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L’Incanto Sospeso: una meraviglia ritrovata di Adelina ZandrinoEsistono opere che non si limitano a decorare una parete,...
01/04/2026

L’Incanto Sospeso: una meraviglia ritrovata di Adelina Zandrino

Esistono opere che non si limitano a decorare una parete, ma instaurano un dialogo silenzioso con chi le osserva. Questa straordinaria tecnica mista su tavola è una testimonianza magistrale della maturità artistica di Adelina Zandrino, la "pittrice della grazia e del sentimento" che ha segnato la storia dell'arte genovese attraverso un secolo esponendo a Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma, Triennale di Milano oltre che all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi e alle Promotrici genovesi.
In quest’opera l’artista eleva il tema della musica a una dimensione quasi sacrale.
Il dipinto, che ritrae tre figure femminili (di cui una eterea, quasi un’apparizione sullo sfondo), si distingue per una profondità psicologica raramente riscontrabile nelle sue opere più commerciali o seriali. L'uso sapiente della tecnica mista su tavola permette di ottenere una texture ricca, assimilabile all’effetto di un affresco un po’ selvaggio. Le pennellate, sostanziose e precise, riescono a unire, con maestria, il senso del volume con uno sfumato quasi lirico.A differenza dei suoi celebri pastelli dedicati al mondo dell'infanzia o della maternità, qui la pittrice cerca una sintesi formale più rigorosa. Il contrasto tra la concretezza delle mani che sfogliano lo spartito e l'impalpabilità dei lineamenti crea un equilibrio perfetto tra realismo e simbolismo.
Mentre il mercato attuale è ricco di bozzetti rapidi o litografie della Zandrino, trovarsi di fronte a una tavola di stimabili dimensioni e di tale complessità è un evento raro. Se confrontata con le sue note "Maternità" o i "Bimbi", questa creazione rivela un'ambizione pittorica più alta: non c'è solo il gusto per il bello, ma una ricerca sulla luce malinconica che la accosta quasi alla sensibilità dei Preraffaelliti o alle atmosfere sognanti di un Casorati. È un pezzo che non appartiene alla produzione "di genere", ma alla ricerca più impegnata dell'artista.

L’artista
Adelina Zandrino (1893–1994)
Pittrice, illustratrice e costumista
Adelina Zandrino rappresenta un caso affascinante nel panorama artistico del Novecento: pur essendo radicata nella tradizione genovese, costruì la propria cifra stilistica attraverso un percorso indipendente, diventando una delle interpreti più raffinate del Liberty e dell'Art Déco.
Una formazione indipendente
A differenza di molti colleghi dell'epoca, la Zandrino non seguì il canonico iter di studi pluriennale. Sebbene abbia frequentato per brevissimo tempo gli studi di maestri come Federico Maragliano e Giuseppe Pennasilico, la sua formazione è da considerarsi sostanzialmente autodidatta.
Il suo vero "apprendistato" avvenne a Parigi, dove si trasferì giovanissima. Nella capitale francese lavorò come costumista teatrale, assorbendo quell'eleganza internazionale che avrebbe poi infuso in tutta la sua produzione grafica e pittorica.
L’estetica della femminilità e della moda
• La linea sinuosa: Il suo stile è celebre per la morbidezza del segno. Si specializzò nel ritratto femminile, rappresentando donne diafane, sofisticate e avvolte in abiti ricercati che testimoniano il suo profondo legame con il mondo della moda e del costume.
• Grafica e pubblicità: Fu una delle autrici più prolifiche di cartoline, manifesti e copertine per riviste (come L'Illustrazione Italiana). Le sue grafiche sono oggi icone del gusto Déco italiano.
Successi e Riconoscimenti
• Le grandi esposizioni: Nonostante la formazione non convenzionale, ottenne la stima delle istituzioni. Partecipò a più edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma, oltre alla Triennaledi Milano, ottenendo successi di critica e di pubblico.
• Accademica di Merito: Il legame con la sua città natale venne sancito dal titolo di Accademica di Merito della Ligustica, un riconoscimento alla carriera che l'Accademia conferisce alle personalità che hanno dato lustro all'arte ligure, indipendentemente dal loro percorso di studi interno.
• Arte Sacra: Oltre al versante mondano, si dedicò intensamente a opere religiose, riuscendo a mantenere la sua tipica delicatezza cromatica anche in contesti solenni.
Eredità
Scomparsa a 101 anni, Adelina Zandrino ha lasciato una testimonianza visiva preziosa del passaggio dalla Belle Époque alla modernità. La sua capacità di unire il rigore del ritratto alla freschezza della grafica la rende un'artista versatile, capace di interpretare lo spirito di un intero secolo senza mai rinunciare alla propria autonomia stilistica.

Un investimento nell'anima.
Possedere un'opera di questa caratura significa custodire un frammento della Genova aristocratica e intellettuale, un pezzo di storia che continua a emozionare per la sua intramontabile eleganza.

Indirizzo

Genova
16121

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