29/05/2026
🌱 SAPPIAMO COME FUNZIONA IL CERVELLO DI UN ESSERE UMANO?
Conoscere il funzionamento del cervello, alla luce degli studi neuroscientifici, è fondamentale per educare bambini e bambine con consapevolezza.
Facendo riferimento alla visione di Paul MacLean del “cervello tripartito”, immaginiamo il nostro cervello come un palazzo a tre piani, in continua comunicazione tra loro. Ogni piano rappresenta una fase evolutiva della nostra specie e del nostro sviluppo individuale:
🧠 1. Cervello Antico – Rettiliano
È il piano più “basso”. È la struttura cerebrale più antica dal punto di vista evolutivo, presente e funzionante fin dalla nascita. Sono quelle aree coinvolte nella regolazione delle funzioni vitali automatiche come il respiro, il battito cardiaco, il sonno, la digestione, l’attivazione corporea e l’orientamento verso ciò che garantisce sopravvivenza e protezione. È qui che risiede il processo della neurocezione, un processo inconscio descritto dalla Teoria Polivagale di Stephen Porges, che ci permette di percepire (e sentire profondamente) se un ambiente o una relazione è sicura o minacciosa.
Questo sistema guida il neonato verso comportamenti di sopravvivenza fondamentali: aggrapparsi, cercare il capezzolo, cercare il volto umano, cercare prossimità e contatto. Tutto per un unico scopo: sentirsi al sicuro.
💓 2. Cervello Emotivo – Sistema Limbico
È il centro delle emozioni e delle relazioni affettive. Alla nascita è già funzionante e si sviluppa nel tempo attraverso l’interazione con l’ambiente circostante. Le emozioni, in questa fase, sono il primo linguaggio del bambino/a: segnalano bisogni, ricercano connessione e presenza, comunicano sensazioni e vissuti profondi.
Quando il bambino riceve presenza, contatto, rassicurazione e risposte emotivamente sintonizzate, il suo sistema nervoso registra esperienze di sicurezza e benessere. È dentro queste esperienze relazionali che lentamente si costruiscono fiducia, autostima, regolazione emotiva e capacità di stare in relazione con l’altro.
🌟 3. Cervello Razionale – Neocorteccia
È il piano superiore, più recente ed evoluto. È coinvolto nelle funzioni cognitive più complesse: pensiero riflessivo e astratto, pianificazione, consapevolezza delle emozioni, capacità di attesa, consapevolezza del tempo, metacognizione.
Alla nascita, la neocorteccia è ancora immatura e inizia ad attivarsi sempre più solo intorno a 8 anni. Raggiunge la sua piena maturazione tra i 23 e i 25 anni.
Per questo nei primi anni di vita il bambino e la bambina possono comprendere una regola ma non riuscire ancora a regolare comportamenti ed emozioni intense.
🌱 Alla luce di questa organizzazione cerebrale, è facile comprendere quanto sia importante, nella fascia 06 anni, educare in contesti che accendono la sensazione di sicurezza.
Ciò significa:
• creare relazioni accoglienti, sicure, prevedibili che portano con sé pochi e coerenti no/limiti;
• offrire contatto affettivo, ascolto autentico e attenzione ai bisogni;
• adottare una comunicazione empatica e non giudicante;
• accogliere tutte le emozioni e porsi come co-regolatori della intensità del bambino;
• osservare senza invadere, accompagnare senza forzare, accogliere senza controllare ed esercitare potere.
💡 Cosa non aspettarsi da un bambino/a 06 anni:
❌ Un pieno controllo razionale delle emozioni e dei comportamenti.
❌ La capacità di “pensare a ciò che si è fatto” quando il sistema emotivo è ancora profondamente attivato.
❌ Comportamenti intenzionalmente manipolativi o “maligni”.
❌ Una comprensione matura del tempo e delle conseguenze a lungo termine.
E noi, specialmente da alcuni bambini e bambine, ultrasensibili e spesso con un linguaggio “forbito” e un potenziale intellettivo ricco, pretendiamo tanto ed alziamo continuamente l’asticella delle aspettative.
Per questo i bambini e le bambine non hanno bisogno di adulti che pretendano competenze ancora immature, ma di presenze attente capaci di accompagnare, ascoltare bisogni, contenere e co-regolare nel rispetto dello sviluppo cerebrale.
Atelier della Pedagogista