Museo d'Arte Orientale Chiossone - Genova

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Museo d'Arte Orientale Chiossone - Genova Il Museo d'arte orientale E. Chiossone conserva la più importante collezione di arte giapponese in Italia In auto
Il museo non offre possibilità di parcheggio.

Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone

In pieno centro cittadino, nel parco ottocentesco di Villetta Di Negro che affaccia su una delle più eleganti piazze di Genova, Piazza Corvetto, si trova un luogo dedicato all’Estremo Oriente. Rivolto verso il mare, sorge un edificio in perfetto stile razionalista, appositamente progettato da Mario Labò per custodire la collezione donata alla città di Genova da Edoardo Chiossone, abilissimo incisore genovese, che visse a Tokyo dal 1875 al 1898 e lavorò all'Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze, noto in tutto il mondo per aver progettato le prime banconote e carte valori giapponesi. Il museo a lui intitolato è il primo dedicato all'arte giapponese ad essere fondato in Italia, nel 1905, e conserva la più grande, preziosa e varia collezione d’arte nipponica in Italia e una delle più importanti in Europa. Il museo accoglie il ricchissimo patrimonio di arte giapponese e cinese raccolto dal genovese Edoardo Chiossone in Giappone alla fine del XIX secolo: grandi sculture buddhiste in legno e bronzo, armi e armature, reperti archeologici e maschere teatrali sono esposte nel percorso museale permanente, assieme a porcellane, lacche e piccoli bronzi, mentre eccezionali dipinti e stampe xilografiche ukiyo-e sono visibili occasionalmente, per motivi conservativi, data la loro elevata fragilità. Nelle Gallerie Superiori del museo sono allestite mostre tematiche ed allestimenti temporanei per consentire la rotazione delle opere normalmente conservate a deposito; in occasione di queste mostre vengono esposte eccezionalmente anche opere quali dipinti, stampe xilografiche e tessuti che, per loro natura, non possono essere esposte in modo continuato. Lungo tutto il percorso di visita si ha quindi modo di conoscere tutti i principali fenomeni della cultura artistica, figurativa e decorativa giapponese nel corso della sua storia.


◻Il Museo si trova inserito all'intero del parco di Villetta di Negro, una piccola altura prospicente Piazza Corvetto. Il museo è parzialmente accessibile alle persone con disabilità. All'interno del Museo non vi è un bar/caffetteria.

◻L'ULTIMO INGRESSO AL MUSEO VIENE CONSENTITO MEZZ'ORA PRIMA DELL'ORARIO DI CHIUSURA. per gli orari di apertura e chiusura visionare la sezione pertinente.

◻BIGLIETTI
intero 9 euro
ridotto 6 euro
Gratuito la domenica per i residenti nella città metropolitana di Genova
Al momento non abbiamo la possibilità di effettuare pagamenti elettronici ma solo contanti. Per tutelare le opere più fragili, quali dipinti e stampe, viene fatta una rotazione di quest'ultime in occasione di mostre temporanee, pertanto non saranno sempre visibili al pubblico le medesime opere di queste peculiari categorie tra cui rientra anche la "Grande Onda" di Katsushika Hokusai. Non è presente un bar o un punto ristoro/distributori automatici di bevande e snack all'interno del Museo. Il Museo possiede un piccolo angolo adibito a bookshop dove sono in vendita unicamente libri e cataloghi. Il Museo può risultare particolarmente caldo nei mesi estivi. Non è consentito l'ingresso agli animali, fanno eccezione i cani guida ed i cani di assistenza medica. Ma grazie a una nuova convenzione tra la Direzione Musei e Bauadvisor, i proprietari di cani potranno visitare i musei cittadini affidando il proprio amico a quattro zampe a un dog sitter professionista, per tutta la durata della visita. Il servizio, a pagamento, è disponibile con prenotazione obbligatoria attraverso il portale www.bauadvisor.it e l'app Bauadvisor, ma i visitatori in possesso di regolare biglietto di ingresso in uno dei musei cittadini convenzionati avranno diritto ad uno sconto sulla tariffa del servizio. La prenotazione deve essere fatta in un tempo congruo precedente alla visita per verificare la disponibilità di un dog-sitter. Come raggiungerci:


In treno
Dalla Stazione di Genova Brignole è possibile raggiungere il museo:

-A piedi: 15 minuti percorrendo Via Serra (lieve dislivello).
-In metropolitana: da Metro Brignole a Metro De Ferrari, tempo di percorrenza 5 minuti, poi 10 minuti a piedi incamminandosi all'interno del parco.
-In autobus:
Autobus 18 o 36 o 39 o 40
fermata: Roma/Corvetto, poi 5 minuti a piedi incamminandosi all'interno del parco. Oppure
Dalla Stazione di Genova Piazza Principe è possibile raggiungere il museo:

-A piedi: 25 minuti circa
-In metropolitana: da Metro Principe a Metro De Ferrari (Direzione Brignole) tempo di percorrenza 8 minuti, poi 10 minuti a piedi incamminandosi all'interno del parco.
-In autobus:
Autobus 34
fermata: Corvetto/Piaggio, poi 5 minuti a piedi incamminandosi all'interno del parco. Autobus 36
fermata: Roma/Corvetto, poi 5 minuti a piedi incamminandosi all'interno del parco. In autobus
Si consiglia di visitare la pagina web dei trasporti di Genova per personalizzare l’itinerario in base alle proprie esigenze. Opportunità di sosta è possibile per visitatori con requisiti di accesso speciale contattando il museo preventivamente. Nelle vicinanze del Museo e nella sottostante Piazza Corvetto, sono presenti parcheggi a pagamento. Nelle vicinanze si trovano stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Nella sottostante Piazza Corvetto sono presenti punti di ricarica per veicoli elettrici. Aeroporto più vicino
Aeroporto di Genova – Genova City Airport
Via Pionieri e Aviatori d'Italia, 1, 16154 Genova GE


In caso di allerta Idrogeologica ROSSA, di “Vento di Burrasca Forte” o di Ondata calore liv.3 diramata dalla Protezione Civile, il museo resterà chiuso e tutti gli eventi in programma saranno cancellati.

La calligrafia giapponese, conosciuta come Shodō (書道), letteralmente "la via della scrittura", è una delle arti tradizio...
16/10/2026

La calligrafia giapponese, conosciuta come Shodō (書道), letteralmente "la via della scrittura", è una delle arti tradizionali giapponesi. Si tratta di una vera e propria disciplina in cui il movimento del corpo, lo stato mentale e l'inchiostro si imprimono sulla carta con un movimento fluido.
Per praticare lo Shodō si utilizzano quattro strumenti fondamentali definiti I Quattro Tesori dello Studio (Bunbōshihō):
Fude (Pennello): Realizzato con peli di animali (come capra, lupo o tasso) e un ma**co di bambù. La flessibilità del pelo permette di variare l'ampiezza del tratto. La dimensione del pennello corrisponde all’ampiezza della calligrafia che si andrà a tracciare.
Sumi (Inchiostro solido): Un panetto solido composto da fuliggine (di pino o oli vegetali) e colla animale, spesso profumato.
Suzuri (Pietra per inchiostro): Una pietra finemente levigata dotata di una cavità. Versando dell’acqua vi si sfrega il sumi per scioglierlo e creare l'inchiostro liquido.
Hanshi (Carta): Una carta di gelso molto leggera e flessibile.
I caratteri (prevalentemente Kanji, ma anche Kana) vengono tracciati secondo tre stili di base che variano per rigore e fluidità:
Kaisho (Stile Regolamentare): È lo stile formale e geometrico. Ogni tratto è netto, ben definito e il pennello si stacca nettamente dalla carta tra una linea e l'altra.
Gyōsho (Stile Semicorsivo): Uno stile più fluido e naturale. I tratti iniziano a fondersi l'uno con l'altro e i movimenti del pennello sono più veloci, riducendo le interruzioni.
Sōsho (Stile Corsivo o "Scrittura dell'erba"): Il massimo livello di astrazione e dinamismo. I caratteri sono fortemente stilizzati, fluidi e uniti.
Nello Shodō non è possibile correggere o ritoccare un tratto. La carta assorbe immediatamente l'inchiostro, rendendo visibile ogni minima esitazione, tremolio o cambio di pressione. Per questo motivo, il calligrafo ricerca uno stato di equilibrio concentrandosi interamente sul momento presente. Il carattere finale diventa così lo specchio di chi lo ha tracciato.
Il sigillo nella calligrafia giapponese (e in generale nell'arte dell'Asia orientale) prende il nome di Hanko (はんこ) o Inkan (印鑑).
L'atto di apporre il sigillo rosso (tradizionalmente a base di cinabro) rappresenta la firma finale dell'autore, l'elemento che dichiara l'opera ufficialmente compiuta e ne certifica l'autenticità.
La calligrafia è una delle “Quattro nobili arti” che ogni persona colta, nobile o guerriero doveva padroneggiare per elevare il proprio spirito; oltre alla calligrafia le restanti arti erano il Go/gioco di strategia, la pittura a inchiostro e la musica.
L 'opera che vi proponiamo oggi è un surimono che ritrae un bambino d si cimenta nella calligrafia del un grande carattere di kotobuki 寿 augurio di longevità , su un largo foglio steso a terra davanti a lui.
Nella parte sinistra del foglio sono riportate alcune poesie, probabilmente composte dai membri di un circolo di poesia che commissionò questa stampa.

Giappone, periodo Edo
Autore ignoto
Bambino che esegue una calligrafia
stampa xilografica policroma, surimono
MC(S-1251).Esposta nella mostra temporanea “I quattro tesori e l’arte della calligrafia nella tradizione cinese e giapponese” visitabile fino al 25 ottobre 2026.

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⚠️ Si comunica che per la visita di finissage del 25 ottobre, relativa alla mostra temporanea "i Quattro Tesori e l'arte...
15/10/2026

⚠️ Si comunica che per la visita di finissage del 25 ottobre, relativa alla mostra temporanea "i Quattro Tesori e l'arte della calligrafia" I POSTI DISPONIBILI SONO ESAURITI

14/10/2026
13/10/2026
Il secondo lunedì di ottobre, in tutto il Giappone si tiene la Giornata dello Sport (スポーツの日, Supōtsu no hi), precedentem...
12/10/2026

Il secondo lunedì di ottobre, in tutto il Giappone si tiene la Giornata dello Sport (スポーツの日, Supōtsu no hi), precedentemente chiamata “Giornata dell’educazione fisica”(体育の日, Taiiku no hi;), con lo scopo di promuovere tra gli abitanti la pratica dello sport per coltivare una mente e un corpo sani.
Originariamente si teneva il 10 ottobre per commemora la giornata inaugurale delle Olimpiadi estive di Tokyo nel 1964, la prima volta nella storia ad essere ospitate in un paese asiatico. Già nel 1940 erano previste in Giappone sia le Olimpiadi invernali che quelle estive ma per via della seconda guerra sino-giapponese iniziata nel 1937, entrambe furono riassegnate ad altre città ma con lo scoppio della seconda guerra mondiale vennero annullate definitivamente.
La data è stata cambiata nel 2000 con l’introduzione del sistema Happy Monday, che prevedeva di spostare una serie di giorni festivi al lunedì, creando così dei fine settimana di 3 giorni. In molte scuole e aziende, in questo giorno si tiene l’Undō-kai (運動会), ovvero la Giornata dello sport che serve ad enfatizzare l’importanza del lavoro di squadra e della collaborazione con gli altri per il raggiungimento di un obiettivo comune attraverso una serie di attività fisiche e gare a squadra.
Quando si tratta di sport in Giappone non si può non citare una disciplina non olimpica, il sumō, ma che è lo sport nazionale per eccellenza.
Il sumō è sempre stato centrale nella vita del paese del Sol Levante e le sue origini risalgono alla tradizione shintoista. Infatti, fin dall’antichità aveva un vero e proprio rituale che serviva per ottenere il favore delle divinità (kami, 神), successivamente diventò un torneo per raccogliere fondi per templi e santuari e alla fine si distinse come lo sport che conosciamo oggi. Gli incontri si svolgono su un palco (dohyō, 土俵), la quale particolarità sta nella sua forma circolare, dove il lottatore di sumō (rikishi, 力士) deve atterrare o spingere l’avversario fuori dal cerchio per vincere.
L’occasione rappresentata in questa stampa di Utagawa Kunisada è quella di un Kanjin ōzumo (勧進大相撲), ossia un torneo di raccolta fondi. I Kanjin ōzumo iniziarono ad essere organizzati all’inizio del periodo Edo con l’obiettivo di raccogliere i fondi necessari per coprire i costi di costruzione e restauro di templi e santuari, pratica che si diffuse rapidamente nelle più grandi città del Paese.
Tuttavia, a metà del XVII secolo il sumō fu bandito dallo shogunato Tokugawa in quanto considerato contro la morale pubblica e il buon costume. La pratica del Kanjin ōzumo venne reintrodotta circa un secolo dopo sotto il controllo dello stesso shogunato.
Come possiamo osservare dal trittico, le arene erano delle grandi costruzioni con posti a sedere su tre livelli, così da permettere a un gran numero di spettatori di assistere. Nella rappresentazione possiamo anche osservare la tipica suddivisione tra Divisione est (higashi no kata) e Divisione ovest (nishi no kata). I lottatori sono disposti in ordine secondo la banzuke, cioè la classifica redatta dai giudici per disporre in ordine gerarchico i lottatori di sumo.

Utagawa Kunisada (1786 – 1864)
Veduta dello stadio del sumō con la parata inaugurale dei lottatori (勧進大相撲興行図), 1843
Stampa xilografica nishikie. 24.5 x 53 cm
MC (S-1446). Conservato a deposito.

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Sta per concludersi la mostra temporanea dedicata alla calligrafia: “I quattro tesori e l’arte della calligrafia nella t...
12/10/2026

Sta per concludersi la mostra temporanea dedicata alla calligrafia: “I quattro tesori e l’arte della calligrafia nella tradizione cinese e giapponese", la mostra è visitabile fino al 25 ottobre 2026.

🖌️E proprio in questa data:
Domenica 25 ottobre, ore 11.00
In occasione del finissage della mostra

si terrà un'ultima visita guidata con i curatori Alberto de Simone - Emanuela Patella (CELSO Istituto di Studi Orientali - Dipartimento Studi Asiatici)

Visita guidata gratuita (escluso il biglietto di ingresso al Museo, 9 euro intero, 6 euro ridotto, gratuito residenti città metropolitana di Genova poiché domenica)

Iscrizione obbligatoria al link https://tickets.museidigenova.it/ingressi/i-quattro-tesori-e-l-arte-della-calligrafia-nella-tradizione-cinese-e-giapponese.htm

Numero limitato di posti disponibili. Le iscrizioni si chiudono il giorno prima dell'evento alle ore 12.00 o prima qualora i posti siano esauriti.
Per informazioni scrivere a [email protected]

Le Sette Erbe Autunnali, chiamate in giapponese Aki no Nanakusa (秋の七草), rappresentano l'essenza botanica e poetica dell'...
08/10/2026

Le Sette Erbe Autunnali, chiamate in giapponese Aki no Nanakusa (秋の七草), rappresentano l'essenza botanica e poetica dell'autunno in Giappone, si tratta di:
Susuki (薄 - Miscanto / Erba pampa): I suoi pennacchi piumosi bianchi e argentei che oscillano al vento sono l'immagine stessa del vento autunnale.
Hagi (萩 - Lespedeza / Trifoglio cespuglioso): Considerata la regina delle erbe autunnali. Ha piccoli fiori violacei che sbocciano su rami sottili e ricadenti, spesso associati nella poesia al pianto e alle gocce di rugiada.
Kikyo (桔梗 - Campanula cinese): Un fiore a forma di stella di un profondo colore blu-viola. Simboleggia l'eleganza composta, la dignità e la malinconia d'autunno.
Nadeshiko (撫子 - Garofano selvatico): Un fiore rosa dai petali frangiati. Rappresenta la grazia, la delicatezza e la purezza, tanto da aver dato origine all'espressione "Yamato Nadeshiko" per indicare l'ideale della donna tradizionale giapponese.
Kuzu (葛 - Pueraria / Maranta giapponese): Una pianta rampicante vigorosa con fiori violacei. Le sue foglie si muovono al vento mostrando la pagina inferiore argentata, un effetto visivo amato dai poeti classici per descrivere l'irrequietezza autunnale.
Fujibakama (藤袴 - Eupatorio): Produce piccoli fiori raggruppati di colore lilla o rosa pallido. Il suo nome significa letteralmente "gonna a pieghe color glicine" e rievoca i raffinati abiti di corte del periodo Heian.
Ominayeshi (女郎花 - Patrinia): Caratterizzata da piccoli fiori giallo brillante.
Il miscanto (Miscanthus sinensis) è, tuttavia, l'erba autunnale per eccellenza.
In Giappone il miscanto cresce spontaneo in grandi cespugli erbosi, Il suo movimento ondulatorio al soffiare del vento ricorda un gesto di saluto e di commiato: ed il miscanto è infatti legato a sentimenti di nostalgia, inquietudine, e transitorietà. Fu amato. nella tradizione giapponese. da poeti e pittori ed è spesso accostato alla luna piena splendente nel cielo notturno.
Il miscanto è accostato ad un altro simbolo dell'autunno: le oche selvatiche, che in questa stagione migrano, tornando nell'arcipelago giapponese dopo aver passato i mesi più caldi all'estremo nord. Il loro ritorno annuncia ufficialmente il cambio stagionale. Le oche rappresentano la fedeltà (visto che viaggiano in coppia e in stormi compatti), la nostalgia per la casa ed il legame tra il cielo (lo spirituale) e la terra.
L' opera che vi presentiamo, di Kanō Akinobu (1763-1826), vede oche in volo accostate ad alcune erbe tipicamente autunnali, che possiamo trovare nella sezione inferiore del dipinto: il miscanto, il garofano selvatico e la lespedeza. Questo dittico di dipinti è un classico kakemono giapponese (rotolo verticale da appendere) realizzato a inchiostro e pigmenti leggeri su seta, raffigurante un dinamico stormo di oche selvatiche di ritorno dal proprio viaggio migratorio che sorvolano un paesaggio palustre con erbe e fiori autunnali. La vegetazione è volutamente rada e mossa, dipinta con pennellate rapide e minimaliste per enfatizzare l'atmosfera selvaggia, umida e malinconica del paesaggio in cui le oche selvatiche scendono a riposare.
La percezione dell’effimero è amplificata dal volo dagli uccelli migratori che ben si riflette nella filosofia estetica giapponese: la vera bellezza non risiede nella rigidità, ma nella flessibilità, nella capacità di assecondare il mutamento, accettando senza resistenza l'arrivo dell'inverno e pertanto il cambiamento stagionale.

Kanō Akinobu (1763-1826)
Kakemono con oche selvatiche ed erbe autunnali, 1820 ca
Coppia di kakemono, dipinti verticali. Pittura su seta, 93,5 x 30,5 cm
MC(P-43 A e B) Conservato a deposito

Un'approfondimento sull'autunno giapponese (Aki) si terrà domenica 11 ottobre alle ore 16, si tratta di un laboratorio didattico per famiglie destinato si più piccoli, informazioni disponibili al link https://www.facebook.com/events/1803535264334434

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Domenica 11 ottobre 2026ore 16.00Laboratorio didattico per famiglieIn occasione di F@Mu 2026, la Giornata nazionale dell...
06/10/2026

Domenica 11 ottobre 2026
ore 16.00
Laboratorio didattico per famiglie
In occasione di F@Mu 2026, la Giornata nazionale delle Famiglie al Museo

Aki 秋
L’autunno giapponese

L’autunno giapponese accende il paesaggio. L'arrossarsi delle foglie autunnali viene vissuto come un’occasione per andare in visita nei templi, santuari, giardini e boschi al fine di ammirare gli alberi cambiare colore in una prassi chiamata momijigari, una vera e propria “caccia alle foglie rosse”.
L’autunno è anche un periodo in cui si riscontrano festività o credenze legate al cambiamento stagionale, in cui è percepibile la transitorietà della natura che lascia i bagliori dell’estate al sopraggiungere dell’inverno;in questo contesto si collocano “Kiku no sekku” la festa del crisantemo, Tsukimi, l’ammirare la luna d’autunno e “Kannazuki”, il mese di ottobre, chiamato il “mese senza dèi”.
Nel corso del laboratorio si approfondiranno aspetti, simboli e credenze relativi all’autunno giapponese attraverso la conoscenza delle opere della Collezione Chiossone unitamente a molteplici attività.

Iscrizione obbligatoria al link
https://tickets.museidigenova.it/ingressi/aki-l-autunno-giapponese.htm
Soggetto a numero limitato di posti disponibili
Le prenotazioni si chiudono il giorno prima dell’evento alle ore 12.
Età consigliata: bambini dai 5 ai 12 anni
Laboratorio gratuito
Per gli adulti accompagnatori è previsto il pagamento del biglietto di ingresso al Museo: 9 Euro (intero) o 6 Euro (ridotto). Per i residenti nella città metropolitana di Genova gratuito poiché domenica.

Per informazioni: [email protected]

In Giappone il decimo mese del calendario lunare, coincidente con ottobre, è “Kannazuki” (神無⽉), “il mese senza dèi”. Sec...
04/10/2026

In Giappone il decimo mese del calendario lunare, coincidente con ottobre, è “Kannazuki” (神無⽉), “il mese senza dèi”. Secondo la tradizione shintō, in questo periodo, gli otto milioni di kami che popolano il Giappone abbandonano temporaneamente le loro dimore sacre, i templi e santuari locali a loro dedicati per recarsi in massa al santuario di Izumo (出雲⼤社), nella Prefettura di Shimane, uno dei luoghi sacri più antichi del Giappone, per un grande concilio. I kami sono indissolubilmente legati alla natura. Con l'arrivo dell'autunno inoltrato, l'aria cambia e sulla prefettura di Shimane inizia a soffiare il Karasade, un vento freddo che si dirige verso la costa. Questo cambio di pressione e di correnti agisce come una vibrazione spirituale che risuona in ogni tempio, foresta o fiume del Paese, segnalando alle divinità che è tempo di mettersi in viaggio. Un altro dei tanti altri nomi attribuiti a ottobre è “kamisarizuki”, il mese della partenza degli dèi.
Esiste tuttavia un'eccezione geografica: nella sola provincia di Izumo, dove le divinità si radunano, questo stesso periodo viene chiamato Kamiarizuki (神在月), ovvero "il mese in cui gli dèi sono presenti". Durante il grande concilio gli dèi decidono i destini, le sorti dell’anno avvenire dalle relazioni umane all’abbondanza dei raccolti, sfruttano anche il tempo per parlare tra loro in quanto molti, vista la grande distanza che li separa, s’incontrano solo una volta all’anno. Non tutte le divinità partono. Alcuni dèi, chiamati Rusugami (dèi custodi), rimangono intenzionalmente nei santuari locali per proteggere le case e le città rimaste indifese.
Ebisu è il Rusugami più famoso in assoluto. Dio della fortuna, dei pescatori e dei mercanti (nonché uno dei sette dèi della fortuna, shichifukujin), Secondo le credenze Ebisu è sordo e non ode il richiamo di Izumo, oppure sceglie deliberatamente di non andare. Poiché resta vicino agli umani, nel mese di ottobre i commercianti celebrano l'Ebisu-kō, un festival invernale con grandi banchetti per ringraziarlo della sua instancabile protezione.
Il dipinto che proponiamo raffigura gli Shichifukujin (七福神), letteralmente i Sette Dèi della Fortuna, un gruppo di divinità della tradizione giapponese che simboleggiano la buona sorte, la felicità, la salute e la prosperità. La loro particolarità risiede nel fatto che non appartengono tutti allo Shintoismo: sono un esempio perfetto di sincretismo religioso, unendo figure provenienti dall'Induismo, dal Buddismo, dal Taoismo e dallo Shintoismo locale; secondo la tradizione, i sette dèi viaggiano insieme a bordo della Takarabune (宝船), la "nave del tesoro", e arrivano nel mondo umano nella notte di Capodanno per distribuire doni e fortuna a chi è meritevole. Non solo, il dipinto riunisce, in un’unica opera, sette importanti pittori del periodo Edo: in particolare ognuno realizzò una figura divina e vi appose a fianco la propria firma:
- Toyoharu Utagawa realizzò il dio Jurōjin, l’anziano barbuto seduto al centro dell'opera, con copricapo da saggio e lunghe vesti, che stringe un bastone a cui è legato un rotolo di pergamena contenente la saggezza del mondo.
-Toyokuni Utagawa realizzò Daikokuten, il dio della ricchezza e del commercio con il consueto copricapo maruzukin, il mazzuolo magico e il grande sacco di ricchezze
-Utagawa Kunisada, dipinse l’unica divinità femminile: Benzaiten, dea della bellezza e dell’amore dalla carnagione bianca che reca in mano lo strumento musicale biwa e indossa un diadema culminante in un piccolo torii (il portale del santuario Shintoista)
- Torii Kiyonaga realizzò il dio guerriero Bishamonten, reso con la usuale armatura mentre brandisce una lancia
-Katsukawa Shun'ei dipinse Fukurokuju, dio della conoscenza, riconoscibile dalla testa oblunga mentre sta seduto in disparte in alto a sinistra
- Katsushika Hokusai dipinse il sorridente e panciuto Hotei, dio della gioia, la figura corpulenta dal grande ventre scoperto, semisdraiata e appoggiata a un enorme sacco bianco. Tiene in mano un ventaglio cerimoniale in foglia di palma (ōgi).
- Toyohiro Utagawa ritrae infine Ebisu mentre ride soddisfatto con i gomiti appoggiati a una cesta contenente un grande dentice rosso.
La poesia presente sull’opera: “Tutti i tesori su una sola tela': tutti i sette, i famosi pennelli di Edo sono piacevolmente convenuti rispondendo alla richiesta di padron Eijudō”, è invece composta e firmata Santō Kyōden e calligrafata (e firmata) da Santō Kyōzan.

Utagawa Toyoharu (1735 - 1814)
Utagawa Toyokuni (1769 - 1825)
Utagawa Toyohiro (1773 - 1828)
Utagawa Kunisada (1786 - 1864)
Torii Kiyonaga (1752 - 1815)
Katsushika Hokusai (1760 - 1849)
Katsukawa Shun'ei (1762 - 1819)
Santō Kyōden (1761 - 1816)
Santō Kyōzan (1769 - 1858)
Le sette divinità della fortuna, shichifukujin Zu, 1810 - 1813
Kakejiku, dipinto verticale, inchiostro, colori e oro su seta: 67,6 x 81,6 cm.
MC (P-207). Conservato a deposito

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La giornata dedicata a Tsukimi, la tradizionale festa giapponese dell’ammirare la luna autunnale🌕🍂, tenutasi in Museo do...
02/10/2026

La giornata dedicata a Tsukimi, la tradizionale festa giapponese dell’ammirare la luna autunnale🌕🍂, tenutasi in Museo domenica 27 settembre, è iniziata con il concerto per pianoforte “Il mondo guardato dalla luna” di Sachiko Kawamura, che ringraziamo, con musiche ispirate proprio a Tsukimi.
A seguire è stato possibile visitare la mostra mostra temporanea “I Quattro Tesori e l’arte della calligrafia” con i Curatori Alberto de Simone, Emanuela Patella - CELSO.
La serata è continuata con attività didattiche ed esplicative legate alla luna tra cui la scrittura di suggestivi haiku e il disegno di kanji “autunnali”.
Infine, la festa si è conclusa sulla terrazza del Museo con l’osservazione della luna e del cielo autunnale grazie all' Osservatorio Astronomico di Genova, Università Popolare Sestrese APS che ringraziamo per essere stati nostri ospiti e averci permesso un’osservazione privilegiata della volta celeste attraverso l’uso di telescopi e strumenti ottici.
Un grande ringraziamento anche a tutti coloro, numerosissimi, che sono venuti a trovarci e hanno trascorso con noi questa intera giornata!

Indirizzo

Villetta Dinegro/Piazzale Mazzini, 4/Genova
Genova
16122

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:30
Sabato 09:30 - 18:30
Domenica 09:30 - 18:30

Telefono

+390105577950

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Museo d'Arte Orientale Chiossone - Genova pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

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