Museo Carabinieri Reali

Museo Carabinieri Reali Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Museo Carabinieri Reali, Museo, A richiesta, Conegliano.

In tutti questi anni di apertura del museo abbiamo sempre cercato il modo migliore per accogliere i nostri visitatori, c...
27/05/2026

In tutti questi anni di apertura del museo abbiamo sempre cercato il modo migliore per accogliere i nostri visitatori, curando ogni dettaglio dell’esperienza. Tra i tanti tentativi fatti nel tempo, abbiamo provato diverse fragranze e profumi, spesso sintetici e legati ai prodotti più disparati.

Poi abbiamo scoperto il profumo di Pino Cirmolo delle Dolomiti… e abbiamo capito subito che era quello giusto per noi.

La nostra esposizione si trova immersa tra i boschi e i vigneti delle Prealpi Trevigiane, in un territorio straordinario riconosciuto come patrimonio UNESCO. Un ambiente unico, autentico, ricco di natura e tradizione, ci è sembrato naturale offrire ai nostri ospiti una fragranza capace di richiamare proprio queste sensazioni.

Il profumo del Cirmolo accompagna oggi la visita con note delicate e avvolgenti, regalando un’esperienza ancora più immersiva e legata al nostro territorio.

Un sentito grazie a Dolomiti Italia per la consulenza, vicinanza e il supporto in queste forniture, che contribuiscono a rendere ancora più speciale l’accoglienza del museo.

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…per chi ci conosce da poco e per i ritardatari della dichiarazione dei redditi.E comunque per tutti : grazie www.museo...
25/05/2026

…per chi ci conosce da poco e per i ritardatari della dichiarazione dei redditi.

E comunque per tutti : grazie

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Nel silenzio della caserma di provincia, il brigadiere dei Carabinieri Reali Luigi Romanelli lucidava i bottoni della di...
17/05/2026

Nel silenzio della caserma di provincia, il brigadiere dei Carabinieri Reali Luigi Romanelli lucidava i bottoni della divisa come ogni sera.

Sul tavolo di legno consumato c’erano un panno nero, il lucido per ottone e la vecchia stecca.
Era liscia ai bordi, scurita dal tempo e dall’uso di generazioni di carabinieri.
Luigi la custodiva nel cassetto come fosse un oggetto prezioso.

Diceva sempre che un bottone opaco raccontava un uomo distratto.
E lui, distratto, non lo era mai stato.
Infilava con calma la stecca dietro ogni bottone della giubba.
Poi strofinava con pazienza fino a vedere brillare il metallo come argento vivo.
Il profumo acre del lucido riempiva la stanza.

Fuori, nella piazza, l’orologio del municipio batteva le dieci.
Il giovane appuntato Rossi osservava quel rituale in silenzio.
«Brigadiere, ma perché perdere tutto questo tempo?» chiese piano.
Lui sorrise senza alzare lo sguardo.
«Perché la divisa parla prima di noi.»
Rossi rimase zitto mentre il vecchio brigadiere continuava il lavoro.
Ogni gesto sembrava preciso come una cerimonia.

La stecca passava da un bottone all’altro senza sporcare il tessuto nero.
Era un piccolo pezzo di legno, eppure custodiva disciplina, memoria e orgoglio.
Quando ebbe finito, Romanelli guardò la giubba brillare sotto la lampada gialla.
Poi ripose la stecca nel cassetto, lentamente, come si fa con le cose importanti.

La “stecca” è uno dei doni che offriamo ai visitatori del Museo dei Carabinieri
Reali. Non è soltanto un simbolo, ma un ricordo concreto da portare a casa, capace di custodire la memoria della visita e dei valori della nostra storia.
Un piccolo oggetto che rappresenta tradizione, appartenenza e memoria storica.

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Visita istituzionale e culturale questa mattina al Museo dei Carabinieri Reali, che ha accolto due ospiti particolarment...
16/05/2026

Visita istituzionale e culturale questa mattina al Museo dei Carabinieri Reali, che ha accolto due ospiti particolarmente attenti ai temi della memoria storica e della valorizzazione del territorio: Matteo Bernardel, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Nervesa della Battaglia, e Boris Mascia, presidente della sezione Veneto degli Ex Allievi della Nunziatella.

L’incontro si è svolto in un clima di grande interesse e partecipazione, offrendo l’occasione per approfondire il patrimonio custodito dal museo e il valore della tradizione storica legata all’Arma e alle istituzioni militari italiane.

La visita ha rappresentato anche un importante momento di confronto culturale, nel quale sono emerse sensibilità comuni verso la tutela della memoria, la promozione della storia locale e il ruolo educativo dei luoghi della cultura.

Accogliere ospiti preparati e competenti come Bernardel e Mascia costituisce sempre motivo di soddisfazione e conferma l’interesse crescente verso realtà museali capaci di tramandare valori, identità e testimonianze del passato alle nuove generazioni.

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In questi giorni abbiamo dato inizio a una nuova e toccante ricerca storica: quella degli eredi di tre militari dell’Arm...
13/05/2026

In questi giorni abbiamo dato inizio a una nuova e toccante ricerca storica: quella degli eredi di tre militari dell’Arma dei Carabinieri Reali che, nel tragico settembre del 1943, si trovarono a Cefalonia aggregati alla valorosa Divisione Acqui.

Tre uomini, tre storie, tre destini accomunati dalla medesima tragedia. Negli ultimi giorni di agosto di quell’anno ciascuno di loro riuscì a inviare una missiva ai propri cari, poche righe, spesso semplici e affettuose, scritte senza sapere che sarebbero diventate le ultime testimonianze della loro vita. Di lì a poco, infatti, l’eccidio perpetrato dalle truppe naziste avrebbe travolto migliaia di soldati italiani, consegnando alla storia una delle pagine più dolorose della Seconda guerra mondiale.

Quelle lettere, sopravvissute al tempo, oggi rappresentano molto più di semplici documenti: sono voci che tornano dal passato, frammenti di umanità capaci ancora di emozionare e di far riflettere. Attraverso questa ricerca desideriamo ricordare quei tre Carabinieri, cercando di raggiungere i loro discendenti e di consegnargli quelle lettere al loro mai arrivate.

Questa nuova ricerca ci riporta inevitabilmente alla mente un’altra importante vicenda che, due anni fa, riuscimmo a portare a termine con grande emozione e soddisfazione. Anche allora, grazie alla collaborazione di numerosi Comandanti di Stazioni dell’Arma, sensibili alla memoria storica, fu possibile rintracciare i familiari dei protagonisti di una storia rimasta nell’ombra per decenni. Un risultato che dimostrò quanto sia ancora vivo il desiderio di custodire e condividere il ricordo dei nostri caduti.

Con lo stesso spirito affrontiamo oggi questa nuova sfida, certi che la memoria storica non appartenga soltanto agli archivi, ma soprattutto alle persone, alle famiglie e alle comunità che continuano a riconoscersi in quei valori di coraggio, sacrificio e appartenenza.

Sulla home page del sito www.collezioneantoniazzi.it  sono disponibili tutti gli approfondimenti e i servizi televisivi e giornalistici dedicati a quella nostra ricerca a lieto fine ad Amelia.

07/05/2026
Oggi siamo stati orgogliosi di ospitare un visitatore di eccezione, il Generale Antonio Federico Cornacchia alias Airone...
06/05/2026

Oggi siamo stati orgogliosi di ospitare un visitatore di eccezione, il Generale Antonio Federico Cornacchia alias Airone 1, forse il poliziotto italiano più famoso della seconda metà degli anni Settanta: fu lui ad arrestare Renato Vallanzasca e ad aprire per primo il bagagliaio di una Renault 4 in via Catani, trovando il corpo di Aldo Moro. O a scoprire i covi delle BR e dell'Anonima Sarda.

Airone 1 è il nome urlato ogni giorno in una radiolina di un'alfetta bianca, direttamente dal cuore dei '70 dei massacri e delle stragi, delle connivenze e degli spari, di Moro e di Pecorelli, di Dalla Chiesa e della Magliana, di Paul Getty e di Cossiga, delle commissioni parlamentari e dei governi balneari, del compromesso e dei servizi segreti.

Dopo che il Nucleo Investigativo si trasformò in Reparto Operativo, il Colonnello Cornacchia ebbe il suo da fare con casi di cronaca di rilevanza nazionale, come il delitto del Circeo, la banda della Magliana; quindi fu lui a scovare in una mansarda il funambolico Vallanzasca.

Intrepido servitore dello Stato, Cornacchia ha subito vari attentati (fra cui l'invio di tre bombe a mano mentre era nel suo Ufficio), da cui è sempre miracolosamente uscito illeso.
Le minacce da parte delle Brigate Rosse, che seguono l'omicidio del suo amico-collega Antonio Varisco, lo hanno costretto ad un esilio forzato di oltre un anno.

Nel 1981 è tornato a Roma per assumere un prestigioso incarico al Sismi, (Servizio Segreto militare), presso la Divisione Controspionaggio.
Antonio Cornacchia è attualmente Ispettore Regionale dell'Associazione Nazionale Carabinieri dell'Umbria

Presenti alla visita, il Generale Ciro Niglio, il Maresciallo Ennio Fabiani e il Tenente Giancarlo Da Ros, presidente della locale sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

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Due giornate speciali tra storia, amicizia e memoriaCi sono incontri che lasciano il segno, e altri che diventano parte ...
03/05/2026

Due giornate speciali tra storia, amicizia e memoria

Ci sono incontri che lasciano il segno, e altri che diventano parte viva della memoria di un luogo. Le due giornate trascorse insieme a Stefano, Cristina e Rachele rientrano senza dubbio in questa seconda categoria: momenti ricchi di passione, condivisione e autentico spirito di amicizia.

Stefano, grande appassionato della storia dell'Arma dei Carabinieri Reali, ha portato con sé non solo la sua competenza, ma anche un entusiasmo contagioso. Le ore trascorse tra confronti e riflessioni sulle rispettive collezioni si sono trasformate in un'occasione preziosa di crescita reciproca, fatta di consigli, racconti e approfondimenti che solo chi coltiva una passione autentica può comprendere fino in fondo.

A rendere queste giornate ancora più significative è stato il dono speciale che Stefano ha voluto portaci : un fregio risalente alle prime forme di associazionismo tra reduci dei
Carabinieri Reali, databile alla fine dell'Ottocento. Un oggetto di grande valore storico e simbolico, capace di raccontare non solo un'epoca, ma anche il senso di appartenenza e di continuità che lega generazioni diverse.

Accanto a questo gesto, non è mancato un momento dedicato alle nuove generazioni. Anche Rachele, come tutti i ragazzi che in questo periodo hanno visitato il museo, ha ricevuto il fumetto "Salvo D'Acquisto", testimonianza concreta della preziosa collaborazione con gli autori, i colleghi Roberto Lai e Filippo Tomassi gia’ del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma.
Un'iniziativa che unisce divulgazione e memoria, avvicinando i più giovani a figure fondamentali della nostra storia.

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La collezione di cimeli dei CarabinieriReali suscita forti emozioni, per il valore umano e storico che racchiude.Tuttavi...
01/05/2026

La collezione di cimeli dei Carabinieri
Reali suscita forti emozioni, per il valore umano e storico che racchiude.

Tuttavia, esistono anche collezioni minori ma non meno importanti, come quella dedicata alla figura del carabiniere vista attraverso lo sguardo degli artigiani italiani custodita in una nostra vetrina dedicata.

In gran parte pugliesi, ma provenienti anche da diverse regioni della pen*sola, questi artisti danno vita a opere che rappresentano un autentico tripudio di amore per l'Arma dei Carabinieri. Creazioni che, per dolcezza, creatività, ricchezza cromatica e passione di chi le ha realizzate, riescono anch'esse a trasmettere intense emozioni.

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….ricordo di un 30 aprile del 1848 La carica di PastrengoA poco più di un mese dall'inizio della Prima guerra d'indipend...
30/04/2026

….ricordo di un 30 aprile del 1848
La carica di Pastrengo

A poco più di un mese dall'inizio della Prima guerra d'indipendenza, la battaglia di Pastrengo fu segnata da un gesto decisivo. Il re Carlo Alberto di Savoia si trovava in grave pericolo sotto il fuoco dei tiratori tirolesi, quando il maggiore Alessandro Negri di Sanfront guidò gli squadroni dei Carabinieri in una carica improvvisa e travolgente.
L'azione costrinse il nemico alla ritirata, salvando il sovrano.

Per quel coraggio, nel 1909 la bandiera della Legione Allievi dei Carabinieri fu decorata con la Medaglia d'Argento al Valor Militare.

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A Richiesta
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31015

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