Museo e Pinacoteca Diocesani di Imola e delle carrozze e Giardino storico

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Museo e Pinacoteca Diocesani di Imola e delle carrozze e Giardino storico Il Museo e la Pinacoteca Diocesani dal 1962 trovarono una prima collocazione nelle sale dell’appartamento rosso, nel salone d’onore e nella galleria.

Diciassette sale, 1000 mq, oltre 2000 opere dal IX al XXI secolo esposte in permanenza sia al piano nobile del palazzo vescovile che nel cortile delle scuderie sino ad arrivare al giardino storico ricco di essenze... Le collezioni erano composte prevalentemente da arredi recuperati da chiese
e canoniche distrutte o danneggiate nell’ultimo conflitto bellico. Dopo alterne vicende, le collezioni e gl

i ambienti in esse ospitate, subirono un’importante opera di riordino e restauro nel corso dei primi anni Novanta del Novecento. Nell’aprile del 1992 il Museo Diocesano completamente rinnovato fu riaperto al pubblico. Dal 1999 l’attuale direzione
ha posto nuovamente mano alle collezioni riordinandole, catalogandole e pubblicandole nel catalogo generale edito nel 2006. Dal 2000 ad oggi il Museo Diocesano ha ampliato ulteriormente la sua superficie espositiva attraverso il restauro complessivo e l’apertura delle sale dell’appartamento verde: in esso trovano posto i tessuti liturgici (secc. XVXIX),
la collezione numismatica (secc. IX-XXI), le opere
d’arte sacra contemporanea (tra cui spiccano il modello della Porta Santa di Santa Maria Maggiore in Roma e l’originale fittile del Corpo dell’Uomo della Sindone, opere fondamentali di Luigi E. Mattei) e, dall’ottobre 2012, il nuovo percorso dedicato alle terrecotte domestiche (secc. XVIII-XIX). Sempre nel 2000 il settecentesco salone d’onore è stato adibito a sala conferenze. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, annota: “Naturalmente il museo raccoglie anche gli oggetti appartenenti alla categoria delle cosiddette arti minori: tessuti liturgici, vasi sacri, reliquiari (magnifico quello regalato da Pio VII al termine dell’esilio napoleonico), documenti della devozione popolare. La raccolta degli exvoto, delle statue in terracotta legate alla pietà domestica, le targhe devozionali in ceramica, fanno di questo settore del museo uno dei più importanti e meglio documentati d’Italia”. Nelle diciassette sale site al piano nobile e nel Museo delle carrozze nel cortile delle scuderie sono raccolte ed esposte in permanenza significative e preziose collezioni d’arte (dipinti, sculture, ceramiche, oreficerie, corali miniati, arredi, tessuti, monete, medaglie, ecc., per un totale di oltre 2000 pezzi) databili tra il IX e il XXI secolo. Ingresso ad offerta libera.

Address

Piazza Duomo N. 1
Imola
40026

Opening Hours

Tuesday 09:00 - 12:00
14:00 - 17:00
Wednesday 09:00 - 12:00
Thursday 09:00 - 12:00
14:00 - 17:00
Saturday 10:00 - 13:00
15:30 - 18:30
Sunday 15:30 - 18:30

Telephone

+39054225000

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Dal 1962 al terzo millennio

Il Museo e la Pinacoteca Diocesani di Imola

Il Museo e la Pinacoteca Diocesani dal 1962 trovarono una prima collocazione nelle sale dell’appartamento rosso, nel salone d’onore e nella galleria. Le collezioni erano composte prevalentemente da arredi recuperati da chiese e canoniche distrutte o danneggiate nell’ultimo conflitto bellico. Dopo alterne vicende, le collezioni e gli ambienti in esse ospitate, subirono un’importante opera di riordino e restauro nel corso dei primi anni Novanta del Novecento. Nell’aprile del 1992 il Museo Diocesano completamente rinnovato fu riaperto al pubblico. Dal 1999 l’attuale direzione ha posto nuovamente mano alle collezioni riordinandole, catalogandole e pubblicandole nel catalogo generale edito nel 2006. Dal 2000 ad oggi il Museo Diocesano ha ampliato ulteriormente la sua superficie espositiva attraverso il restauro complessivo e l’apertura delle sale dell’appartamento verde: in esso trovano posto i tessuti liturgici (secc. XVXIX), la collezione numismatica (secc. IX-XXI), le opere d’arte sacra contemporanea (tra cui spiccano il modello della Porta Santa di Santa Maria Maggiore in Roma e l’originale fittile del Corpo dell’Uomo della Sindone, opere fondamentali di Luigi E. Mattei) e, dall’ottobre 2012, il nuovo percorso dedicato alle terracotte domestiche (secc. XVIII-XIX). Sempre nel 2000 il settecentesco salone d’onore è stato adibito a sala conferenze. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, annota: “Naturalmente il museo raccoglie anche gli oggetti appartenenti alla categoria delle cosiddette arti minori: tessuti liturgici, vasi sacri, reliquiari (magnifico quello regalato da Pio VII al termine dell’esilio napoleonico), documenti della devozione popolare. La raccolta degli exvoto, delle statue in terracotta legate alla pietà domestica, le targhe devozionali in ceramica, fanno di questo settore del museo uno dei più importanti e meglio documentati d’Italia”. Nel 2018 viene inaugurato il Museo delle carrozze sito nel cortile delle scuderie. Nel 2019 vengono inaugurati la “Wunderkammer” e il giardino pensile, affacciato sull’antico orto-giardino interno del palazzo vescovile, con una vista mozzafiato sulla facciata della cattedrale. Nelle diciassette sale del museo sono raccolte ed esposte in permanenza significative e preziose collezioni d’arte (dipinti, sculture, ceramiche, oreficerie, corali miniati, arredi, tessuti, monete, medaglie, ecc., per un totale di oltre 2000 pezzi) databili tra il IX e il XXI secolo.

Il Museo delle carrozze

Il secondo cortile – anticamente denominato “delle scuderie” – fondamentale luogo di transito dalla via Garibaldi e di sosta dei cavalli, dal XVIII secolo diventò funzionale alle scuderie del palazzo e al deposito delle carrozze. Completamente restaurato nel 2013, mostra una elegante loggiato in cui trova posto il lapidarium con materiali databili tra XIV e XVIII secolo. Nel lato sud del cortile, sul lato sinistro, all’interno di uno degli spaziosi locali adibiti a rimessa, dal 1962 sono custodite due fastose berline settecentesche di proprietà dei vescovi imolesi, poi utilizzate – almeno dal 1765 – anche per il trasporto in caso di maltempo, dal suo santuario sino a Imola, della venerata immagine della Madonna del Piratello. Il Museo delle carrozze, inaugurato il 22 settembre 2018 dopo un accurato e radicale intervento di restauro, è costituito da un elegante spazio unico voltato a crociera e sostenuto da quattro massicci pilastri, culminanti con eleganti capitelli. In esso è possibile ammirare, oltre alle due carrozze, una rara suite di nove livree di epoca neoclassica (con feluche in feltro nero e galloni dorati) – in eccezionali condizioni conservative – originalmente indossate da valletti e cocchieri in servizio nel palazzo vescovile. Tra i cimeli più curiosi troviamo poi un modellino in legno realizzato dallo scultore imolese Giovanni Vighi (allievo del prof. Gioachino Meluzzi), dell’imponente cadillac adattata nel 1964, proprio su progetto dell’artista, per il trasporto della Madonna del Piratello. Di bella fattura, inoltre, è la piccola cassa da viaggio del cardinale Anton Domenico Gamberini, al cui interno sono ancora custoditi alcuni effetti personali – sigilli, zucchetti e calze scarlatti – appartenuti al presule imolese. Nel grande portone d’accesso al museo è ricavata un’ampia superficie vetrata trasparente, che offre una visuale molto suggestiva dell’interno del museo e delle sue collezioni, anche quando non aperto al pubblico. Al biennio 2003-2004 risale il completo restauro della berlina di gala, mentre quella di colore nero è stata interessata da un intervento solo di tipo conservativo.

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