04/05/2026
ULTIMI POSTI DISPONIBILI
Cell. 328 5878001 - 335 1027794
email: [email protected]
Il Museo di Floridia
Il Museo della Civiltà Contadina Iblea è stato istituito il 7 maggio 2001 con la sottoscrizione del protocollo d’intesa voluto da Bruno Marziano, in rappresentanza della Provincia Regionale di Siracusa, e da Egidio Ortisi, in rappresentanza del Comune di Floridia. Con il loro intervento è stato concesso al Centro Studi Xiridia l’utilizzo di due immobili di grande pregio storico, che in seguito ad un opportuno restauro sono divenuti un unico edificio, situato nel centro storico di Floridia, che servirà da contenitore al museo. Quanto descritto è avvenuto grazie alla capacità intuitiva e al lavoro di appassionata ricerca svolto dal Maestro Nunzio Bruno, sensibile e poliedrico artista, il quale, dopo aver collaborato con l’etnologo e poeta Antonino Uc***lo, negli anni, realizza una delle più ricche e importanti raccolte di beni demoetnoantropologici della Sicilia. In tempi non tanto lontani, quando ancora lo sfaldamento della civiltà agropastorale non veniva considerato un brutale rito di annientamento del tessuto storico, sociale, economico e religioso delle nostre realtà cittadine e della nostra cultura, l’aver intrapreso un’opera di salvaguardia di ciò che un tempo era utilizzato nelle attività d’uso quotidiano e nel lavoro da contadini, pastori, abili artigiani nonchè nella piccola industria, si è rivelato alquanto proficuo per documentare il legame che esiste fra un ambiente, una città, la sua storia e le testimonianze del passato.
“…le nostre collezioni sono riflesso immediato e deposito memoriale della nostra storia.”
(S.Settis – Einaudi.) Partendo dalla considerazione secondo cui la storia delle collezioni è la storia delle città, degli uomini e delle tradizioni di tutta una comunità si è giunti alla realizzazione di un Museo etnografico permanente. Il Museo sarà aperto al pubblico al termine dell’opera di catalogazione da parte della Soprintendenza ai BB.CC. di Siracusa. La struttura è composta da 8 sale espositive, poste al piano terreno, in cui sono esposti oggetti che appartengono ai vari cicli produttivi dell’area iblea, arricchiti dalle collezioni di ceramica d’uso popolare, vecchi giocattoli, reperti litici e completate da attrezzi e utensili utilizzati nei frantoi e nei palmenti di un tempo. Fiore all’occhiello del Museo è la cosiddetta “bottega del carradore”, che raccoglie tutti gli attrezzi utili alla costruzione del carretto siciliano; inoltre il Museo si fregia di varie tipologie di carretti, ognuno dei quali veniva utilizzato negli ambiti specifici di ogni particolare settore dell’economia rurale e cioè: il classico carretto dipinto, il carretto agricolo, il carretto dell’apicoltore e vari carrettini a mano. Molti sono i pezzi di pregio per la rarità, per lo stato di conservazione e per l’unicità espressa dalla completezza di alcuni cicli lavorativi esposti; fra questi pezzi di valore sottolineiamo un tornio per la lavorazione del legno del 1800, appartenuto al “mastru fa carretta” (maestro carradore) Don Salvatore Rizza. Il materiale raccolto proviene da diverse botteghe artigiane di Floridia e da generose donazioni elargite da sensibili residenti dei paesi limitrofi, come Solarino, Sortino, Canicattini Bagni, Avola.
La Direzione del Museo crede fortemente in una gestione autonomista, imprenditoriale e punta sull’efficacia della programmazione ma innanzitutto sull’opera di promozione del territorio, attraverso la valorizzazione delle peculiarità ambientali, economiche e culturali, spesso solo in parte apprezzate.
Cetty Bruno