05/09/2026
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*Il mondo, prima di essere spiegato, può essere guardato*
Nel 1658 Jan Amos Comenius pubblica a Norimberga l’Orbis sensualium pictus, letteralmente "il Mondo delle cose sensibili illustrato”, libro destinato all'apprendimento nel quale le cose vengono mostrate attraverso le immagini e, insieme, nominate attraverso le parole. È uno dei testi più affascinanti della storia dell'educazione illustrata.
Comenio costruisce una sorta di piccolo universo visibile. La natura, il corpo umano, gli animali, i mestieri, la scuola, le arti e le immagini diventano uno strumento per conoscere.
Dentro questo mondo fatto di cose da vedere e da nominare, trovano posto anche l'arte della scrittura e l'arte della pittura.
Nella tavola dedicata all’Ars Scriptoria, Comenio ripercorre strumenti e gesti dello scrivere, dalle tavolette cerate e dallo stilo al calamo e alla penna.
Un passaggio latino conserva un'espressione sorprendentemente bella:
«Veteres scribebant in Tabellis ceratis æneo Stilo, cujus parte cuspidata exarabantur literæ, rursum vero obliterabantur planâ. Deinde Literas pingebant subtili Calamo.»
Gli antichi scrivevano sulle tavolette cerate con uno stilo di bronzo; con la punta incidevano le lettere e con la parte piatta le cancellavano. Poi dipingevano le lettere con un sottile calamo.
𝐋𝐢𝐭𝐞𝐫𝐚𝐬 𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐛𝐚𝐧𝐭.
Dipingevano le lettere.
E' proprio in quel verbo, pingere, scrittura e immagine tornano per un istante alla loro antica parentela. La lettera come traccia, la parola come figura, lo scrivere come gesto della mano.
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Fonte: Johannes Amos Comenius, Orbis sensualium pictus, Norimberga, Michael Endter, 1658.
Fonte e immagini digitalizzate dell’edizione del 1658:
https://germanhistory-intersections.org/de/wissen-und-bildung/ghis:image-68.