23/06/2026
23 giugno 1946 – 23 giugno 2026. Ottant'anni da un accordo che cambiò la vita di centinaia di migliaia di italiani.
Quel giorno Italia e Belgio firmarono il Protocollo italo-belga: uomini in cambio di carbone. L'Italia, in piena ricostruzione postbellica, aveva bisogno di energia. Il Belgio aveva bisogno di manodopera per le sue miniere.
Tra il 1946 e la metà degli anni Cinquanta, circa 140.000 italiani partirono per il Belgio. Uomini giovani, spesso provenienti dalle aree più povere del paese, reclutati attraverso i "manifesti rosa" e inviati a lavorare nel sottosuolo, lontani da casa, in condizioni durissime e spesso pericolose.
Dieci anni dopo, l'8 agosto 1956, quella stessa storia trovò il suo momento più drammatico: un incendio nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, causò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani.
Marcinelle non è solo una tragedia. È il punto in cui un intero sistema migratorio, costruito sullo scambio tra risorse e vite umane, è diventato visibile a tutti.
Ricordare il 23 giugno 1946 significa comprendere le radici di quella tragedia. Significa dare nome e dignità a migliaia di lavoratori emigrati, e riconoscere il loro contributo fondamentale alla ricostruzione dell'Europa.
Significa, ancora oggi, interrogarsi sulle condizioni del lavoro migrante, ieri come oggi.