07/10/2026
«Acqua che non si aspetta, altro che benedetta
Acqua che porta male, sale dalle scale, sale senza sale, sale
Acqua che spacca il monte, che affonda terra e ponte
Nu l’è l’aegua de ‘na rammà ‘n calabà ‘n calabà» - Fabrizio De Andrè
7 ottobre 1970: Genova sott’acqua 🏴⛈️🏴
Oggi ricordiamo una delle pagine più dolorose della storia recente della nostra città. Una pioggia incessante, l’acqua che invade le strade, trascina automobili, entra nei negozi e nelle case, trasformando in poche ore luoghi familiari in scenari irriconoscibili.⛈️Queste fotografie fermano quell’istante nel tempo: le auto sommerse, il fango, le saracinesche, le strade diventate torrenti.⛈️
Ma raccontano anche qualcosa di profondamente genovese: appena l’acqua si ritira, compaiono stivali, scope, pale e mani tese. C’è chi svuota un negozio, chi libera un marciapiede, chi prova semplicemente a rimettere insieme ciò che la furia dell’acqua ha disperso. 🏴⛈️
Sono immagini dure, eppure straordinariamente umane. Guardandole oggi sembra quasi di sentire ancora il rumore della pioggia, l’acqua contro le carrozzerie, le voci dalle finestre e poi quel silenzio irreale lasciato dal fango.⛈️
Genova cadde in ginocchio, ma non rimase in ginocchio. Perché questa città, tante volte ferita, ha sempre saputo ritrovarsi nella solidarietà dei suoi abitanti e nella forza ostinata di ricominciare. 🏴❤️
A cinquantasei anni di distanza, ricordare significa anche questo: custodire i volti, le strade e le storie di chi visse quelle ore, perché dietro ogni fotografia d’archivio c’è un pezzo della nostra memoria collettiva.
Le immagini appartengono al Fondo Carlevaro, conservato presso gli Archivi di Fondazione Ansaldo.📸