06/11/2025
IL TEMPO DEL PIACERE
Ho elaborato un concetto che utilizzo sempre quando parlo di oleoturismo ed esperienze enogastronomiche: “Il Tempo del Piacere”.
Quando un turista acquista una bottiglia di vino durante un viaggio e la porta a casa, quel ricordo condiviso dura, nella migliore delle ipotesi, il tempo di una sola cena con amici o familiari. Tanto impegno del territorio, del produttore e della destinazione… per pochi minuti di racconto.
Con una distilleria va già meglio: una buona bottiglia di whisky accompagna più serate, offre più occasioni per parlare del luogo visitato, del produttore conosciuto, dell’esperienza vissuta. Il “tempo del piacere condiviso” si allunga.
Ma è con l’olio extravergine di oliva che questo meccanismo esprime il suo massimo potenziale.
Dopo una visita in frantoio, una degustazione guidata e l’acquisto di alcune bottiglie, il turista porta a casa un prodotto che userà decine di volte nella quotidianità: a colazione, a pranzo, a cena, con ospiti diversi, in contesti diversi.
Ogni apertura della bottiglia diventa una micro-narrazione del viaggio: si racconta il territorio, il produttore, il museo, l’esperienza.
Questo significa una cosa molto semplice ma strategica:
L’olio extravergine non è solo un souvenir gastronomico, è un moltiplicatore del ricordo e della reputazione della destinazione.
Più lungo è il Tempo del Piacere, più a lungo il territorio resta vivo nella mente (e nelle conversazioni) delle persone.
Per chi si occupa di turismo, DMO, hospitality e marketing territoriale, investire sull’oleoturismo di qualità non è una moda: è una leva concreta per prolungare nel tempo la relazione tra viaggiatore e destinazione.
Cosa ne pensate?