14/01/2024
IL VIAGGIO
Penso alle mie moto ed il conta-anni si riavvolge lentamente come un film d'antologia.��E' follia, è velocità, è l'effimera ebrezza di granelli di polline che sfiorano le guance nella calura estiva che mi fanno ancora sognare di fronte a due semplici ruote. Mi è sempre piaciuto pensare che la metafora del mondo sia tutta li, una f***e corsa senza vincitori nè vinti, un eterno inseguirsi per un semplice sorriso, e la tua ragazza preferita seduta dietro. IL plaid sulla sella, la magia dei baci in campagna, un piccolo thermos ed una motoretta fumosa.��Poi è venuta la strada, i lunghi viaggi, le impervie montagne, il deserto con le sue alte dune di etereo mistero e languidi tramonti sul mare a tuffarsi nella luna. Ma in fondo, in questi anni , ho solo inseguito sogni d'adolescenza ed impalpabili odori di olio bruciato e profumo di donna. Ma non sono ancora stanco.��Scendo, lentamente, giù nel garage in penombra e le accarezzo, sfioro metallo e gomma, e so di poter partire in qualsiasi momento. A volte lo faccio, altre solo lo immagino, altre ancora prendo il cacciavite ed apro inutilmente meccaniche perfette. Oppure, semplicemente, spengo la luce e mi addormento. Ma domani, come la vita, un motore si accenderà, se lo voglio.��Ed è già moltissimo. Forse è tutto.