Museo D'arte Orientale - Collezione Mazzocchi

Museo D'arte Orientale - Collezione Mazzocchi La collezione Mazzocchi consta in armature, armi, lacche, avori, ceramiche, fotografie e bronzi.

03/06/2026

🫟 Laboratori didattici!

Yūgen: l’incanto sottile del Giappone
Tra segni e stampe 👘✨🐲

🗓️ Domenica 14 giugno 2026, ore 16:00 - 17:30
👫 6-11 anni, 10 posti

📩 L'attività è gratuita, con prenotazione obbligatoria scrivendo una e-mail all'indirizzo: [email protected] e sarà da ritenersi valida solo dopo aver ricevuto una risposta di conferma.

Cultura Crema
Turismo Crema
Winifred Centro di Innovazione Culturale Crema ⛩️⛩️🪭🎎🎎🎎🎎

30/05/2026
21/05/2026

Diretta con Susanna Marino su evoluzione tipologia e arte del kimono

07/05/2026
🎤 Abbiamo intervistato l'autrice Antonella Aricó per parlare del suo libro 𝙄𝙡 𝙂𝙞𝙖𝙥𝙥𝙤𝙣𝙞𝙨𝙢𝙤 𝙞𝙣 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖 𝙣𝙚𝙞 𝙢𝙖𝙣𝙞𝙛𝙚𝙨𝙩𝙞 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞...
04/05/2026

🎤 Abbiamo intervistato l'autrice Antonella Aricó per parlare del suo libro 𝙄𝙡 𝙂𝙞𝙖𝙥𝙥𝙤𝙣𝙞𝙨𝙢𝙤 𝙞𝙣 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖 𝙣𝙚𝙞 𝙢𝙖𝙣𝙞𝙛𝙚𝙨𝙩𝙞 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙞𝙩𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝘽𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙀́𝙥𝙤𝙦𝙪𝙚.

Antonella racconta di come si è avvicinata all'arte giapponese, da dove proviene l'idea di questa pubblicazione, la fase più complessa del processo di ricerca e di scrittura....
𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮𝗻𝗲𝗱𝗱𝗼𝘁𝗼.

👉 𝒄𝒍𝒊𝒄𝒄𝒂 𝒔𝒖𝒍 𝒍𝒊𝒏𝒌 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒍'𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒕𝒂 https://maomazzocchi.altervista.org/intervista-allautrice-antonella-arico/

📖 Presentiamo 𝑰𝒍 𝑮𝒊𝒂𝒑𝒑𝒐𝒏𝒊𝒔𝒎𝒐 𝒊𝒏 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒊 𝒎𝒂𝒏𝒊𝒇𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑩𝒆𝒍𝒍𝒆 𝑬́𝒑𝒐𝒒𝒖𝒆 la prima pubblicazione edita da Mn...
30/04/2026

📖 Presentiamo 𝑰𝒍 𝑮𝒊𝒂𝒑𝒑𝒐𝒏𝒊𝒔𝒎𝒐 𝒊𝒏 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒊 𝒎𝒂𝒏𝒊𝒇𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑩𝒆𝒍𝒍𝒆 𝑬́𝒑𝒐𝒒𝒖𝒆 la prima pubblicazione edita da Mnemosyne edizioni e realizzata dall'autrice Antonella Aricó.

La prefazione è a cura del direttore Paolo Linetti - 4 Chiacchiere sull'Arte, ed anche il Museo Mazzocchi ha avuto il piacere di contribuire.

👉 𝐍𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐀𝐦𝐚𝐳𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫 𝐥'𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨

La pubblicazione Il Giapponismo in Italia nei manifesti pubblicitari della Belle Époque, dell'autrice Antonella Aricò, Mnemosyne edizioni

02/04/2026
03/02/2026

🗾Secondo me non lo conoscete Enrico Carlo Luigi Giorgio di Borbone-Parma. Si tratta del figlio minore di Carlo III, Duca di Parma (altro sovrano assassinato da un anarchico nel 1854) e fratello più giovane di Roberto I, l'ultimo Duca regnante di Parma prima dell'Unità d'Italia. Enrico però è soprattutto un instancabile viaggiatore e un grande appassionato del Giappone.

Tra il 1887 e il 1889 compie un lungo viaggio in Estremo Oriente (Sumatra, Cina, Giappone), rimanendo affascinato dalla cultura nipponica. E torna con un numero mostruoso di oggetti preziosi. Parliamo di migliaia di armi, dipinti, porcellane,e tutto quello che può venirvi in mente. Una collezione straordinaria che dona allo Stato italiano e che diventa il nucleo fondante del Museo d’Arte Orientale di Venezia (che rimane uno dei più importanti al mondo per l’arte Edo giapponese).

A condividere la sua passione c'è l'amatissima moglie Aldegonda di Braganza, che ha sposato in seconde nozze dopo la morte della prima moglie appena diciannovenne. Rimangono sposati per oltre trent'anni, colpiti dal dolore di nove aborti spontanei su nove gravidanze. Forse non hanno lasciato eredi, ma hanno dato in eredità al nostro paese un pezzo di Giappone.

qui sotto lo vediamo in un dipinto nelle vesti di un samurai nel 1887.

01/02/2026

Sabato 21 febbraio 2026
Ore 16.30
Pinacoteca Museo Civico di Crema e del Cremasco

La poetica del Mondo Fluttuante. L’Ukiyo e i suoi pilastri
con Paolo Linetti

nell’ambito della mostra Ver Sacrum e la grafica della Secessione Viennese

La scoperta della grafica e dell’artigianato giapponese fu seminale per la Secessione viennese, ispirata dal sintetismo e dalla perfezione estetica a partire dalle più semplici forme di oggetti di uso quotidiano, fino alla xilografia policroma.

Per sottolineare questo forte legame, in mostra sono esposte opere provenienti dal Museo d’Arte Orientale, Collezione Mazzocchi, di Coccaglio, il cui direttore, Paolo Linetti, propone per l’occasione un approfondimento nella poetica del Mondo Fluttuante.

Una filosofia che nacque nel xvii secolo grazie alla cultura borghese in contrasto con la filosofia buddista dell’Ukiyo (con la stessa fonetica, ma scritta con ideogrammi differenti) che invece invitava a uno stato di atarassia e imperturbabilità. L’Ukiyo è la poesia che si cela all’interno di un piccolo fiore, parla con un suono distante di una campana, è lo stupore malinconico suscitato da una pioggia di petali, il calore e il profumo di tazza di tè. La filosofia dell’Ukiyo è l’invito a godere dei piccoli piaceri quotidiani che in quanto effimeri non torneranno più. Essa si è manifestata nella poesia, nell’arte, nel teatro, nella musica e nella letteratura.

Ingresso gratuito. Consigliata la prenotazione via e-mail [email protected]
Informazioni: 0373 894481 – 0373 894488

Indirizzo

Via Madre Teresa Di Calcutta, 2
Coccaglio
25030

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