Fondazione Ansaldo

Fondazione Ansaldo Archivio d'Impresa dedicato ai temi della cultura e del lavoro

«Ci sono inverni che il tempo non riesce a sciogliere» Mentre il caldo estivo sembra non voler ancora lasciare Genova, p...
04/09/2026

«Ci sono inverni che il tempo non riesce a sciogliere»

Mentre il caldo estivo sembra non voler ancora lasciare Genova, per la nostra rubrica apriamo una finestra su un inverno di oltre un secolo fa.
Queste immagini, provenienti dal Fondo Chierici e conservate negli archivi di Fondazione Ansaldo, ci riportano alla Genova dei primi anni del Novecento, durante una delle grandi nevicate che trasformavano il volto della città.🏙️ ❄️🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿
Piazza De Ferrari appare quasi irriconoscibile, coperta di neve, mentre uomini, donne, carrozze e automobili si muovono tra cumuli altissimi.❄️
Poi lo sguardo si sposta nell’immediato entroterra: sentieri scavati nella neve, cavalli, sci, escursioni e gruppi di amici in posa. Fotografie che raccontano non soltanto un paesaggio, ma anche un modo diverso di vivere l’inverno, il tempo libero e la socialità.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿❄️✨
Guardarle oggi, mentre settembre conserva ancora temperature pienamente estive, invita inevitabilmente anche a riflettere su quanto il nostro clima stia cambiando e su quanto il rapporto tra uomo e ambiente sia diventato centrale nel nostro presente. 🌍🌳♻️
Gli archivi hanno anche questa forza: restituirci atmosfere, gesti e paesaggi che sembravano perduti, ricordandoci quanto profondamente il tempo possa trasformare i luoghi e il nostro modo di abitarli.❄️🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿
Per qualche istante, allora, lasciamo fuori il caldo di questi giorni e torniamo a camminare in una Genova silenziosa, ovattata e bianca, sospesa sotto la neve e custodita dalla memoria. 🤍❄️🤍

«La pubblicità è fondamentalmente persuasione, e la persuasione non è una scienza, ma un’arte» - William BernbachAutomob...
02/09/2026

«La pubblicità è fondamentalmente persuasione, e la persuasione non è una scienza, ma un’arte» - William Bernbach

Automobili che attraversano città illuminate e strade di campagna, biciclette lanciate verso il futuro, cioccolato che diventa viaggio, vini trasformati in festa, prodotti industriali raccontati attraverso immagini capaci ancora oggi di fermare lo sguardo. 🚗🚲🍫
Sfogliare queste straordinarie copertine della Rivista mensile del Touring Club Italiano, pubblicate negli anni Dieci del Novecento, significa entrare nell’immaginario di un’Italia in rapidissima trasformazione. La modernità non viene soltanto descritta: viene disegnata, colorata, resa desiderabile.
Nelle illustrazioni convivono mondi apparentemente lontanissimi: l’automobile e il turismo, l’industria e l’eleganza, i nuovi consumi e la vita quotidiana, fino agli anni della Grande Guerra, quando perfino la comunicazione commerciale assorbe inevitabilmente immagini, simboli e atmosfere del conflitto.
E poi ci sono loro, i caratteri tipografici, i colori pieni, le composizioni audaci, quei marchi che occupano la pagina come protagonisti: Pirelli, Talmone, Cinzano, Suchard e tante altre realtà di un sistema produttivo che aveva già compreso quanto un’immagine potesse raccontare un prodotto prima ancora delle parole.
Oggi queste copertine non sono soltanto pubblicità d’epoca. Sono piccoli documenti di storia economica, industriale, sociale e del costume; frammenti di un Paese che iniziava a riconoscersi nella velocità, nei consumi, nel viaggio e nell’idea stessa di progresso.
Questi documenti sono conservati negli archivi di Fondazione Ansaldo, dove anche una copertina pubblicitaria può diventare una porta aperta sulla storia.

«Gli specchi necessari per dare energia a tutto il mondo ritengo siano paragonabili alla quantità degli specchi che hann...
31/08/2026

«Gli specchi necessari per dare energia a tutto il mondo ritengo siano paragonabili alla quantità degli specchi che hanno la superficie dei vetri nelle nostre case» - Giovanni Francia, 1980 ☀️

Sulle alture di Genova, tra gli ulivi, il mare e i terreni del podere Costigliolo dell’Istituto Agrario Marsano, nel 1965 prese forma la stazione solare di Sant’Ilario, ideata da Giovanni Francia.☀️🇮🇹⚡️
Nato a Torino nel 1911, Francia fu uno dei grandi pionieri mondiali dell’energia solare del Novecento. A Sant’Ilario trasformò la sua intuizione in realtà: file di specchi orientabili inseguivano il Sole e ne concentravano i raggi verso un ricevitore, creando un laboratorio quasi visionario sospeso tra campagna e Mediterraneo.🌳👨🏼‍🔬🌊
Qui Francia perfezionò per anni sistemi di inseguimento, campi di specchi e caldaie solari. Ed è proprio da queste ricerche che la sua storia si intrecciò con quella di Ansaldo, della quale divenne consulente negli anni Settanta, mentre il gruppo iniziava a investire con crescente attenzione nelle fonti alternative e rinnovabili.☀️⚡️🔌
Da quelle esperienze prese forma anche il percorso che portò a Eurelios, la centrale solare sperimentale da 1 MW realizzata ad Adrano, in Sicilia, ed entrata in esercizio nell’aprile 1981. Francia, scomparso nel 1980, non riuscì a vederne il completamento.
Negli Archivi di Fondazione Ansaldo sono conservate fotografie e album che documentano questa straordinaria stagione di ricerca e il rapporto tra Francia e Ansaldo.📸
Perché tra gli ulivi di Sant’Ilario, davanti al mare, Giovanni Francia non stava semplicemente studiando il Sole ma stava cercando di trasformarlo nel futuro. ☀️

«C’era un tempo in cui, a Sestri Ponente, le grandi navi sembravano nascere tra le case. Quasi tra le lenzuola stese al ...
28/08/2026

«C’era un tempo in cui, a Sestri Ponente, le grandi navi sembravano nascere tra le case. Quasi tra le lenzuola stese al vento» 🚢🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿🚢

In questi giorni del 1928, il Duilio si preparava a prendere il mare per intraprendere la nuova rotta verso il Sud America, sulla linea Genova–Napoli–Montevideo–Buenos Aires.
Nei cantieri Ansaldo di Sestri Ponente, la sua mole immensa dominava un paesaggio fatto di officine, binari, fili elettrici, abitazioni e vita quotidiana.🚢🌊🚢
Si diceva che qui le navi venissero costruite “tra le lenzuola”e, guardando queste fotografie, è facile capire perché. 🚢✨❤️
La prua del Duilio sembra affacciarsi direttamente dentro il quartiere, incombe sulle case, sfiora idealmente i tetti, convive con i panni appesi alle finestre e con i treni che scorrono ai suoi piedi. Industria e città non erano due mondi separati, erano la stessa cosa.❤️🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿❤️
È presente anche un dettaglio ancora più straordinario, ossia, nella prima e nella terza immagine, in un solo fotogramma, sembrano riunirsi tre delle grandi anime dell’Ansaldo: il navale, il ferroviario e l’elettromeccanico. La nave, le rotaie e i cavi elettrici rappresentano tre produzioni, tre mondi industriali, un’unica storia.⚓🚂⚡️
Nella seconda fotografia, poi, quasi nascosto dietro la gigantesca sagoma del transatlantico, compare lo storico stabilimento della Gio. Ansaldo & C., con la sua insegna ancora perfettamente leggibile, è un dettaglio piccolo, ma capace di raccontare un’epoca intera. 🏭
Queste immagini non mostrano soltanto come nasceva una nave. Mostrano come viveva una città, una Genova che costruiva, progettava, sperimentava, una Sestri Ponente in cui il lavoro entrava nel paesaggio, nelle strade, nelle case e perfino nelle finestre aperte sul cantiere.🏭🚢🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿🏘️
Il Duilio era destinato a solcare l’Atlantico e a raggiungere porti lontani, ma prima di appartenere al mare, apparteneva a Sestri Ponente, ai suoi cantieri, ai suoi lavoratori, alle sue case e alle sue lenzuola stese al vento. ❤️
Le immagini provengono, e sono custodite, presso gli archivi di Fondazione Ansaldo. 📸🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿🚢

SestriPonente

«La cosa più bella è quella che funziona meglio» - Raymond LoewyQuando l’industria incontra la grafica, anche una macchi...
26/08/2026

«La cosa più bella è quella che funziona meglio» - Raymond Loewy

Quando l’industria incontra la grafica, anche una macchina può diventare un’immagine capace di parlare.
Nel 1950 la Pellizzari di Arzignano affidava alla comunicazione visiva il racconto della propria produzione industriale: motori elettrici, ventilatori, trasformatori, condensatori, saldatrici, pompe e macchinari diventavano segni, linee, geometrie e colori.
L’idea era straordinariamente moderna: non mostrare semplicemente l’oggetto, ma evocarlo. Trasformarne la funzione tecnica in un’immagine capace di colpire l’osservatore e di creare un legame immediato tra forma e prodotto. 🎨⚙️
Una spirale diventa movimento, un punto di colore diventa energia, una linea diventa corrente, rotazione, forza. ⚡
È il linguaggio della pubblicità industriale italiana del Novecento, quando tecnica, grafica e comunicazione si incontravano dando vita a manifesti che oggi possiamo leggere non solo come strumenti promozionali, ma anche come vere testimonianze della cultura visiva del loro tempo. 🖋️
Queste splendide litografie, realizzate nell’ambito della campagna pubblicitaria Pellizzari avviata nel 1950 e raccolte nella pubblicazione “La pubblicità di Pellizzari” del 1952, sono oggi conservate negli archivi di Fondazione Ansaldo.📜📸🏭
Un archivio può custodire una macchina, un progetto, una fotografia, ma può custodire anche il modo in cui l’industria ha imparato a raccontare se stessa. 🏭❤️

«Genova sembra costruita apposta per ricordarci che la bellezza non ha bisogno di mettersi in mostra: basta saperla cerc...
24/08/2026

«Genova sembra costruita apposta per ricordarci che la bellezza non ha bisogno di mettersi in mostra: basta saperla cercare.»

Per la nostra rubrica torniamo questa volta nella Genova di un tempo, attraverso una straordinaria serie di immagini che ci restituisce una città familiare e, allo stesso tempo, profondamente diversa. 📸🏛️
Piazza De Ferrari, i porticati di via XX Settembre, le strade della città vecchia, le porte medievali, i caruggi e gli angoli che ancora oggi custodiscono secoli di storia. Una Genova elegante e popolare, monumentale e intima, fatta di luce e ombra, di palazzi solenni e di vicoli attraversati dalla vita quotidiana.❤️
Ma a colpire sono soprattutto le persone: uomini in cappello, commercianti, passanti, lavoratori, carrozze e tram. Genovesi che camminano, lavorano, discutono, si incontrano. Perché una città non è soltanto ciò che viene costruito: è l’insieme infinito delle vite che l’hanno attraversata. ❤️
Genova è cambiata profondamente, eppure qualcosa è rimasto intatto. Lo si ritrova nelle pietre, nelle prospettive, nei portici, nelle salite e soprattutto in quel carattere un po’ severo e straordinariamente affascinante che continua a renderla diversa da ogni altra città.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿🏠
Queste fotografie, provenienti dal Fondo Chierici e custodite negli archivi di Fondazione Ansaldo, non sono soltanto documenti del passato: sono finestre aperte sulla nostra memoria collettiva. 🗃️✨
E forse è proprio questo il privilegio di guardare la Genova antica: scoprire che, sotto la città di oggi, continua a vivere quella di ieri.

Superba allora e Superba ancora oggi.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

«Prima di solcare il mare, ogni nave nasce sulla carta: in una linea, in un colore, nell’immaginazione di chi sa trasfor...
21/08/2026

«Prima di solcare il mare, ogni nave nasce sulla carta: in una linea, in un colore, nell’immaginazione di chi sa trasformare uno spazio in un viaggio» ✏️🚢🌊

Poltrone rosse, legni caldi, sale da pranzo, fumatoi, bar e verande: osservando questi bozzetti sembra quasi di poter entrare negli interni delle grandi navi del Novecento, quando viaggiare per mare significava anche immergersi in un mondo di eleganza, arte e design. 🚢✨
Sono alcuni dei progetti di Giovanni “Nino” Zoncada, una delle figure più importanti dell’interior design navale italiano. Nato a Venezia nel 1898 e trasferitosi a Genova nel 1948, Zoncada legò il proprio nome agli allestimenti di celebri transatlantici e navi passeggeri, contribuendo a portare sui mari del mondo uno stile italiano fatto di ricerca estetica, funzionalità e collaborazione con artisti e artigiani. 👨‍🔧 ✨
Nei suoi disegni nulla appare lasciato al caso: dalle forme degli arredi alla scelta dei materiali, dalle luci alle decorazioni delle pareti. Ogni ambiente veniva pensato come parte di un’unica esperienza, capace di rendere la nave non soltanto un mezzo di trasporto, ma una vera architettura galleggiante. 🎨🛳️
L’Archivio Nino Zoncada, conservato presso Fondazione Ansaldo, raccoglie carteggi, fotografie, specifiche tecniche, disegni e bozzetti che documentano decenni di progettazione e raccontano una stagione straordinaria della storia navale italiana. Tra le collaborazioni di Zoncada compaiono anche artisti come Massimo Campigli, Luigi Spacal, Marcello Mascherini ed Emanuele Luzzati. ✨🇮🇹✨
Queste tavole sono quindi molto più che progetti d’arredo: sono finestre su un modo di viaggiare che non esiste più, quando anche un salone, una poltrona o il bancone di un bar contribuivano a costruire il fascino e l’identità di una nave.

«Ci sono pagine che il tempo ingiallisce, ma che la memoria continua a colorare» 📰✨Colori accesi, scene concitate, grand...
19/08/2026

«Ci sono pagine che il tempo ingiallisce, ma che la memoria continua a colorare» 📰✨

Colori accesi, scene concitate, grandi avvenimenti e piccoli frammenti della società italiana: sfogliare oggi le tavole de La Domenica del Corriere significa entrare, quasi fisicamente, nell’Italia di oltre un secolo fa.🇮🇹
Nata nel 1899 come supplemento illustrato del Corriere della Sera, la celebre rivista trasformò la cronaca in racconto visivo. Le sue copertine entrarono nelle case degli italiani e divennero, per generazioni, una vera finestra sul mondo. 🇮🇹🌍📰
Tra queste pagine conservate negli Archivi di Fondazione Ansaldo ritroviamo alcuni straordinari disegni di Achille Beltrame, maestro dell’illustrazione italiana: l’assassinio di re Umberto I a Monza, le tensioni durante la commemorazione delle Cinque Giornate di Milano, l’apertura della galleria del Sempione, la vita mondana della Belle Époque e persino gli auguri per il nuovo secolo, affidati alle parole “Pace, Prosperità e Progresso”.✨✨✨
Cronaca, politica, costume, lavoro, progresso tecnologico: tutto passava attraverso il tratto dell’illustratore, capace di condensare un avvenimento in una sola immagine destinata a imprimersi nella memoria collettiva. 🎨📜🏛️
Oggi queste copertine non sono soltanto bellissime da osservare: sono documenti storici, testimonianze di come un’intera epoca raccontava se stessa e immaginava il proprio futuro. ✨✨✨
E voi? Quale di queste copertine avreste voluto trovare in edicola più di centovent’anni fa? 👀🗞️

«Genova di ferro e aria, mia lavagna, arenaria»-Giorgio CaproniGenova e il suo porto sono cresciuti insieme, trasformand...
17/08/2026

«Genova di ferro e aria, mia lavagna, arenaria»-Giorgio Caproni

Genova e il suo porto sono cresciuti insieme, trasformandosi l’uno attraverso l’altra. Per generazioni il mare ha significato lavoro, commercio, partenze e ritorni; sulle sue rive sono sorti cantieri e officine e sono passate persone, merci e storie provenienti da ogni parte del mondo.🌍🗺️🌎
Queste straordinarie immagini, provenienti dagli Archivi di Fondazione Ansaldo, ci riportano nella Genova dei primi anni del Novecento, tra le attività portuali e gli spazi dell’Officina Allestimento Navi della Gio. Ansaldo & C. Operai, marinai e imbarcazioni popolano un paesaggio oggi profondamente trasformato. ⚙️🏭🚢
Le fotografie testimoniano infatti anche il prezzo pagato dalla città in termini di litorale: ampliamenti portuali, riempimenti, moli, cantieri e infrastrutture sottrassero progressivamente spazio al mare, accompagnando la crescita industriale e occupazionale di Genova.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿
A renderle ancora più preziose è la tecnica utilizzata: sono autocromie, uno dei primi procedimenti fotografici a colori, commercializzato dai fratelli Lumière dal 1907. Microscopici granuli di fecola di patate colorata, applicati su una lastra di vetro, agivano come filtri restituendo immagini dalle tonalità delicate e quasi pittoriche. 📸🎨
Ed è proprio il colore ad accorciare la distanza del tempo: i volti, gli abiti, il ferro delle officine, il cielo e l’acqua sembrano improvvisamente più vicini.
Il porto cambia, Genova cambia. Ma quel confine tra terra e mare continua a raccontare una parte essenziale della nostra storia: memoria, lavoro, industria e identità. ⚓💙

📸 Archivi di Fondazione Ansaldo

«Un orizzonte sul mare, una nave pronta a partire e l’estate davanti: certe immagini riescono ancora a farci viaggiare» ...
15/08/2026

«Un orizzonte sul mare, una nave pronta a partire e l’estate davanti: certe immagini riescono ancora a farci viaggiare» 🌊🚢☀️

In questa giornata simbolo dell’estate italiana, e in un agosto particolarmente torrido, abbiamo scelto di portarvi idealmente al fresco… in mezzo al mare. ☀️🌊
Le immagini provengono dall’Archivio Costa, conservato presso Fondazione Ansaldo, e ci riportano nell’atmosfera delle grandi crociere del secondo Novecento: manifesti dai colori vivacissimi, rotte verso luoghi lontani, grandi navi e fotografie promozionali capaci di raccontare un nuovo modo di vivere il viaggio e il tempo libero. 🚢🌴✨
Dall’Anna C. all’Andrea C., dalla Fulvia all’Eugenio C., le navi della Linea Costa accompagnarono generazioni di viaggiatori attraverso il Mediterraneo e l’Atlantico, verso il Sud America, i Caraibi e destinazioni che, nell’immaginario dell’epoca, avevano già il sapore dell’avventura. 🌎⚓
Sono documenti d’archivio, ma anche piccoli frammenti di costume e società: raccontano l’evoluzione della grafica pubblicitaria, della moda, del turismo e di quell’Italia che, negli anni del boom economico, scopriva sempre più il piacere delle vacanze e del viaggio. 📸👒🌺
Immagini che, a distanza di decenni, conservano intatto il fascino delle partenze: il mare aperto, il sole, le rotte tracciate sulle carte e la promessa di qualcosa di nuovo oltre l’orizzonte. Un piccolo viaggio nell’estate di ieri attraverso il patrimonio custodito nei nostri archivi. 🌊☀️📜

Da Fondazione Ansaldo, buon Ferragosto a tutti voi… e, visto il caldo, possibilmente all’ombra! ☀️🥵🌊🍉

Indirizzo

Corso F. M. Perrone 118
Genova
16152

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+390108594125

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