Associazione Nazionale Volontari di Guerra - Federazione di COMO

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Associazione Nazionale Volontari di Guerra -  Federazione di COMO Associazione Nazionale Volontari di Guerra - Federazione provinciale "Francesco Anzani"

Attraverso questa pagina, potrete rimanere aggiornati sulle attività e iniziative organizzate dalla nostra Associazione, o alle quali essa collabora. In generale, questa pagina intende costituire un omaggio ai volontari di guerra italiani e a quelli provenienti dalla provincia di Como in particolare, così come uno strumento per mantenere viva la memoria delle tradizioni militari italiane.

04/04/2026

ADRIANO AUGUADRI nacque a Como il 19 marzo 1897 da Paolo e Maria Corti. Venne al mondo nel cuore della città, in una casa della popolosa e popolare via Bernardino Luini e crebbe in una famiglia di antico e pretto stampo comasco, comportandosi come tutti gli altri ragazzi della sua età, giocando e studiando, ma distin¬guendosi presto in quel sano e leale spirito combattivo che lo avreb¬be portato, incanalato verso un nobile ideale e con slancio e ardore crescenti, all'offerta di tutto se stesso.
Nel 1915 era un ragazzo diciottenne. Ebbene, proprio in quell'anno, e precisamente nello storico giorno del 24 maggio, il volontario di guerra Adriano Auguadri giungeva a quello che sarebbe stato il Reggimento delle sue glorie, il 5° Alpini. Era soldato semplice, ma non inesperto, perché aveva già compiuto molte esercitazioni di addestramento alla guerra di montagna nel Corpo Nazionale Volontari Alpini, Comitato di Como.
Due giorni dopo, il nostro ragazzo era col Battaglione "Morbegno" in territorio di guerra. Nominato sotto tenente di complemento all'inizio del 1917, fu promosso tenente nello stesso anno.
Nel 1935, da civile, ebbe il grado di capitano e chiese 1'arruolamento per la guerra d'Africa. Non poté tuttavia partire. Venne richiamato alle armi il 15 settembre 1939 e destinato alla Frontiera alpina occidentale, dove partecipò alle operazioni di guerra del giugno 1940 con la 509a Compagnia Mitraglieri.
In Albania giunse il 28 dicembre 1940. Poco più di tre mesi dopo, il 4 aprile 1941, il suo spirito ascendeva dalle vette del Guri i Topit verso le eccelse sommità che si conquistano solo dopo l'estremo sacrificio. Lo seguivano a schiere le anime di tanti Alpini, gli stavano al fianco gli uomini della sua 44a Compagnia del "Morbegno". Sul terreno maciullato dalla battaglia restavano, a testimoniare l'eroismo italiano di quella tremenda giornata, tanti corpi dilaniati: il suo era straziato da molte ferite e mancava di una gamba.
Ad uno dei suoi figli migliori la Città di Como ha intitolato una via nel centro cittadino.

Per meglio capire il calibro di questo Eroe che tutto diede alla Patria fino al sacrificio supremo riportiamo in ordine cronologico le motivazioni delle decorazioni concesse al valor militare.

Medaglia di bronzo
“Comandante di una pattuglia di arditi, durante l’attacco di formidabile posizione nemica compié con mirabile slancio e ardire una scalata di difficilissima parete rocciosa, vincendo per primo gravi difficoltà tattiche e alpinistiche e concorrendo validamente alla conquista della posizione”.
C***o di Cavento, 15 giugno 1917.

Medaglia d’argento sul campo
“Costante esempio di sprezzo del pericolo, di ferrea energia, di intelligente iniziativa, attaccava brillantemente e conquistava una importante posizione nemica. Con tre soldati intimava la resa a un centinaio di nemici, ammassati in un ricovero, e li catturava”.
Passo Presena, 25-26 maggio 1918

Encomio solenne
“Con pochi uomini nel cuor dell'inverno, superando gravissime difficoltà di terreno in zona eminentemente alpestre, compié al seguito di un altro ufficiale, coadiuvandolo efficacemente, una ardita e brillante ricognizione durante 34 ore, riuscendo a raccogliere utilissime informazioni del nemico”.
30 maggio 1918


Medaglia di bronzo sul campo
“Dopo una difficilissima scalata di pareti quasi a picco compiuta sotto il fuoco delle mitragliatrici ed il lancio di bombe a mano nemiche, rimaneva per 16 ore consecutive col proprio plotone di arditi sotto le persistenti offese dell'avversario, incoraggiando i suoi uomini ad attendere la notte per attaccarne le forti posizioni, e si spingeva, da solo, più volte in ricognizione fin sotto i reticolati nemici, esempio di calma, di ardimento e di alto sentimento del dovere”.
Monte Stabel, Menecigala (Trentina), 19 luglio 1918

Croce di guerra
“Per le prove di ardire e tenacia date in un tentativo di sorpresa su posizioni nemiche, nel quale rimase anche ferito”.
P.so Matterot-Cima Menecigolo (Adamello), 13 agosto 1918

Medaglia d’argento sul campo
“Valoroso combattente della Grande guerra, più volte decorato, sapeva infondere alla propria Compagnia il suo grande entusiasmo e la sua fede. Con ardimento e sprezzo del pericolo trascinava i suoi alpini, con la parola e con l'esempio, alla conquista di una importante posizione, mettendo in atto il piano studiato in precedenti ardite ricognizioni notturne. Esempio di eroismo, di passione e di capacità di comando”.
Quota 926 (Zona Sqimari), 24 gennaio 1941

Medaglia d’argento sul campo
“Comandante di reparto alpino incaricato di eseguire un ardito colpo di mano notturno contro un'importante ed innevata posizione nemica fortemente presidiata e dotata di numerose armi automatiche, portava i propri uomini sul tergo del dispositivo avversario con un'audace, rischiosa e faticosa marcia di circa tre ore. Si gettava quindi arditamente e di sorpresa per primo, animando i propri alpini con l'esempio e con la parola, sul presidio nemico riuscendo ad annientarlo, infliggendogli gravissime perdite in morti e feriti e catturando numerosi prigionieri, mitragliatrici, fucili ed altro materiale bellico vario. Magnifico esèmpio di freddo e meditato ardimento, di coraggio, di sprezzo del pericolo, rinnovava così le prove già date in precedenti azioni di brillante capo guerriero trascinatore dei propri uomini”.
Monte Guri i Topit (Quota 2110), 9 marzo 1941

Medaglia d’oro
“Più volte decorato al valore, ripetutamente e brillantemente distintosi durante il conflitto italo-greco in ardimentose azioni per le quali si era sempre volontariamente offerto, sosteneva fermamente, alla testa della sua compagnia, un violentissimo attacco nemico preparato ed appoggiato da intenso e prolungato fuoco di artiglieria e mortai. Nell'epica difesa della posizione affidata all'onore del suo reparto, cadutigli attorno i suoi ufficiali e gran parte degli alpini, ferito egli stesso più volte, rimaneva imperterrito al suo posto di combattimento, tenacemente reagendo e causando all'avversario perdite gravissime. Nel percorrere la sconvolta posizione, per incuorare i suoi dipendenti allo sforzo estremo, incontrava morte gloriosa. magnifica ed eroica figura di alpino, fulgido esempio delle più alte e nobili tradizioni e virtù guerriere di nostra gente”.
Monte Guri i Topit (Fronte Greco), 4 aprile 1941-XIX

Queste brevi note sull’eroica figura del Capitano Auguadri Adriano siano di esempio e di stimolo per i giovani cuori affinché apprendano il significato di Patria, Fede ed Onore.

16/10/2025

Oggi è andata avanti la signora Maresa Baldi.
La nostra Federazione abbruna il labaro nel ricordo di una Donna, di una Italiana, speciale.
Per anni, con la collaborazione di Carlo Massey e di Lidia Baldrati, ha permesso alla nostra Federazione di sopravvivere mantenendo aperta la storica sede di piazza Medaglie d’Oro.
Buon viaggio e grazie per l’amor di patria che hai insegnato a tanti giovani

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Como
22100

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