16/10/2026
La calligrafia giapponese, conosciuta come Shodō (書道), letteralmente "la via della scrittura", è una delle arti tradizionali giapponesi. Si tratta di una vera e propria disciplina in cui il movimento del corpo, lo stato mentale e l'inchiostro si imprimono sulla carta con un movimento fluido.
Per praticare lo Shodō si utilizzano quattro strumenti fondamentali definiti I Quattro Tesori dello Studio (Bunbōshihō):
Fude (Pennello): Realizzato con peli di animali (come capra, lupo o tasso) e un ma**co di bambù. La flessibilità del pelo permette di variare l'ampiezza del tratto. La dimensione del pennello corrisponde all’ampiezza della calligrafia che si andrà a tracciare.
Sumi (Inchiostro solido): Un panetto solido composto da fuliggine (di pino o oli vegetali) e colla animale, spesso profumato.
Suzuri (Pietra per inchiostro): Una pietra finemente levigata dotata di una cavità. Versando dell’acqua vi si sfrega il sumi per scioglierlo e creare l'inchiostro liquido.
Hanshi (Carta): Una carta di gelso molto leggera e flessibile.
I caratteri (prevalentemente Kanji, ma anche Kana) vengono tracciati secondo tre stili di base che variano per rigore e fluidità:
Kaisho (Stile Regolamentare): È lo stile formale e geometrico. Ogni tratto è netto, ben definito e il pennello si stacca nettamente dalla carta tra una linea e l'altra.
Gyōsho (Stile Semicorsivo): Uno stile più fluido e naturale. I tratti iniziano a fondersi l'uno con l'altro e i movimenti del pennello sono più veloci, riducendo le interruzioni.
Sōsho (Stile Corsivo o "Scrittura dell'erba"): Il massimo livello di astrazione e dinamismo. I caratteri sono fortemente stilizzati, fluidi e uniti.
Nello Shodō non è possibile correggere o ritoccare un tratto. La carta assorbe immediatamente l'inchiostro, rendendo visibile ogni minima esitazione, tremolio o cambio di pressione. Per questo motivo, il calligrafo ricerca uno stato di equilibrio concentrandosi interamente sul momento presente. Il carattere finale diventa così lo specchio di chi lo ha tracciato.
Il sigillo nella calligrafia giapponese (e in generale nell'arte dell'Asia orientale) prende il nome di Hanko (はんこ) o Inkan (印鑑).
L'atto di apporre il sigillo rosso (tradizionalmente a base di cinabro) rappresenta la firma finale dell'autore, l'elemento che dichiara l'opera ufficialmente compiuta e ne certifica l'autenticità.
La calligrafia è una delle “Quattro nobili arti” che ogni persona colta, nobile o guerriero doveva padroneggiare per elevare il proprio spirito; oltre alla calligrafia le restanti arti erano il Go/gioco di strategia, la pittura a inchiostro e la musica.
L 'opera che vi proponiamo oggi è un surimono che ritrae un bambino d si cimenta nella calligrafia del un grande carattere di kotobuki 寿 augurio di longevità , su un largo foglio steso a terra davanti a lui.
Nella parte sinistra del foglio sono riportate alcune poesie, probabilmente composte dai membri di un circolo di poesia che commissionò questa stampa.
Giappone, periodo Edo
Autore ignoto
Bambino che esegue una calligrafia
stampa xilografica policroma, surimono
MC(S-1251).Esposta nella mostra temporanea “I quattro tesori e l’arte della calligrafia nella tradizione cinese e giapponese” visitabile fino al 25 ottobre 2026.
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