10/04/2026
Atchugarry paragona le sue sculture alle piante che cercano la luce, proiettandosi istintivamente verso l'alto. Cita l'esempio dei rami e delle foglie degli alberi, che anche quando la foresta sembra soffocarne il respiro riescono a raggiungere la luce, accarezzando l'aria. Così l'artista scava dentro le vene del marmo, via via eliminando zavorra inutile allo slancio, al respiro. Si tratta di un respiro filosofico e spirituale, e in questo senso le grandi dimensioni che molto spesso caratterizzano le sue opere sono molto significative. Ci ricordano di guardare in alto, di non dimenticarci che la nostra vita è un passaggio sulla terra, che possiamo pensare e agire in modo più libero se siamo consci del rispetto che dobbiamo nutrire per la Terra e per noi stessi, per la nostra sacra natura. Atchugarry rimuove la materia così come rimuove le sovrastrutture culturali dentro di sé, in un continuo esercizio di auto-mantenimento, di ricalibrazione dell'equilibrio che lo lega alla natura. (Luca Bochicchio)
📅 28 marzo - 2 maggio 2026
📍 Sala “R. Falchi”, Palazzo del Parco, Diano Marina (IM)
⏰ Apertura tutti i giorni 16:00 – 19:00 (domenica su appuntamento)
[Nella foto: Pablo Atchugarry - Senza titolo (2015) - Marmo statuario di Carrara - cm 45x14x14]