31/05/2026
L’Almanacco civitavecchiese di Enrico Ciancarini.
2 giugno: una corona di fiori per la tomba di Brunetto Brunetti.
Dedicato a mio suocero Giovanni Conti, maresciallo maggiore dell’Arma.
Fra pochi giorni si celebreranno in tutto il Paese gli ottanta anni del referendum costituzionale che rese l’Italia una repubblica e l’elezione dell’Assemblea costituente.
A Civitavecchia vinse largamente la Repubblica con 13.145 voti, pari al 68,65% dei votanti mentre la Monarchia raccolse 6.004 voti, pari al 31,35%. Votarono 19.924 donne e uomini di Civitavecchia, su un totale di iscritti alle liste di 22.670 elettori. Ci furono 620 schede bianche e 155 schede non valide. I voti a Civitavecchia per l’Assemblea costituente che redasse la nostra Costituzione furono cosi ripartiti: PCI 4.979 voti (26,94%); PSIUP 4.910 voti (26,57%); DC 4.205 voti (22,75%); PRI 1.596 voti (8,64%); Uomo Qualunque 907 voti (4,91%); seguono altre liste.
Questi i dati elettorali di quella giornata storica che vide donne e uomini, finalmente liberi dalla dittatura fascista, scegliere il proprio destino, il proprio governo.
A garantire la libertà di voto furono le forze armate, la Pubblica sicurezza ma soprattutto l’Arma dei Carabinieri che ieri, come oggi, è diffusa in tutti i paesi e le città della Pen*sola.
A comandarli in quei giorni decisivi per la democrazia in Italia c’era il generale Brunetto Brunetti (Pesaro 1887 – Roma 1947) che aveva assunto il comando dell’Arma il 7 marzo 1945 per tenerlo fino alla morte avvenuta il 5 aprile 1947.
Egli è sepolto nel nostro Cimitero monumentale. Non ne conosco i motivi, forse per qualche periodo fu assegnato alla Scuola di Artiglieria che aveva sede nella nostra città nell’ambito delle Scuole centrali militari che fino alla Seconda guerra mondiale furono elemento di sviluppo culturale ed economico per Civitavecchia.
Il generale Brunetti il 10 maggio 1946 emise una circolare destinata a tutti i Comandi dell’Arma:
“Apolitici per tendenza e per tradizione, fedeli al loro patrimonio morale che si ricollega ai fasti del Risorgimento italiano, autentici figli del popolo preposti alla tutela delle leggi e dei cittadini ed al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, tutti i componenti dell’Arma, dai capi ai più modesti gregari, daranno in quell’occasione nuova tangibile prova della loro lealtà e del rispetto da essi sempre vivamente e profondamente sentito per la giustizia, la sovranità e la volontà popolare.
È loro preciso inequivocabile dovere e sacro impegno d’onore rispettare e far rispettare nell’adempimento dei doveri del loro stato il risultato del referendum istituzionale e le relative decisioni dell’Assemblea Costituente … ho piena fiducia che il popolo italiano, nella rinata coscienza della sua sovranità e maturità politica, ritroverà in ogni evenienza l’Arma al suo fianco come prima e come sempre: BENEMERITA!”
Sarebbe bello che il 2 giugno, l’Amministrazione comunale o la sezione civitavecchiese dell’Associazione Nazionale Carabinieri ANC ricordino con un omaggio floreale posto sulla sua tomba, il generale Brunetto Brunetti, protagonista di quel 2 giugno 1946 come custode dell’ordine pubblico e primo comandante generale dei Carabinieri della Repubblica Italiana.