05/09/2026
✨I bambini ti mostrano quella parte di te che devi ancora educare.
Forse è anche per questo che, in qualche modo, ognuno di noi incontra il bambino di cui ha bisogno.
Ogni bambino arriva con il proprio temperamento, le proprie sfide, i propri doni. E spesso va a toccare esattamente quei punti di noi che credevamo di aver già risolto.
La relazione con lui rende visibile ciò che, dentro di noi, chiede ancora di evolvere.
Il bambino che non accetta subito un no
può mostrarci quanto facciamo fatica a restare saldi senza diventare rigidi.
Ci insegna che mettere un confine non significa controllare l'altro, ma riuscire a rimanere presenti anche davanti alla sua frustrazione.
Il bambino lento, che ha bisogno dei suoi tempi, può mostrarci quanto siamo abituati a correre, ad accelerare, a pretendere che tutto accada secondo i nostri ritmi.
Ci invita a distinguere ciò che è davvero urgente da ciò che siamo noi a rendere urgente. E ci insegna una delle cose più difficili: aspettare senza interve**re.
Il bambino che sbaglia, dimentica, rovescia tutto può portarci faccia a faccia con il nostro rapporto con l'errore.
Con quella voce che pretende, corregge, controlla. E darci l'occasione di chiederci:
sto educando mio figlio o sto reagendo a qualcosa che appartiene alla mia storia?
Essere genitori, insegnanti non è un percorso lineare.
È anche uno specchio.
Il bambino che hai davanti può mostrarti i tuoi automatismi, le tue ferite, i tuoi limiti.
Ma anche possibilità di trasformazione che forse, senza quella relazione, non avresti mai incontrato.
Perché i bambini a volte fanno emergere la paura di perdere il controllo.
La paura di non essere abbastanza.
La paura di sbagliare proprio in ciò che per noi conta di più.
Ed è lì che educare diventa anche un lavoro su di sé.
Ma c'è un'altra parte di questa storia.
Perché mentre loro ci mostrano dove possiamo crescere, noi stiamo contribuendo a costruire il modo in cui impareranno a guardare se stessi.
Siamo il luogo a cui tornano.
La voce che, giorno dopo giorno, contribuisce a diventare la loro voce interiore.
La presenza attraverso cui imparano cosa significa sentirsi accolti, rispettati, amati.
Ed è forse questo il cuore dell'educazione
crescere un bambino mentre, inevitabilmente, quel bambino fa crescere anche noi.
Non abbiamo il bambino “perfetto” per noi.
Abbiamo davanti una persona unica che, nella relazione con noi, ci permette di evolvere.
Noi educhiamo loro. Loro, se lo scegliamo, educano qualcosa in noi.
Laura Mazzarelli
⚜️Vi aspetto, sabato 5 settembre, alla giornata “Educare con la mindfulness: coltivare la presenza per crescere insieme”, tutte le info a questo link: https://www.ilcamminopedagogico.it/webinar/corso-mindfulness-genitori-insegnanti-educatori/