sale si possono ammirare, tra i tanti reperti, alcuni pezzi di particolare pregio, ad esempio il modellino di imbarcazione con rematori o il sistro bronzeo, uno strumento musicale che produce un suono argentino quando viene agitato. Una grande pisside (vaso scomponibile) con coperchio a presa scomponibile su cui è rappresentatala cerimonia di consegna dei doni alla novella sposa. Quest’ultima è stata di recente esposta (prestito dell’Università di Catania) nella mostra Sicily. Paul Getty Museum (Getty Villa) di Malibu e al Cleveland Museum of Art, dall’aprile 2013 al gennaio 2014.