Monica Ferri grafologa

Monica Ferri grafologa • Grafologa ai sensi della L. 4/2013
• Grafologa forense - albo CTU Tribunale di Chieti

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_____«Ce qu'il y a de plus profond dans l'homme, c'est la peau.»(Ciò che vi è di più profondo nell'uomo è la pelle.)Fra ...
02/06/2026

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«Ce qu'il y a de plus profond dans l'homme, c'est la peau.»(Ciò che vi è di più profondo nell'uomo è la pelle.)

Fra le frasi più celebri di Paul Valéry, questa continua a conservare una forza particolare.

La profondità può manifestarsi anche solo in ciò che appare: un gesto, una postura, una voce, una traccia lasciata dalla mano.

Fonte:
Paul Valéry, Cahiers (1894-1945), spesso citata nella forma abbreviata: «Le plus profond, c'est la peau.»

_____🌿 A volte un albero sa raccontare ciò che le parole non riescono a dire. 🌿“L’albero racconta di te” è un’esperienza...
27/05/2026

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🌿 A volte un albero sa raccontare ciò che le parole non riescono a dire. 🌿

“L’albero racconta di te” è un’esperienza creativa e condivisa, dove segni, emozioni e immaginazione diventano occasione di scoperta e incontro.

Un modo per mettersi in gioco, conoscersi meglio, ascoltarsi e condividere un tempo autentico con altre persone.

✨ Durante la serata ci saranno momenti esperienziali, un lieto rinfresco finale e una speciale anteprima:
un viaggio tra segni, figure e bellezza in fuga.

📍 KFK Kontrofabbrica – Chieti, zona Civitella
🗓 Domenica 7 giugno – ore 19.00
💫 Contributo libero e consapevole

_____*Quando il gesto si inceppa - dalla danza alla scrittura*Scrive la mano.Scrive il corpo. Il coreografo Rudolf Laban...
26/05/2026

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*Quando il gesto si inceppa - dalla danza alla scrittura*

Scrive la mano.
Scrive il corpo.

Il coreografo Rudolf Laban (1879-1958) aveva individuato quattro grandi fattori del gesto:

- flusso
- spazio
- peso
- tempo.

È sorprendente quanto queste categorie sembrino dialogare con il linguaggio grafico. In fondo, anche la scrittura è movimento organizzato nello spazio.

Il flusso richiama la continuità del tratto: gesto libero o interrotto, spontaneo o trattenuto.
Lo spazio riguarda occupazione del foglio, distanza, respiro grafico.
Il peso rimanda alla pressione, alla forza che si deposita sul segno.
Il tempo parla di ritmo fra accelerazioni, rallentamenti, esitazioni.

Quando questi elementi perdono armonia, il gesto può diventare stentato, contratto, come descritto anche in alcuni studi grafologici. Il tratto rallenta, si irrigidisce, si interrompe, sembra cercare una strada senza trovarla del tutto. È segno di una energia che fatica a fluire.

Per questo la grafologia, in dialogo con studi sul movimento e sul corpo, può osservare la scrittura non come semplice forma, ma come una coreografia minima della persona dove flusso, peso, spazio e tempo lasciano traccia.

______ Dedico questo mio piccolo contributo a Linda Trabucco, amica e collega, per il suo modo silenzioso e autentico di...
25/05/2026

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Dedico questo mio piccolo contributo a Linda Trabucco, amica e collega, per il suo modo silenzioso e autentico di abitare lo studio, e per i tanti stimoli di ricerca che sa donare (e donarmi).

Grazie sempre a La Dolce Vita Magazine ab 🖋️📖❣️

Monica Ferri racconta il volto meno noto di Felix Mendelssohn: musicista, disegnatore, viaggiatore e autore di una grafia colta, rapida e disciplinata.

______*Disegnare a occhi chiusi - il gesto che “crede” di sapere*C’è una pagina straordinaria tratta da "La montagna inc...
19/05/2026

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*Disegnare a occhi chiusi - il gesto che “crede” di sapere*

C’è una pagina straordinaria tratta da "La montagna incantata" di Thomas Mann in cui, in un salotto mondano, gli ospiti si cimentano in un piccolo gioco: disegnare un porcellino a occhi chiusi.

All’inizio accade qualcosa di sorprendente. La mano sembra sapere.

«La sua manona, senza il soccorso degli occhi, tracciava il contorno di un porcellino visto di profilo…»

Il gesto conserva una memoria interna, una traccia motoria che resiste perfino quando viene meno il controllo visivo.
Chi si occupa di grafia lo sa bene, scrivere non è solo vedere, ma ricordare con il corpo.

E Thomas Mann, con la sua ironia sottile, mostra subito il rovescio:

«Pochissimi però avrebbero saputo disegnare un porcellino a occhi aperti, figurarsi tenendoli chiusi!»

Ed esplode il caos fra proporzioni perdute, segni fuori asse, frammenti che non si tengono più insieme, linee che sembrano autonome, quasi “arabeschi indipendenti”.

È un piccolo capolavoro narrativo, ma anche una lezione sul gesto. Non basta credere di possedere una forma perché quella forma sia davvero interiorizzata.

Anche nella scrittura accade qualcosa di simile.
Quando il gesto è profondamente acquisito, conserva una sua coerenza persino nelle difficoltà; quando invece vive di controllo superficiale, tende a disgregarsi.

Fra automatismo e coscienza, fra memoria e vigilanza, la mano dice sempre qualcosa di più di ciò che pensiamo.
E forse Thomas Mann, sorridendo, ce lo ricorda.
La mano sa… ma non sempre quanto crede di sapere.

Fonte:
Thomas Mann, La montagna incantata, Corbaccio, 2014, cap. VII, “Mynheer Peeperkorn (continuazione)”, pp. 548-550 circa.

In foto:
M. C. Escher, Hand with Reflecting Sphere, 1935

16/05/2026
______Con gratitudine e  gioia parteciperemo a questo nuovo incontro del Salotto Arigraf dedicato a Francesco Paolo Tost...
15/05/2026

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Con gratitudine e gioia parteciperemo a questo nuovo incontro del Salotto Arigraf dedicato a Francesco Paolo Tosti, figura nella quale musica, stile e riserbo sembrano intrecciarsi anche nel segno grafico.
Un grazie sincero ad ARIGRAF per l’invito e per la fiducia, ma soprattutto alle compagne di questo percorso di ricerca, Antonella Caggiano e Maria Gabriella Ciaffarinii, con cui il dialogo culturale diventa sempre occasione di confronto e arricchimento umano.
Ogni studio condiviso nasce infatti da sensibilità diverse che si incontrano. Parole, immagini, musica, grafia e memoria costruiscono insieme uno spazio vivo, dove il personaggio lascia lentamente emergere la persona.

Arigraf Associazione Italiana Ricerca Grafologica

________Giuseppe Ferrini, Il bello scrivere, 1902
13/05/2026

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Giuseppe Ferrini, Il bello scrivere, 1902

_____Anton Giulio Bragaglia, La dattilografa, 1911
02/05/2026

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Anton Giulio Bragaglia, La dattilografa, 1911

______Felice di condividere con i giovani un percorso di ricerca tra grafologia e manoscritti di Gabriele d’Annunzio.Un ...
18/04/2026

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Felice di condividere con i giovani un percorso di ricerca tra grafologia e manoscritti di Gabriele d’Annunzio.

Un gesto scritto può ancora raccontare molto.

Indirizzo

Chieti

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