Galleria d'arte Lacerba

Galleria d'arte Lacerba Galleria d'arte contemporanea. la galleria d'arte Lacerba, e' stata fondata nel 1986 dall'artista Alfredo Pini.

Iil nome deriva dalla rivista futurista del primi anni del '900 appunto "lacerba" che fu la prima rivista italiana ad occuparsi di arte.La galleria vanta al suo attivo l'rganizzazione di numerose mostre di alcuni tra i piu' importanti artisti contemporanei quali Schifano, Galliani, Pozzati, Ceccobelli, Chiari ecc. Da sempre accosta ai nomi storici la valorizzazione di artisti emergenti, tra i qua

li ricordiamo Zampetti, Pedretti, Davoli, i fratelle Vaccari
e per ultimo in ordine di tempo Daniele Cestari. Molte anche le partecipazioni a fiere nazionali e internazionali dell'arte, ricordiamo quelle di Bologna, Reggio Emilia, Padova, Brescia, Bari, Montecarlo, Gent. La galleria effettua stime valutazioni e perizie di arte moderna e contemporanea.

12/06/2025

Novità presso galleria d'arte Lacerba

Presso Galleria Lacerba di Ferrara:Dario Fo, senza titolo,  tecnica mista su carta cm. 70x90, anno 2001. Opera registrat...
16/04/2025

Presso Galleria Lacerba di Ferrara:
Dario Fo, senza titolo, tecnica mista su carta cm. 70x90, anno 2001. Opera registrata presso l'Archivio Franca Rame/Dario Fo.
“Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista. Se non possedessi questa facilità naturale del raccontare attraverso le immagini, sarei un mediocre scrittore di testi teatrali, ma anche di favole o grotteschi satirici”.
Difficile credere alle parole di Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, difficile credere che se non fosse stato un'abile disegnatore, non sarebbe stato neppure scrittore o attore. Eppure, chi l'ha conosciuto bene, conferma che tutta la sua arte, l'origine dei suoi spettacoli, partiva dai disegni, disegnava continuamente e nel frattempo fantasticava e prendeva appunti, scriveva. Le smorfie indimenticabili del suo volto, i suoi atteggiamenti, il suo incedere, erano ispirati dai suoi disegni e costituivano un indispensabile ed inesauribile fonte dai quali attingere idee. Analizzando la sua straordinaria produzione di disegni, (va ricordato che le scenografie teatrali dei suoi spettacoli erano totalmente realizzate da lui) è facilemte riscontrabile una vicinana all'espressionismo di Chagall, ma anche il periodo Blu di Picasso (quello del circo o degli zingari) ha sicuramente affascinato Fo. Ha gurdato anche ai grandi maestri del passato, in particolare a Correggio, in un'operazione di prelievo di immagini da rielaborare in chiave contemporanea. Un atteggiamento non nuovo nella storia dell’arte ma in questo caso, in maniera sicuramente originale.
Le opere di Dario Fo sono coloratissime, in una commistione sapiente tra colori primari e complementari che non possono sucitare indifferenza. Tutto questo era calcolato, era il colore secondo Fo che costituiva il principale catalizzatore dell'attenzione degli spettatori. Prima ditutto bisognava cogliere l'attenzione, dopo sarebbe sorto l'interesse. Questa è stata la sua filosofia, e come dargli torto, visto che ha saputo intrattenere intere generazioni.

Galleria Lacerba di Ferrara:Orfeo Tamburi, (1910 - 1994), "Parigi", olio su tela cm. 30 x 40. Opera Archiviata.La pittur...
26/03/2025

Galleria Lacerba di Ferrara:
Orfeo Tamburi, (1910 - 1994), "Parigi", olio su tela cm. 30 x 40. Opera Archiviata.
La pittura di Tamburi e' immancabilmente legata alle vedute parigine. Grande viaggiatore e grande interprete delle vedute urbane riferibili ai luoghi, ma soprattutto alle città che visitava, è indubbio che Parigi sia stata la città che più lo ha ispirato e che più ha interpretato. Fu influenzato ancora molto giovane dalla pittura post impressionista e da artisti come Corot e Cezanne. Ma a mio parere fu soprattutto Maurice Utrillo il pittore al quale guardò più di ogni altro, alle sue geometrie ed alla sua costruzione spaziale e coloristica. Tamburi dipinge una Parigi fredda, nordica, silenziosa, con un tratto marcato e contornato, utilizzando una pittura solo leggermente materica. Non sono immagini fotografiche ma scorci pittorici immobili, pesanti, privi della presenza umana ed immersi in un'atmosfera neutra, senza ombre, che non lasciano intuire nè una stagione nè una particolare ora del giorno. Sono elementi senza tempo, dipinti celebrativi dei palazzi, dei tetti, delle finestre dei camini, dei bistrò e di tutti quegli elementi banali che costituiscono il tessuto dell'abito quotidiano che veste parigi ed evita con cura di rappresentarne i suoi numerosi e prestigiosi gioielli.

Galleria Lacerba di Ferrara:Mario Schifano (1934-1998), "Paesaggio tv", del 1973, smalto su tela emulsionata cm. 40 x 50...
21/03/2025

Galleria Lacerba di Ferrara:
Mario Schifano (1934-1998), "Paesaggio tv", del 1973, smalto su tela emulsionata cm. 40 x 50. Opera archiviata presso Archivio Mario Schifano di Monica Schifano.
Lavorare con una TV accesa in ogni momento, ha dato, a Schifano, l’opportunità di creare migliaia di istantanee e di immagini che erano dipinte a mano o ritoccate con penne e pennelli. Non era la cultura della TV che gli interessava, ma la cultura che si sviluppava a partire dall’immagine televisiva.
All’inizio degli anni 70 Mario Schifano ha una crisi nei confronti della pittura, crisi che coincide con un generale ripensamento sulla tradizione pittorica, innescato dal successo delle neoavanguardie concettuali. L’artista allora elabora un immaginario completamente nuovo, basato sulle immagini mediali che scorrono ininterrotte sugli schermi televisivi sempre accesi in casa e nel suo studio. Con la sua particolare sensibilità, Schifano fotografa immagini di ogni tipo trasmesse dalla televisione, preleva e rifonda l’immagine con un’operazione che compenetra fotografia e pittura. Lavora, come sempre, con immediatezza e velocità. La foto passa attraverso la sua manualità pittorica e viene fermata nel tempo. Le immagini, fotografate direttamente dallo schermo televisivo, sono incastonate nella cornice curvilinea del tubo catodico, fermate in una specie d’indifferenza di significato, e la pittura quasi si ritrae limitandosi a qualche macchia di smalto trasparente. Inutile cercare significati in un'opera o in un'immagine specifica, e' l'immagine fotografata della cultura di massa, della contemporaneità tenologica di quell'epoca che viene cristallizzata, rielaborata e trasformata in oggetto.

Galleria Lacerba, Ferrara:Aligi Sassu (1912-2000), "cavallino" del 1986, olio su masonite, cm. 30x45, opera registrata p...
20/03/2025

Galleria Lacerba, Ferrara:
Aligi Sassu (1912-2000), "cavallino" del 1986, olio su masonite, cm. 30x45, opera registrata presso l'archivio Aligi Sassu.
I cavalli rappresentano una costante nella pittura di Sassu, a mio avviso un po' perchè erano soggetti tipici del pittore francese Eugene Delacroix, artista al quale Sassu ha guardato tantissimo; un po' perchè la mitologia ha sempre avuto nel cavallo un elemento simbolico importantissimo e Sassu è stato un pittore che ha realizzato moltissimi quadri in chiave mitologica e poi perchè, secondo me, il cavallo rappresenta l'animo mai domo dell'artista e in questo senso, Sassu un pò ci si identificava.
Parole sue:
“Sì, continuo a dipingere e disegnare cavalli, non frivoli perché provengono dai recessi dell’anima, ogni volta che mi viene in mente un’idea si concretizza un’immagine sottile di pura materia pittorica… che spesso ha la forma di un cavallo”.

Un angolo della galleria Lacerba.Tre artisti e tre generazioni, Mino Maccari (quadro a destra nella foto), senese nato n...
11/03/2025

Un angolo della galleria Lacerba.
Tre artisti e tre generazioni, Mino Maccari (quadro a destra nella foto), senese nato nel 1898, Giancarlo Cazzaniga (quadro a sinistra), milanese nato nel 1930 e Bruno Ceccobelli, (la scultura in bronzo al centro) nato a Todi nel 1951. Se l'angolo avesse avuto altre due pareti, avrei aggiunto un'artista magari napoletano nato nel 1970 ed un siciliano nato negli anni 90. Il primo maccari, è stato un intellettuale, uno scrittore, un giornalista, oltre che un pittore. Il secondo, Cazzaniga, un artista troppo in fretta trascurato, esattamente come molti degli artsisti appartenenti al gruppo del Realismo esistenziale di cui faceva parte. Il terzo Ceccobelli, pittore e scultore, è un protagonista dell'arte contemporanea, noto esponente del gruppo della Nuova Scuola Romana o Officina di San Lorenzo. Tre artisti, tre epoche differenti tre storie differenti, tre differenti espressioni artistiche ma con una caratteristica comune: quella di offrire un'interpretazione e visione del mondo, dettato non dal sentimento collettivo, (oggi lo si definirebbe populista) ma dal proprio sentire interiore, personale, quello filtrato dalla propria cultura, dalle proprie inclinazioni, dal proprio pensiero. A questo servono gli artisti.

Aligi Sassi, olio su tavola del 1945, "Bagnanti". Opera presso galleria d'arte Lacerba di Ferrara, pubblicata sul primo ...
15/02/2025

Aligi Sassi, olio su tavola del 1945, "Bagnanti". Opera presso galleria d'arte Lacerba di Ferrara, pubblicata sul primo volume del catalogo generale delle opere del maestro, quelle dipinte tra il 1926 ed il 1962.
Le tipiche figure rosse di Sassu, rappresentano una delle caratteristiche fondamentali dell'artista, che amava utilizzare questo colore per moltissime sue composizioni. La Sardegna, la sua terra, coi suoi colori forti e coi contrasti cromatici tipici mediterranei, è una delle ragioni per questa scelta stilistica, senza dimenticare l'influenza che Matisse e Picasso esercitarono su di lui soprattutto da un punto di vista della libertà espressiva.

Indirizzo

Via C. Goretti 5/7
Ferrara
44100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
Venerdì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30

Telefono

+390532768307

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Galleria d'arte Lacerba pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Museo

Invia un messaggio a Galleria d'arte Lacerba:

Condividi