26/05/2026
𝗔𝗽𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗼 #7
𝐋𝐚 𝐝𝐚𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐩𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐢
La ‘dama’ di Capestrano, nonostante sia conservata solo in parte, mostra diversi ornamenti: un’𝒂𝒓𝒎𝒊𝒍𝒍𝒂 𝒂𝒍 𝒃𝒓𝒂𝒄𝒄𝒊𝒐, 𝒖𝒏 𝒑𝒆𝒏𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒂 𝒈𝒐𝒄𝒄𝒊𝒂 𝒂𝒍 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒐 𝒆 𝒅𝒖𝒆 𝒇𝒊𝒃𝒖𝒍𝒆 a tre ondulazioni sulle spalle con la funzione di sostenere le spalline della veste.
Le fibule sono entrambe indossate con le ondulazioni rivolte verso l’esterno e la chiusura della staffa alla sommità. Nella fibula di destra, meglio conservata, è anche visibile la terminazione a riccio. In corrispondenza dell’avvolgimento della molla sono invece rappresentati tre pendagli trapezoidali in una fibula e due nell’altra.
𝑳𝒆 𝒇𝒊𝒃𝒖𝒍𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒍’𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊 𝒍𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂: si tratta di uno dei beni più diffusi di tutta l’antichità. In base al tipo, è possibile distinguere la cronologia, il genere del defunto e l’ambito culturale da cui proviene.
Le fibule indossate dalla ‘dama’, a tre ondulazioni, sono ben documentate nel territorio di Capestrano e in generale nell’area vestina occidentale (dunque fra l’altro anche a Caporciano, Fossa e Bazzano) sia in ferro che in bronzo.
Il miglior parallelo per l’abbigliamento della dama è offerto dalla tomba 34 Azzurra di Bazzano, ma questa necropoli documenta anche altri esempi. Qui a fare la differenza fra l’abbigliamento maschile e quello femminile, più che il tipo di fibula, è il modo di indossarla: le fibule a tre ondulazioni a coppie sulle spalle sono indossate solo dalle donne (o dalle bambine sepolte con un abbigliamento da adulte).
Mentre l’abbigliamento del guerriero, con 𝒕𝒐𝒓𝒒𝒖𝒆𝒔, 𝒅𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊-𝒄𝒐𝒓𝒂𝒛𝒛𝒂 𝒆 𝒂𝒓𝒎𝒊𝒍𝒍𝒂, tradisce una provenienza dal sud della regione (zona di Alfedena, Opi, Barrea), la ‘dama’ doveva piuttosto essere del posto, come si deduce proprio dalle fibule e da un altro particolare.
Da quel che si riesce a comprendere, la ‘dama’ doveva indossare alla vita un cinturone. Anche dei 𝒄𝒊𝒏𝒕𝒖𝒓𝒐𝒏𝒊 𝒇𝒆𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒍𝒊 esiste una certa documentazione dalle necropoli abruzzesi. Quelli documentati nell’area di Capestrano (ma diffusi un po’ in tutto l’Abruzzo) sono i cinturoni a pallettoni, ad esempio presenti nella tomba 15 di Capestrano e nella Tomba 34 Azzurra di Bazzano.
Più a sud (ma anche più a nord, nelle Marche e nell’Umbria) sono invece ben documentati i dischi ornamentali che in coppia dovevano ornare gli estremi di una stola (una sorta di fascia di tessuto) fermata alla vita e indossata verticalmente sul davanti. Questo dettaglio dell’abbigliamento sembra contraddistinguere 𝒇𝒊𝒈𝒖𝒓𝒆 𝒇𝒆𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒍𝒊 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒈𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒓𝒖𝒐𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂𝒓𝒊 (probabilmente sacerdotesse).
Nella zona di Capestrano questi dischi sono assenti, ad eccezione di quelli documentati da tombe femminili di Fossa. Per il resto, sembra che la presenza di dischi ornamentali sia alternativa a quella dei cinturoni: la presenza di un ornamento esclude quella dell’altro.
👉 gli 𝗔𝗽𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗼 per ora si concludono qui, ma torneremo presto con altre notizie sui reperti dei Musei Nazionali Archeologici di Chieti!
Continuate a seguirci sulle nostre pagine social 😉
📌 Nei commenti i riferimenti bibliografici e fotografici